sabato 20 dicembre 2025

Stregoneria della campagna

Sergio Bissoli STREGONERIA DELLA CAMPAGNA Dic 2025 In foto 1 Amuleto della Wicca. Un 8 simbolo di infinito, dentro una V simbolo della vagina. La Stregoneria è femmina. Qui principalmente parleremo di Donne, vecchine, ragazze. INDICE STREGONERIA IN CAMPAGNA UNA STREGA PER AMICA CAMPAGNA PAGANA SISTEMI CAMPAGNOLI DI GUARIGIONE LE PAROLE DI POTERE LA VEGGENZA TEORIA E PERATICA DELLA VEGGENZA E PRECOGNIZIONE SISTEMI CAMPAGNOLI PER PREDIRE IL FUTURO CASI AUTENTICI DI VEGGENZA E PRECOGNIZIONE ESPERIENZE SOGGETTIVE VEGGENZA E PRECOGNIZIONE ACCADUTI A PARENTI E AMICI ESPERIENZE SOGGETTIVE ESPERIENZE OGGETTIVE IPOTESI E CHIARIMENTI GLI DEI MAGIA E STREGONERIA LA DIFFERENZA RICORDI MAGIA NATURALE PSICOCINESI PORTAFORTUNA AMULETI E TALISMANI IL MISTERO DELLA VITA MISTERI DELLA CAMPAGNA FOLKLORE “Ogni donna è una strega perché fabbrica la vita” Luigi Santucci Molte idee sbagliate si sono accumulate su questa parola. Descriverò qui la stregoneria che ho visto io negli anni ’50 ’60 ’70. La Stregoneria ha scopi pratici e utili: prevedere il futuro, guarire un amico, ostacolare un nemico, aumentare i raccolti, trovare il benessere, l’amore, controllare i fenomeni atmosferici. La Stregoneria veniva praticata principalmente da donne, che sono più sensibili e dotate. Le donne interpretavano i sogni, gli auspici natura¬li che avvengono spesso in situazioni drammatiche. Interpretavano le macchia di inchiostro, le forme che assume la cera fusa lasciata cadere nell’acqua, le visioni nel cristallo o in una boccia d’acqua con dietro una candela accesa. Forse la Stregoneria pratica la psicocinesi, cioè il dominio della mente sulla materia. Per ottenere questo si serve di formule, riti e doti naturali. La formula è un insieme di parole sullo scopo da ottenere. Assomiglia a una filastrocca per bambini, molto semplice, essenziale e in rima. Viene ripetuta molte volte, cantilenata con una leggera intonazione. La formula serve per fissare il pensiero sullo scopo voluto. E il pensiero è energia. Il rito è un insieme di gesti che mimano lo scopo da ottenere. Il rito serve anche esso per fissare il pensiero sullo scopo e mettersi nel giusto stato di coscienza. Nel rito si adoperano oggetti comuni: corde con nodi per annodare, cioè impedire qualcosa; esempio una malattia, un nemico, un parassita in agricoltura. Pentolini d’ac¬qua da bollire: il pentolino rappresenta l’utero, il grembo dove si sviluppa un progetto. Pupazzi di stoffa o fotografie sulle quali si agisce come sulla persona voluta. Esempio: per guarire, ostacolare, far innamorare. Spirali, cerchi concentrici, ellissi. La spirale simboleggia l’evoluzione, la crescita, lo sviluppo di qualcosa. I cerchi concentrici sono la forma grafica della ripe¬tizione di una formula e di un rito per ottenere uno scopo. L’ellisse concentrica rappresenta la vagina, l’uovo, la nascita di qualcosa e i molti strati ne sono la ripetizione. Le crocette: molte croci a forma di X sovrapposte significano fine di qualcosa; ad esempio di una malattia. Formule e riti, servono per mettersi nel giusto stato di coscienza dove la mente crea ed emette energia. Per rin¬forzare le formule e i riti a volte si fa ricorso a Dee, Antenati, Spiriti Guida. Per l’uso degli oggetti in riferimento alla sessualità osserviamo la simbologia. Gli oggetti maschili sono sporgenti, eretti, penetranti. Forchetta, coltello, spiedo, bastone, mestolo, pestello, chiodo, spola, spada, chiave, badile, aratro. Altri simboli maschili: l’albero, un masso, il sole, la tromba. Oggetti femminili presentano una cavità, una depressione, un foro. Cucchiaio, padella, scodella, cesta, madia, pignatta, pentolino, bicchiere, mortaio (recipiente in pietra per pestare le erbe o il sale) serratura, chitarra, la luna. Per accrescere la forza individuale, le streghe si radunano e danzano insieme. Qui si uniscono le forze men¬tali per ottenere uno scopo voluto. Il raduno è segreto e avviene in un Tempio naturale: in mezzo alla campagna, in cima a una collina, là dove c’è una sorgente (simbolo di creatività) un monolito (simbolo di stabilità e durata) un vecchio albero che ispira venerazione (simbolo fallico). Oppure un fuoco che simboleggia la luce. Donne e ragazze danzano nude tenendosi per mano e cantilenano in coro la formula. Il corpo nudo emette maggior energia. La danza diviene sempre più frenetica e così si crea il cono di energia vitale. Poi la danza bruscamente finisce, le streghe cadono a terra e l’energia si libera verso lo scopo voluto. Questi raduni sono praticati negli equinozi, solstizi, a metà delle sta¬gioni e nei pleniluni. +++++ Se partecipavano maschi avvenivano accoppiamenti sessuali che servivano per stimolare la riproduzione dei raccolti oppure per divertirsi. In un passato anche recente il divertimento era giudicato peccato. A volte veniva adorata una capra affinché aumentasse la prole. Le capre significavano cibo. Ho visto i contadini che tenevano le capre come cibo per l’inverno. Le capre erano gli animali più facili da allevare; mangiavano l’erba dei campi e non richiedevano di essere portata al pascolo come le pecore. Invecchiando morivano perché perdevano i denti. In campagna mangiavano galline e capre. Il maiale era dei ricchi. Le streghe erano erboriste, levatrici, curavano le malattie. Dulcamara, morella, papavero, assenzio servivano per curare o attenuare il dolore. I gatti sono considerati animali ipersensibili. Le donne osservando il comportamento di un gatto riuscivano a prevedere il tempo atmosferico. Ad esempio quando il gatto si tocca l’orecchio con la zampina significa che pioverà. Venere, il pianeta che rappresenta la Dea dell’amore è considerato sacra. Tutta la Natura è considerata sacra: campagna, fiumi boschi e monti. STREGONERIA IN CAMPAGNA La strega era erborista, curava i mali. Era levatrice che aiutava le donne a partorire. Era veggente, prediceva il futuro. Era la saggia donna che comandava il tempo atmosferico, faceva piovere quando c’era la siccità. Era la protettrice delle stagioni, che stimolava l’abbondanza dei raccolti; l’abbondanza della prole nel bestiame. Nella mia zona c’era la Dea Minerva, Cerere e altre Vedi DEA MINERVA rievocazione storica in onore della Dea Minerva, celebrata a san zenone di Minerbe nel 2009.Video su Youtube Canale Bissoli Sergio. A Ceretae probabilmente c’era un tempio della Dea Cerere. Altre Dee e venerate: Diana, Venere, Sibilla, Flora, Afrodite, Astarte, Iside, Mylitta, Inanna, Selene (la luna). UNA STEGA PER AMICA Le figure delle Streghe sono antichissime. Esse non sono solamente uno spauracchio per i bambini. Nell’Antichità erano considerate sacerdotesse. Durante il Medioevo le Streghe sono state condannate e perseguitate. Nell’epoca moderna Margareh Murray che ha insegnato all’Università di Londra ha riabilitato la figura della strega cancellando falsità e pseudo confessioni estorte con la tortura. Lo studioso Gerald Gardner ha fondato un movimento per la riabilitazione delle Streghe. Seguì Alex Sanders e moltissimi altri. Attualmente in America, Inghilterra e Europa la Strega è vista, non come una persona malvagia, bensì benefica. Strega è l’amica, la consigliera che aiuta con mezzi naturali e soprannaturali. Strega è quella che conosce le erbe, che intravede il futuro, che parla con gli spiriti; che aiuta a guarire piccoli mali: contorsioni, reumatismi, scottature. Bisogna cambiare parola per definire queste persone? No, dice Gerald Gardner, bisogna cambiare la mentalità della gente. Le streghe erano le sagge donne che salvavano i raccolti, che aiutavano gli animali, che scacciavano le tempeste, che facevano finire la siccità. Che aiutavano a partorire le donne. La Strega, cioè la saggia vecchia, era una figura importantissima nella civiltà contadina. Anche se era temuta, anche se qualche volta era odiata, si ricorreva sempre a lei quando non si riusciva a risolvere i problemi. La Strega, chiamata anche Medichessa, curava i mali legandoci attorno una cordicella, con nodi, oppure delimitando il male con l’anello d’oro. Strega è anche sinonimo di femminilità; la parte più profonda della femminilità, quella in contatto con l’inconscio, che prevede, che intuisce. E’ la donna supersensibile che interpreta i sogni, le stelle, le linee della mano... La saggia donna che legge il destino guardando gli stecchini lasciati cadere sulla tavola, o guardando le gocce di cera che cadono nell’acqua... Sono questi alcuni dei procedimenti molto antichi che essa adopera per mettersi in contatto con l’io profondo. In conclusione Streghe, maghi e fantasmi fanno parte del nostro patrimonio culturale, folkloristico, umano. Queste figure sono dunque da salvaguardare, sono da studiare e da riscoprire. +++ CAMPAGNA E NATURA Ho visto l’aspetto magico pagano del mondo contadino. In inverno i contadini intabarrati e le donne si radunavano in stalla per raccontarsi storie. Le invocazioni erano formule magiche per propiziarsi la Dea, Diana, la Madre Terra durante i periodi delle stagioni. Le sagge donne erano vecchine, erboriste, veggenti, medichesse, levatrici o streghette. I sabba, erano feste di passaggio di stagione. Noi che siamo vissuti in campagna possiamo capirlo subito: Solistizi, Equinozi. E poi: 2 febbraio Candelora, festa della luce. Anticamente in questo giorno gli uomini correvano per i campi portando delle torce accese, per stimolare il ritorno del sole e scacciare l’inverno. Attualmente si accendono le candele. Alcuni proverbi li ho verificati nel corso degli anni e sono ancora validi. Esempio: Alla Candelora dell’inverno siamo fuori. Alla Candelora se nevica o se piove dell’inverno siamo fuori. Se sole o solicello, un altro mese di invernicello. Viene chiamata anche con altri nomi Calende, Imbolc. 30 Aprile o 1 Maggio Calendimaggio festa dell’estate. Viene chiamata anche con altri nomi Walpurga. 1 Agosto Lammas festa di mezza estate. I 12 Pleniluni dell’anno. Si svolgevano riti per la fecondità, riti per raccolti abbondanti nei campi. Il 13 è considerato un numero fortunato perché ci sono 13 pleniluni ogni 4 o 5 anni. Mi ricordo negli anni ’50 vendevano un cerchietto di ottone (da appendere alla collanina o al braccialetto) e dentro c’era il 13 in cifre. E’ quindi un numero importante e fortunato. Questo è un pendente con il numero 13. Vedi foto Numero 2. ++++ Halloween 31 Ottobre festa dei morti o degli antenati. Viene chiamata anche con altri nomi. Il 31 ottobre è la festa di mezzo autunno, situata a metà fra l’equinozio d’autunno e il solstizio d’inverno. Era il giorno dedicato ai morti e agli antenati. La simbologia è chiara: le notti lunghe, la morte dell’estate, la fine del caldo. In questa notte, secondo la tradizione, i nostri parenti e amici morti tornano a salutare i viventi. Le usanze: le maschere da vecchi avevano lo scopo di travestirsi e immedesimarsi nel defunto, per vedere, sentire come lui e quindi comunicare. E’ una forma primitiva di medianità. Durante Halloween si festeggiava il Terzo Raccolto. Il primo raccolto riguardava frumento, orzo, segala… Il secondo raccolto mais, barbabietole, zucche, patate… Il terzo raccolto consisteva nell’uccisione di animali diventati inservibili al lavoro dei campi, da affumicare, salare e conservare per l’inverno. Festa di passaggio, festa di transizione che segna il passaggio dall’estate all’inverno. Nella notte di Halloween si accendevano falò, dove si bruciavano fantocci raffiguranti le cose brutte e tristi dell’anno trascorso. I cibi tradizionali erano quelli di stagione e soprattutto le rape e le zucche. Il primo Novembre qui in campagna era il tempo dei morti. In analogia con la Natura in sfacelo, le foglie che cadono, i giorni corti, le notti lunghe… +++ Durante la mia giovinezza ho frequentato molte fattorie: di parenti, di amici o per scopo di lavoro. Vedi foto 3 fattoria Berte Le cose che vedevo negli anni ’50 e ‘60 nelle fattorie erano talmente comuni che non sentivo il bisogno di descriverle. Poi quando sono cambiati i tempi, quando le fattorie sono scomparse, ho capito che dovevo descrivere questi ambienti, le persone che vi abitavano, i lavori, i gesti, tutto un mondo che adesso è irrimediabilmente scomparso. Così scriverò i ricordi di quelle fattorie e delle donne, vecchie e ragazze che ci abitavano. Le cose che descrivo qui le ho viste nelle fattorie in campagna, o mi sono state raccontate dalle donne protagoniste e in alcuni casi dai loro mariti, miei amici. +++ Le ragazze di campagna in estate nei pleniluni facevano il girotondo nude, tenendosi per mano, attorno a un albero (simbolo fallico) un salice, oppure un gelso o un platano. Giravano in senso sinistroso. Alzavano le braccia per avvicinarsi all’albero, poi le mettevano orizzontali per allontanarsi e allargare il girotondo. +++ Nelle notti estive di plenilunio alcune ragazze nude, tenendosi per mano facevano un girotondo intorno al nono salice di Via delle Scope (chiamata così perché nel fosso sorgevano canne palustri usate per fare le scope). Un lungo giro verso sinistra, (come il girotondo celeste) e un breve giro verso destra. Allargavano le braccia per allontanarsi dall’albero. Piegavano i gomiti delle braccia per avvicinarsi all’albero. Intanto la vecchia Emma recitava incantesimi seduta sulla riva del fosso. L’albero: simbolo fallico. Di notte le ragazze danzano o fanno il girotondo in senso sinistroso. Guardando la stella polare: tutte le costellazioni e i pianeti girano in senso antiorario. Di giorno le ragazze danzano o fanno il girotondo in senso destroso. Guardando il sole: tutti i pianeti e la luna girano in senso orario. Alcune ragazze indossavano l’amuleto segreto della Wicca: un 8 simbolo di infinito, dentro una V simbolo della vagina. Vedi foto 1 amuleto Wicca +++ La notte del Solstizio d’estate (21 Giugno)veniva festeggiata con riti: una chiara d’uovo (albume) era messa dentro un bottiglione di vetro chiaro, pieno di acqua. Questa boccia veniva deposta orizzontale sull’erba e lasciata lì alla rugiada della notte. Al mattino andavano sul posto. All’interno della bottiglia spesso si formava la figura di una nave con vele spiegate. Era bella da vedere e significava che l’estate sarebbe stata piovosa. Se la figura non si formava significava che quell’estate ci sarebbe stata la siccità. +++++ Oppure la ragazza versava l’albume in una caraffa che metteva fuori dalla finestra tutta la notte. Al mattino interpretava la figura che si era formata. +++++ La sera del Solistizio d’estate le ragazze mettevano sul davanzale una bacinella di acqua con fiori di campo: papaveri, camomilla, gelsomino, alloro, verbena, foglie di limone, erbette profumate. Veniva lasciate lì tutta la notte esposta alla rugiada. Al mattino le ragazze si lavavano la faccia con quell’acqua. Questo rituale portava amore, fortuna e salute. +++ Nelle notti di Agosto le ragazze guardavano il cielo di notte. Se vedevano una stella cadente esprimevano un desiderio. +++ Nella campagna povera non c’erano artisti per rappresentare la Dea con statue di pietra o sculture di legno. La Dea era rappresentata dalla Luna. Le ragazze di campagna, nelle notti di plenilunio d’estate, si spogliavano nude davanti alla Luna per propiziarsi il fidanzato. Recitavano questa filastrocca. Luna lunata In cielo sei nata In terra son nata io Dimmi chi sarà lo sposo mio. Poi prendevano una manciata di polvere dalla strada (allora le strade non erano asfaltate) e la lanciavano in aria. Il vento portava la polvere in una direzione. In quella direzione c’era la casa del futuro sposo. Altre volte l’immagine della Dea da adorare e alla quale chiedere l’esaudimento dei desideri, era rappresentata dalla bambola della ragazza. Non tutte sono adatte. Questa sì. Vedi foto 4 Dea bambola +++ Un gioco che considero magico è quello delle Belle Statuine come si giocava qui in campagna. Una ragazza prendeva un’altra ragazza per mano, tenendo le braccia orizzontali. La prima girava su sè stessa, costringendo l’altra a correre girando attorno a lei. Poi le lasciava la mano. A questo punto la seconda ragazza doveva rimanere immobile nella posizione in cui si trovava in quel momento. La posizione assunta era il responso. ++++ Altro gioco che facevano le ragazze d’autunno in campagna. In fondo al cortile per non essere viste, una ragazza scopriva i seni nudi. (nessuna allora portava i reggiseni). Poi con le mani reggeva una tavoletta lunga un metro e mezzo e larga 20 centimetri. La sollevava fino a posarci sopra i seni. Un’altra ragazza prendeva 5 o 6 mele e le posava sulla tavoletta; una fra i seni e le altre ai lati. Adesso la ragazza doveva camminare sulla terra del campo senza fare cadere le mele. Se perdeva faceva una penitenza. Poi toccava a un’altra. Le ragazze parlavano sottovoce e ridevano. Vedi foto 5 Mele fra i seni. +++ Altro gioco che ho visto e posso descrivere. Spesso in estate i bambini piccoli uscivano in cortile sotto il sole senza braghette. Se c’era una ragazza lì vicino gli prendeva subito in mano il pisellino come porta fortuna e simbolo di fecondità. (in memoria delle Feste Falliche greche e romane). +++ La luna crescente favorisce i risultati di crescita. La luna calante favorisce i risultati di distruzione. +++ Per sapere se la ragazza si sposa. Intrecciava una corona di fiori (simbolo femminile). La lanciava sul ramo di un albero (simbolo maschile). Se rimaneva appesa significava: matrimonio entro l’anno. Se cadeva, riprova. Al secondo lancio, matrimonio dopo 2 anni. Al terzo lancio, matrimonio dopo 3 anni. +++ Le sagge donne (Medichesse) della campagna guarivano le malattie, sapevano far piovere, aumentare la fecondità, predire il futuro. Queste cose erano tenute segrete e se le tramandavano da madre in figlia. I rituali per la fecondità o per raccolti abbondanti comprendevano pratiche sessuali. Per attirare la pioggia: con le mani scavavano un buchetta sulla terra del campo. Poi si sollevavano la gonna (nessuna portava le mutande)e vi facevano pipì dentro, recitando le parole. ++++++++ Le ragazze la notte del 21 giugno fondevano il piombo in un pentolino e poi lo versavano in un secchio pieno di acqua. Il piombo si solidificava formando una figura che rappresentava il mestiere del loro futuro sposo. Se si intravedeva una forbice sarebbe stato un sarto o un barbiere. Una scarpa, sarebbe stato un calzolaio. Un martello, sarebbe stato un fabbro, eccetera. +++ Anche la bottiglia, come il pentolino, rappresenta l’utero dove nasce qualcosa, dove si sviluppa qualcosa. Le ragazze rompevano la punta di un uovo. Lo tenevano inclinato per lasciar cadere l’albume in una bottiglia d’acqua. Il guscio col tuorlo lo buttano via perché non serve. Dopo alcune ore si formano delle figure che la ragazza interpreta come il proprio futuro. Un cuore significa l’amore. Una stella significa successo. Una croce significa un ostacolo. Una figura informe, orizzontale: situazione statica, senza sviluppi. Una figura informe verticale: situazione che progredisce. Una figura che rappresenta qualcosa: una chiesa, un cavallo, un angelo, una barca: da interpretare per analogia. L’interpretazione dei simboli non è uguale per tutti. Ogni ragazza interpreta i simboli secondo la propria sensibilità. Così la ragazza si unisce al suo mondo interiore, cioè l’inconscio dove è custodito tutto il futuro della sua vita. Questa foto è ottenuta con l’albume di due uova. Vedi foto 6 Bottiglia con albume. +++ Lettura della cenere. Le ragazze pulivano bene il focolare. Poi bruciavano un po’ di carbone di legna (carbonella o carbone vegetale). Alla fine interpretavano i disegni formati dalla cenere. Vedi foto 7 Carbonella bruciata. ++++ Altro gioco per imitare le streghette. Una ragazza si sedeva nuda sul manico di una ramazza (una scopa da cortile) in attesa di volare al sabba. Oppure, sempre nuda, a cavalcioni di una ramazza, per prepararsi a volare al sabba. I sabba erano 8 e formavano la ruota dell’ anno. solistizi 21 giugno, 21 dicembre equinozi 21 marzo, 23 settembre. Poi: 31ottobre, 1febbraio, 1maggio, 1agosto. I sabba erano feste e ricorrenze importanti per l’agricoltura e per l’allevamento. Il sabba era la celebrazione del culto della fecondità (Frazer, Murray). Le streghe che vi partecipavano erano medichesse, levatrici, erboriste, veggenti. I sabba si facevano di notte perché il cristianesimo condannava il piacere. Consistevano in danze, banchetti, accoppiamenti come rituali per la fecondità. Le brutture descritte dall’inquisizione non esistevano qui. Il diavolo era sconosciuto nelle nostre terre. Lo hanno portato i popoli del deserto. Vedi foto 8 Ragazza su ramazza. +++ Breve rito che le ragazze praticavano nei mesi estivi o nel Solistizio d’estate. La ragazza si sdraiava sulla terra del campo con le gambe rivolte vero il sole. Sollevava completamente la gonna (allora non esistevano le mutande, quando avevano le mestruazioni si legavano delle pezze che poi lavavano) ed esponeva il suo sesso al sole, per alcuni minuti. Per rendere feconda la terra, per rendere abbondante il raccolto. +++ Altro gioco-rito che si faceva qui in campagna: fregare fra loro due pietre bianche per ricavare scintille. (non sono quelle usate nell’acciarino per accendere fuochi.) Queste pietre, abbastanza comuni qui, erano bianche come marmo, grosse come ciottoli. Fregandole facevano scintille rosse e davano un odore di zolfo. Facevano solo luce e non servivano per accendere fuoco. +++ Le ragazze in cerca di fidanzato si cospargevano di zucchero la vagina per renderla dolce e attraente ai maschi. +++ Quando una ragazza voleva conoscere il futuro. Non avevano i tarocchi da consultare e nemmeno le carte da gioco. Era normale vedere una ragazza che usciva dalla porta della fattoria e si accucciava sull’aia per fare pipì. Il gabinetto non esisteva nelle fattorie. In fondo al cortile, dopo l’aia c’era la concimaia dove si raccoglieva il letame delle mucche. In un angolo c’era un casotto di mattoni con un buco sul pavimento che comunicava con la concimaia sotto. Vedi foto 9 Gabinetto su concimaia. Per sapere ad esempio se il fidanzato sarebbe venuto stasera, cosa faceva la ragazza? Usciva sull’aia, si sollevava la gonna (allora nessuna portava mutande) e faceva pipì stando in piedi, o leggermente curvata. Quando aveva finito osservava il disegno che si era formato sul cemento. Aspettava un poco che si stabilizzasse, poi lo interpretava. Vedi foto Pipì 10, 11, 12. ++++ Le ragazze per conoscere il loro futuro: nelle notti di plenilunio osservavano le increspature, le ondine dell’acqua di un piccolo fiume o di un fosso con acqua corrente. +++++++ Un semplice rituale d’amore. Le ragazze raccoglievano erbe e fiori selvatici la notte del solisti zio d’estate. Le mettevano sotto il cuscino per sognare il loro futuro sposo. +++ I rituali per ottenere qualcosa sono molti e tutti semplici. Le novizie devono scegliere il rituale che piace di più. Con la pratica si può modificare un rituale oppure inventare un rituale per il nostro scopo. Nel 2020 ho inventato un rituale: un legamento d’amore per unire due persone. Lo ho pubblicato su youtube. Vedi Magia della Mela canale Bissoli Sergio. Qualcuno mi ha scritto e mi ha ringraziato perché è riuscito a far tornare la persona amata. Vedi anche RITUALE PER L’UNIONE sul mio canale youtube. +++++++ La ragazza che desiderava suscitare l’amore di un timido amico, gli regalava un dolce fatto con le proprie mani. Esempio una pagnotta zuccherata. Quando era finito vi versava sopra un paio di gocce della sua pipì. Oppure gocce di sangue mestruale. Oppure alcuni peli del pube o delle ascelle, tagliuzzati. Vedi sul mio canale youtube Legame d’Amore. OSSERVAZIONI PSICOLOGICHE: anche se il rituale non influenzerà il ragazzo, esso influenzerà inconsapevolmente la ragazza. Ella senza rendersi conto si comporterà in maniera più sciolta e seducente col ragazzo, stimolandolo così a fare le avances. ++++ Per sapere come sarà l’anno futuro. La mattina del primo gennaio la ragazza appena uscita dal letto va davanti alla scala, si toglie una ciabatta e la butta giù. Se la ciabatta cade dritta l’anno sarà buono. Se cade rovesciata non sarà buono. Questo rituale era usato anche per ottenere una risposta in qualunque giorno. Esempio: realizzerò il mio desiderio? Ragazza si alza al mattino e lancia la ciabatta giù dalla scala. Ciabatta dritta SI’. Ciabatta rovescia NO. +++++++ Questa usanza molto bella è raccontata da Romanazzi nel libro Stregoneria Popolare Italiana Anguana Edizioni. Le ragazze nubili per stimolare il Destino o la Dea a essere “bagnate” dal fidanzato, si bagnavano con la rugiada rotolandosi nude o facendo capriole sull’erba, nella notte del Solistizio d’Estate (21 Giugno). +++++++ Altro rituale d’amore per il Solistizio d’Estate. Prima di andare a dormire la ragazza metteva tre fave sotto il cuscino. Una con la buccia, una sbucciata a metà e una pelata. Al mattino appena svegliata metteva una mano sotto il cuscino e prendeva una fava a caso. Se era con la buccia il futuro marito sarebbe stato ricco. Quella con mezza buccia: di ceto medio. Quella pelata: povero. +++++ Esistevano anche varianti. La ragazza prendeva tre anelli, uno d’oro, uno d’argento e uno di ferro e li gettava dentro un catino pieno d’acqua. Poi chiudeva gli occhi e ne prendeva uno a caso. Oro futuro marito ricco. Argento, ceto medio. Rame, marito povero. ++++++ In epoche remote piantavano delle enormi pietre verticali nel terreno. La pietra rappresentava il fallo e la terra la vagina da fecondare. Questo era il culto della fertilità per assicurarsi raccolti abbondanti e continuità della specie. Anche in epoche recenti nel cortile delle case di campagna c’era piantata una pietra cilindrica, bianca, con sommità piatta o sferica, usata anche per legare i cavalli. Le donne che volevano figli, di notte giravano attorno a questa pietra. Vi strofinavano sopra il ventre e talvolta vi strisciavano la vagina. Anche le donne che volevano un parto facile strisciavano la vagina su queste pietre. È possibile che la suggestione stimoli l’inconscio a lavorare. Voglio dire che forse nell’inconscio ci sono energie e possibilità sconosciute e latenti. Nel medioevo molte pietre furono distrutte. La chiesa proibì le visite a pietre, sorgenti, fonti e laghi. Vedi Pietra foto 33 +++++++ In aprile, in campagna spuntano fiori bianchi con 6 petali. Nome volgare: Latte di Gallina. Questi fiori sono attraenti e bellissimi, ma per duemila anni i teologi hanno predicato che la bellezza e il piacere sono peccato. Nella società cristiana la bellezza fa paura, specialmente quando allude alla femminilità. Così i genitori insegnavano ai bambini di non toccarli, non guardarli e venivano chiamati con nomi brutti: fiori della morte, eccetera. Anche poeti come Baudelaire e artisti come Manet, Balthus vennero condannati per le loro bellissime Opere. +++ SISTEMI CAMPAGNOLI DI GUARIGIONE TRA FOLKLORE E MAGIA Ho visto le vecchine che facevano i nodi. Nove nodi doppi su una cordicelle di canapa grezza. Recitavano parole sottovoce mentre facevano i nodi: le parole formavano una cantilena ripetitiva sul risultato che volevano ottenere Questo serviva per arrestare un malanno o impedire qualcosa. Vedi foto 13 Vecchina con cordicella con nodi C’erano le e vecchine che guarivano il fuoco di San Antonio. Queste facevano molti cerchi concentrici con un anello d’oro sopra la parte malata. . La signora G. aveva il fuoco di san Antonio su un seno. Dopo mesi di medici e medicine non guarì. Si rivolse a una donna di Ostiglia che compiendo segni con un anello d’oro in tre sedute la guarì. Coincidenza? +++ Le sagge donne (Medichesse) della campagna praticano 3 sistemi per guarire le malattie: I nodi. L’anello. Il pentolino. +++ I NODI I nodi servono per bloccare, arrestare, impedire qualcosa. Uno spago di canapa lungo circa 40, 50 cm. Sullo spago la donna fa alcuni nodi doppi. I nodi di solito sono in numero dispari: 3 oppure 5 , 7 , 9 tutti nello stesso senso e tutti a uguale distanza uno dall’altro. Il nodo rappresenta un ostacolo, un impedimento alla malattia. I nodi doppi sono più forti e i numeri dispari sono considerati più fortunati. La donna recita alcune parole a bassa voce, mentre esegue l’operazione. Le parole sono segrete ed esprimono in modo ripetitivo e in rima il risultato da ottenere. Esempio: Male guarisci, male sparisci. Male guarisci. Male sparisci. Poi avvolge lo spago un paio di volte Intorno alla gamba o al braccio dolorante e fissa lo spago con un nodo normale. Questo sistema serve per guarire distorsioni, reumatismi. Dopo 3 o 4 giorni l’ammalato toglie lo spago e lo brucia oppure lo butta in acqua corrente. I nodi sono impiegati anche sugli animali. Ecco le parole che i genitori recitavano per piccoli mali dei bambini (escoriazioni, taglietti). Le parole sono accompagnate da passaggi con le mani sopra alla ferita. Guarin, Guarin, Guarote, se non guarisci adesso tu guarirai stanotte. +++ L’ANELLO Un anello d’oro o d’argento simbolo di perfezione e incorruttibilità. La donna scalda l’anello sulla fiamma per purificarlo. Poi tiene l’anello tra le dita, come se fosse una penna e compie dei segni sopra il male: traccia alcuni cerchi che delimitano il male. Poi alcune linee a raggiera che partono dal male e vanno verso 1’ esterno del corpo. I movimenti devono essere decisi e veloci come per voler scacciare il male, per portarlo fuori dal corpo. Poi ripete i cerchi e poi le linee..... La donna recita le parole durante l’operazione. Durata alcuni minuti, per 3 giorni. Alla fine lava l’anello per scaricarlo. L’anello è usato per mali sulla superficie della pelle: eczema, erpes, fuoco di s. Antonio, ustioni. Questi sistemi sono chiamati Segnature. Le segnature camminano da sole, cioè l’effetto prosegue anche dopo che l’operazione è terminata. Le segnature consistono in un insieme di gesti e parole. Gesti e parole esprimono il risultato da ottenere e sono veicolo della energia inconscia del guaritore o dello stesso ammalato. Oppure di uno Spirito Guida, di un Antenato, di una Dea. +++ Renato racconta: avevo male alla pancia (i vermi?) . Mi distesero sulla riva del fosso a Palesella e mi posarono una scodella di acqua fredda sulla pancia. Arrivò una vecchia con un pentolino di stagno fuso. Lo versò nell’acqua e lo stagno raffreddandosi formò tanti vermetti. La vecchia portò via la scodella. Mi dissero che con questa operazione mi aveva tolto i vermi nella pancia. +++ L’amico Giorgio aveva male alla gamba sinistra, e gli suggerii di rivolgersi alla guaritrice. Una sera d’inverno io e Giorgio andammo dalla vecchia Emma, guercia, 96enne, per provare le sue cure. Ma la figlia si oppose, mentre la vecchia sorrideva e taceva. Dopo un po’ la vecchia disse rivolta al mio amico: “Lei è Marangoni?” L’amico ebbe un sobbalzo: “Come può conoscere il mio cognome?” Intervenne la figlia: “No, mia mamma intendeva dire se fa il marangon cioè il falegname.” Dopo una pausa Emma sbalordì ancora il mio amico: “Lei ha male alla gamba sinistra?” La figlia intervenne ancora spiegando che si vedeva da come il mio amico camminava. Poi la vecchia disse una terza cosa vera (adesso non la ricordo più) che sbalordì il mio amico. +++ Di solito le parole sono accompagnate da movimenti delle mani che mimano lo scopo da ottenere. Ad esempio: cerchi concentrici per racchiudere il male. Crocette a X per azzerarlo. Movimenti che si allargano verso l’esterno per far uscire il male dal corpo. L’operatore sussurra le parole a bassissima voce, velocemente, senza mai rivelarle. Le parole devono restare segrete, altrimenti perdono valore ed efficacia. Inoltre così si suggestiona maggiormente la persona che è l’oggetto del rituale. ++++++++++ LE PAROLE DI POTERE LE PAROLE le parole recitate nei rituali sono segrete e devono essere recitate a voce bassa, non comprensibile. Le parole sono una filastrocca, una cantilena ripetitiva, monotona, spesso in rima, a volte in dialetto. Le parole esprimono il risultato da ottenere paragonato a un evento naturale simile. Esempi che invento qui per chiarire il concetto: La tua guarigione cresca come il frumento nei campi. L’amore del tuo fidanzato cresca come i fiori che spuntano. Ecco un esempio tratto dalla Wicca: Con il primo nodo inizia il potere Con il secondo si unisce Con il terzo figlia Con il quarto si accumula Con il quinto vive Con il sesto germoglia Con il settimo fermenta Con l’ottavo si accresce Con il nono colpisce! +++ Le parole di potere sono segrete e per questo funzionano, danno un risultato. Le parole possono essere qualunque. Importante è che ti piacciano, che il cervello vi scivolino dentro senza sforzo e con piacere. Possono essere prese da qualche libro oppure inventate. Possono essere una filastrocca, una frase inventata fatta di parole strambe che però a te danno piacere, soddisfazione. Meglio se sono in rima, il cervello vi ruota dentro, vi evoca emozioni, suggestioni e scacciano tutti gli altri pensieri. Ecco ad esempio una filastrocca presa da Goethe: Il nove è l’uno. Dieci è nessuno, e questo è delle streghe l’un via uno. +++ Alarathon, ahialee, tharnee, ecbathaton. In un libro di Lord Dunsany. +++ Altre parole: Abracadabra. Ego sum stria. Madre Diana. +++ Se qualche mago ti insegna queste parole, va bene. Ma devi sentirle intimamente tue. Se non ti soddisfano o ti sembrano ridicole, non vanno bene per te. Queste parole di potere in India le chiamano Mantra. Un santone recitava un mantra e otteneva un risultato. Un giorno incontrò un altro santone che gli disse: “Non è proprio così. Tu sbagli alcune parole.” E gli insegnò la frase corretta. Il primo santone utilizzò questo mantra e non funzionava più, non otteneva risultati. Il suo cervello si era abituato a reagire al vecchio mantra e così dovette usare ancora quello. Le parole, meglio in cantilena, devono avere le qualità di un musica. La musica che suscita uno stato d’animo, la musica intensa che ci dà sbigottimento, che ci stacca dalla realtà quotidiana. Le parole, anche se sono strane devono possedere qualcosa che ti fa cambiare stato di coscienza, anche in forma leggera. Certamente non tutte le parole strambe sono valide. Abracadabra può funzionare se ti piace. Ma Bla Bla Bla sicuramente non va bene. Se ti vanno bene non rivelare mai le Parole perché si banalizzano, si volgarizzano, si screditano. Vedi anche il mio racconto La Casa della Strega in RACCONTI MISTERY Editore Lulu.com +++ LA VEGGENZA Le tecniche di veggenza in campagna si servivano di oggetti semplici utilizzati normalmente in casa. GLI SPILLI O STUZZICADENTI 13 spilli (o stecchini). Una donna di Bergantino usava gli spilli. Teneva gli spilli nelle mani chiuse a coppa e li lasciava cadere sul tavolo di legno. Poi interpretava le figure che si formavano: linee verticali, orizzontali, oblique, linee intere o spezzate. Le stelle, i quadrati, triangoli, le curve. Riferitomi dall’amico Giancarlo. Quando ci sono andato io la donna era già morta. +++ LA CERA. In un cucchiaio mettevano pezzettini di cera e la fondevano tenendo il cucchiaio sopra la fiamma di una candela. Poi versavano la cera fusa in un piatto pieno di acqua fredda. Si formavano figure da interpretare. Vedi il mio video su youtube canale Sergio Bissoli intitolato Giochi Graziosi. +++ L’INCHIOSTRO. Con la penna intingeva il pennino nell’inchiostro e poi batteva la penna verticale su un foglio di carta. Si formavano alcune macchie. Piegava il foglio in due e lo riapriva. Le macchie si duplicavano formando figure da interpretare. +++ OLIO. Una donna versava olio in un piatto pieno d’acqua e osservava la figura che si formava. +++ IL CUCCHIAIO veniva usato dalla futura madre per sapere se nascerà un maschio o una femmina. La futura madre lancia in aria un cucchiaio. Se il cucchiaio cade con la parte concava in alto nascerà una femmina. Se il cucchiaio cade con la parte convessa in alto nascerà un maschio. +++ Le sagge donne osservavano come si dispone la cenere sul focolare, dopo aver bruciato la legna. Osservavano come brucia una candela. Osservavano le foglie mosse dal vento, il comportamento degli uccelli. Nel 1990, quando io ero molto ammalato, mia mamma vide un uccellino che picchiava contro il vetro della finestra, si comportava in modo gioioso, senza paura, poi scomparve. Mia mamma lo interpretò come un segno di guarigione, ciò che in futuro avvenne. +++ Le sagge donne interpretavano le azioni sbagliate. Esempio se uno si infilava una maglia a rovescio, le donne dicevano: “Le cose andranno dritte”. Cioè gli avvenimenti futuri si realizzeranno in modo favorevole. (verificato, funziona. Coincidenza sì? no?) Questo si riferisce a chi sta vivendo delle contrarietà. La maglia rovesciata rovescerà il Destino avverso. Rovesciare il vino a tavola: vino rosso significa allegria. Vino bianco significa lacrime. Se cadeva per terra una moneta. Se mostrava la Testa favorevole. Croce sfavorevole. ( nelle monete moderne la testa non c’è più). Se qualcuno sognava una persona morta le donne dicevano: Il morto porta il vivo.” Significa che nei giorni successivi arriverà una persona inaspettata o una novità. Sposa bagnata, sposa fortunata. In analogia con l’altra pioggia che riceverà, a letto di notte, da suo marito. Non esageriamo per non cadere nella superstizione. +++++ Le vecchie tramandavano questi segreti alle figlie. Le ragazze di quegli anni erano meravigliose, timide e inavvicinabili. Trascorrevano i pomeriggi delle domeniche passeggiando o sedute sulle panchine nel viale dei tigli a Minerbe. Io le guardavo senza avere il coraggio di avvicinarmi. Negli anni ’50 le ragazze indossavano vestiti lunghi. Negli anni ’60 indossavano minigonne blu, plissettate, camicette bianche di pizzo, ricamate, calzine bianche e scarpette di vernice nera con cinghietta. I capelli li portavano lunghi e lisci. Col trascorrere degli anni molte vecchie non tramandavano più il loro sapere alle giovani, così questi segreti morivano con loro. Negli anni ’80 erano rimaste le ultime sagge donne, poi in seguito definitivamente scomparse. Nei tempi moderni il tentativo di riportare in luce questi segreti è stato fatto dal neo Paganesimo e dalla Wicca. TEORIA E PRATICA DELLA VEGGENZA E PRECOGNIZIONE La Veggenza è la capacitò di conoscere un evento non alla portata dai nostri 5 sensi. Cioè di un evento che noi non possiamo vedere, né udire. La Precognizione è la conoscenza di un evento futuro, cioè che deve ancora accadere. Ogni oggetto che possiede più facce è adatto per praticare la veggenza. Esempio un dado, un mazzo di carte. I sistemi di veggenza sono innumerevoli ma tutti si basano sullo stesso meccanismo di funzionamento. La veggente impara a memoria un codice di situazioni fondamentali della vita. Poi pone la domanda su un evento futuro. Sceglie a caso un simbolo del codice. Questo è la risposta alla sua domanda. Da ciò si comprende l’importanza del codice che deve rappresentare tutte le possibili risposte. Con un pendolo le combinazioni possibili sono due: rotazione destrosa = SI’. Rotazione sinistrosa = NO. Con uno spillo lasciato cadere denro una scodella d’acqua le possibilità sono 4: punta rivolta verso est INIZIO. Ovest = FINE. Nord = NO. Sud = SI’. Con la Geomanzia le possibilità sono 16: Guadagno Perdite Pace Guerra Maschio Femmina Evoluzione Involuzione Piacere Dolore Unione Solitudine Fortuna maggiore Fortuna minore, Inizio Fine. Con gli arcani maggiori dei Tarocchi le possibilità sono 22. Con le carte da poker sono 52. Con l’I King sono 64. Eccetera. I simboli disponibili che rappresentano le future risposte sono pochi, se teniamo presente che le possibili soluzioni di un evento sono infinite. Poiché le possibilità della vita sono infinite abbiamo bisogno di un codice con un numero altissimo di segni. Se io lascio cadere una catenella sul tavolo ogni volta essa formerà una figura diversa. Con questo sistema le possibilità sono infinite. Se buttiamo 9 piccole pietre sul tavolo otteniamo ogni volta una disposizione differente. Con le pietre le possibilità sono infinite. Dunque un codice con un numero infinito di possibilità, può applicarsi a un numero infinito di risposte. Adesso il problema è: come possiamo imparare a memoria tutti i possibili segni di un codice infinito? In un codice con un numero infinito di simboli dobbiamo imparare i simboli cardinali, che possono essere una decina. Poi dobbiamo imparare le varianti da applicare ai simboli fondamentali. Ogni simbolo fondamentale va moltiplicato per le varianti. E otteniamo così un numero sufficientemente elevato di possibilità. Che rapporto esiste fra il risultato del codice e il risultato di un evento futuro? Ogni evento nell’universo è legato e coordinato a tutti gli altri. Ogni evento importante è legato e coordinato ad altri eventi importanti, a eventi meno importanti, a eventi insignificanti. Un evento importante è legato a un evento così insignificante come ad esempio il lancio di un dado? Sembrerebbe proprio di sì. Con l’esercizio si crea nel veggente un rapporto sempre più preciso fra il risultato del codice, che è l’evento insignificante, e il risultato di un importante evento futuro. +++ La teoria per spiegare la precognizione ( conoscenza del futuro) è la seguente. La mente inconscia possiede una conoscenza della realtà oltre le barriere dello spazio e del tempo. Ma esiste una soglia chiamata Limen, che impedisce che queste informazioni salgano alla coscienza. Un metodo di precognizione è un codice dove ogni segno rappresenta una risposta. Dopo aver formulato la domanda ci poniamo in uno stato di coscienza assopita, cioè non vigile, e ricaviamo una combinazione apparentemente casuale di segni. Con l’addestramento la combinazione dei segni diventa la risposta cifrata che desideriamo. Solamente così, cioè essendo cifrata, la risposta riesce a oltrepassare la censura del Limen. LA CARTOMANZIA La cartomanzia sta attirando in questi anni un rinnovato interesse fino a diventare un’ arte molto popolare. Cartomanzia significa: guardare il futuro nelle carte. Ma qualunque problema, qualunque situazione di dubbio, incertezza può venire esaminata servendosi, delle carte, seriamente o per gioco. Sarebbe pazzesco fidarsi ciecamente delle risposte delle carte, però è possibile ottenere indicazioni che in seguito possono venire esaminate e confrontate con gli sviluppi futuri della situazione. Ci sono molti tipi di carte: i tarocchi, le carte francesi, italia¬ne, le rune, le carte speciali zener, colorate, ecc. Tutte sono ugual¬mente valide anche se ogni tipo si presta meglio a interpretare un particolare strato della realtà. Chi dà la risposta? Il caso, affermano i materialisti. Il subconscio dicono I parapsicologi. Lo spirito guida rispondono gli spiritualisti. Come è la risposta delle carte? E’ una risposta sintetizzata, cioè ridotta all’essenziale, una risposta schematica. Come si fa? Esistono moltissimi sistemi, dai più semplici ai più complicati. Sono tutti egualmente validi; importante sceglierne uno e familiarizzare con questo. Esaminiamo un sistema comune con carte francesi che approfondisce il tempo degli eventi e la personalità del consultante. CUORI o Coppe: sfera sentimentale, amori, piaceri PICCHE o Spade: contrarietà, dispiaceri QUADRI o Denari: denaro, mondo degli affari FIORI o Bastoni: i fiori portano i frutti, cioè mondo del lavoro. Ponete la domanda. Continuate a mescolare le carte finchè il mazzo si inceppa. Da sopra il mazzo prendete tre carte in successione. Ma potete usare metodi differenti. La bravura si acquisisce con l’esperienza. I significati dei numeri nelle carte sono quelli della Numerologia e cioè: 1 Uomo: Iniziativa Attività, Forza 2 Donna: Passività Sensibilità Intuizione 3 Evoluzione: Progresso Figli 4 Antenati: Ereditarietà Immobilismo Stabilità 5 Giovinezza: Rischio Slancio Avventure Cambiamenti 6 Amore: Matrimonio Estroversione 7 Filosofia: Misticismo Introversione 8 Lavoro: Routine Affari 9 Super lavoro: Guerra o Riuscita. IO inizio di un nuovo stadio. J Uomo giovane Mascolinità Q Donna Femminilità K Uomo anziano Autorità Maturità Esperienza. Jolly (facoltativi) Rosso Fortuna Nero Sfortuna. Nella lettura delle carte il simbolo agisce sul numero. Esempio: Picche 3 = Disgrazie che interrompono un momento di piacere. Quadri 5= Denari ricavati da esperienze, avventure. Cuori 7 = Amore, passione segreta. Fiori 2 = Lavoro dipendente. Vedi Susy Nelson CARTOMANZIA Editore De Vecchi. IMPARIAMO A LEGGERE I TAROCCHI Il mazzo dei tarocchi è composto di 78 carte. Esso comprende 22 figure, o trionfi, contrassegnate da un numero e 56 carte con semi di spade, denari, coppe e bastoni. L’origine dei tarocchi è sconosciuta, forse egiziana o indiana. Di certo si sa che i tarocchi furono portati in Europa nel 1500 dagli zingari della Boemia. Molti studiosi sono stati attratti dai tarocchi. Uomini illustri come Oswald Wirth, Papus, Eliphas Levi hanno dedicato molto tempo a studiarli. Esistono vari tipi di tarocchi. Prenderemo in esame qui i Tarocchi di Marsiglia. Esistono infiniti sistemi per leggere il futuro con i tarocchi: descriveremo un sistema semplice che utilizza le sole figure chiamate anche Arcani Maggiori. I 22 arcani maggiori rappresentano altrettante possibili situazioni della vita. Ogni carta simboleggia una situazione fisica o psicologica. E ogni carta può riferirsi a una serie di situazioni simili a quella simboleggiata. Ogni carta ha una sua carta opposta o complementare, poiché in Natura ogni cosa ha il suo opposto o complementare. Esempio: il giorno la notte, la vita la morte, la gioia il dolore, ecc. Per apprendere velocemente il significato delle carte disponetele in coppie: la prima e l’ultima. La seconda e la penultima, eccetera. Così: La carta N° I è chiamata il Bagatto. Essa rappresenta un ciabattino al lavoro. Il significato è: ogni attività guidata dalla ragione. Razionalità, logica. N° 22 o zero il Matto. E’ la carta opposta e rappresenta un folle vagabondo. Significa: tutte le attività irrazionali, cioè non ragionate. L’ispirazione, l’improvvisazione, la fantasia. ++ N° 2 la papessa o Sacerdotessa. Colei che possedeva la conoscenza ma non la forza. Significa: la conoscenza teorica, i progetti, le idee. N° 21 il Mondo. La conquista del mondo. La realizzazione pratica, la riuscita, il successo. ++ N° 3 l’Imperatrice. La consorte dell’imperatore assicura la discendenza, i figli. Il significato per analogia è: evoluzione, progresso, sviluppo. N° 20 l’Angelo. Simboleggia l’uomo che cambia livello e diventa spirito. Significa: inizio di un nuovo stadio o ciclo. Inizio di un nuovo periodo di vita. ++ N° 4 l’Imperatore cioè il potere. Il comando, la padronanza di una situazione, la capacità di agire. N° 19 il Sole cioè la luce. Luce, chiarezza, visione chiara delle cose. ++ N°5 il Mago (o Papa) si riferisce alle doti super normali, qualità psichiche, mentali. N° 18 la Luna: con la luce lunare, di notte, ci possiamo ingannare o vedere male le cose. E’ la carta opposta al mago poiché chi adopera le doti mentali può ingannarsi. Il significato per analogia è: inganno, frode. ++ N° 6 Gli Amanti: amore, scelta, libero arbitrio. N° 17 Le Ste1le: nel significato di destino. Predestinazione impossibilità a decidere o scegliere. ++ N° 7 Il Carro: è il carro del trionfatore e significa trionfo, guida e anche viaggio. N° 16 La Torre. La torre troppo alta crolla. Ogni situazione che dura da lungo tempo inevitabilmente cambia. Crollo, caduta, brusco cambiamento. ++ N° 8 La Giustizia: giustizia, equilibrio. N° 15 Il Diavolo: squilibrio, ingiustizia,eccesso o mancanza. ++ N° 9 L’Eremita: concentrazione, ritiro, introversione. N° 14 L’Acqua Una donna versa l’acqua da due vasi. Simboleggia la mobilità, la fluidità dell’acqua, la sua adattabilità. Significa: estroversione, socievolezza, facilità di scambi, di rapporti sociali. ++ N° 10 Ruota della Fortuna. Fortuna non per meriti personali. N° 13 Morte. Fatalità, morte, fine di una situazione. ++ N° 11 La Forza. Energia, dinamismo, movimento. N° 12 L’Appeso. Staticità, inerzia, immobilismo, impossibilità a muoversi. ++ Ora che avete compreso e memorizzato i significati delle carte potete incominciare a consultarle. Ponete la domanda in modo chiaro. Mescolate le carte, senza pensare a nulla. Continuate a mescolare finché le carte si inceppano. Estraete 3 carte e mettetele in fila. Interpretate, partendo dalla prima fino alla terza. Non interrogate i tarocchi molte volte nello stesso giorno, altrimenti le risposte diventano inattendibili. Con l’esperienza otterrete risultati sempre migliori poiché i tarocchi sono un mezzo per sviluppare la veggenza presente più o meno in ognuno di noi. Per domande SI o NO è sufficiente una carta. Vedi Oswald Wirth I TAROCCHI Edizioni Mediteranee I TAROCCHI E L’EROTISMO L’accostamento dell’Erotismo ai Tarocchi è molto intonato e appropriato. Infatti la sensibilità è femmina. La luna, la notte, la veggenza sono caratteristiche tipiche dell’anima femminile. Veggenza significa: guardare oltre, guardare al di là dove arrivano i sensi; sentire più profondamente. La donna è per natura psicologa, cioè conoscitrice dell’anima umana; veggente, cioè un essere intuitivo; ipersensibile che in alcuni casi si spinge fino alla medianità. I mezzi per favorire o indurre la veggenza sono molti, e tutti femminei, appartenenti all’universo femminile. Ricordiamo le visioni nell’acqua; le macchie nei fondi di caffè; le figure della cera fusa; i disegni enigmatici che si formano lanciando alcuni spilli. Il lancio di un cucchiaino per sapere se nascerà un maschio o una femmina.... E fra gli innumerevoli mezzi, ecco i Tarocchi. Il misterioso mazzo che dall’antichità accompagna le gitane, le indovine, le prostitute.... La donna ascolta la domanda e mescola le carte. Poi ella si rilassa, socchiude gli occhi, libera la mente dai pensieri e in questo stato di quasi trance estrae 3 carte ( o più secondo il metodo impiegato). La piccola operazione magica è finita. Il Caso (o la sincronicità secondo Jung) ha fatto sortire la risposta. Risposta che è simbolica, stilizzata, concentrata e che bisogna sviluppare riferendosi al contenuto della domanda. Impariamo anche noi a sfogliare e giocare con i Tarocchi. PREDIRE IL FUTURO CON LE RUNE Che cosa sono le Rune? Sono 24 carte raffiguranti i segni di un antico alfabeto europeo. A cosa servono? Servono per predire il futuro. Come funzionano? Per spiegare le predizioni del futuro esistono solo teorie. La sincronicità. Lo psicologo Jung notò che un evento importante è preceduto e seguito da altri eventi piccoli ma della stessa qualità. Nel linguaggio comune vengono chiamate coincidenze. Come si fa in pratica a fare le Runet? Pensate al problema. Mescolate le carte e mentre fate questo non pensate più a nulla. Fermatevi istintivamente. Prendete le prime tre carte sopra al mazzo. Mettetele In fila e leggetele. Ecco l’elenco delle 24 carte con i loro nomi e significati. 1 FEHU Carico, merci, bestie o cose. Patrimonio. 2 URUZ Sottomettere gli istinti. Obblighi Doveri. 3 THURISAZ Demone Inganno Pericolo. Forze distruttive. 4 ANSUZ Voce di Dio. Verità Saggezza Ispirazione Destino Autorità. 5 RAIDO Carro Itinerario Viaggio Percorso. 6 KENAZ Fuoco Rapidità Violenza. 7 GEBO Dono Premio Risultato. 8 WUNJO Coppia Unione di maschio e femmina. 9 HAGALAZ Sofferenza Sconfitta. 1O NAUUDHIZ Tempo Esperienze che fanno maturare. 1l ISA Potere esecutivo. 12 GHERIAZ Raccolto Prodotto. 13 EWAZH Difese Dobbiamo difenderci. 14 PEORD Equilibrio Abilità Bravura. 15 ALGIZA Aiuti dal destino, da Spiriti Guida Guarigione. 16 SOL Sole luce energia Creatività Genio. 17 TYRAZ Bersaglio Mèta Scopo 18 BEORKAN Piani Sistemi Progetti 19 ELLAZ Introspezione Inconscio 20 MANNASH Gli Opposti si incontrano. Scontro. 21 LAGON Lago Acqua Calma Tranquillità. 22 INGIZ Castello Casa Sicurezza Isolamento Privacy. 23 OPYLAZ Oro Ricchezza. 24 DAGAZY Inizio Nascita Rinascita. Per domande SI o NO è sufficiente una carta. Vedi Renucio Boscolo LE RUNE Editore Mondadori BIBLIOMANZIA Tecnica per conoscere il futuro attraverso un libro. Oggi si adopera un vocabolario di cm. 20 x 12 perché agevole da tenere in mano. Brossura, perché così è più facile da sfogliare. La tecnica, semplicissima, è la seguente: pensate la vostra domanda tenendo un vocabolario in mano. Fate scorrere tutte le pagine sfogliando il libro velocemente, più volte. Adesso, mettete il dito indice sopra un punto casuale di una pagina aperta a caso. Leggete la parola come risposta alla vostra domanda. Ripetete 2 o 3 volte. Il segreto, come in tutte queste pratiche, consiste di porsi in uno stato di coscienza attenuata, non vigile. Allora le informazioni provenienti dall’inconscio possono superare la censura interna, chiamata “limen”. Con la pratica l’operatore migliora le sue capacità; con la ripetizione nel tempo, corpo e cervello imparano ad agire sempre meglio. CONOSCERE IL FUTURO CON LA GEOMANZIA La Geomanzia è un metodo affascinante, e semplice per predire il futuro. Il metodo non richiede grandi doti naturali, solamente un poco di attenzione e di pratica. Geomanzia deriva dal greco e significa: Geo = terra e Manteia = divinazione, veggenza. La geomanzia forse è stata inventata dai Persiani oppure è una scienza araba come l’algebra e l’alchimia. La geomanzia è conosciuta e praticata in Europa, Africa, India e Cina. Essa è praticata come tecnica divinatoria per predire il risultato di un avvenimento futuro; per ottenere un tema di nascita o semplicemente come un gioco di società. Come tutti i sistemi per predire il futuro, anche la geomanzia consiste di: -un gruppo di simboli che rappresentano le principali situazioni della vita. -un sistema casuale per scegliere un simbolo. Il sistema casuale (o sincronico, come direbbe Jung) esclude la mente cosciente con i suoi limiti spazio-temporali e utilizza la mente inconscia, profonda, che possiede facoltà paranormali inibite allo stato di veglia. Con la penna in mano e il foglio davanti, mettetevi calmi, rilassati, senza pensare. Diventate passivi, non state attenti, non siate vigili. In uno stato di tranquillità e quiete, scrivete 4 file orizzontali di punti: …………… ……………….. ……. …… I punti devono essere fatti velocemente, senza contarli. Il numero dei punti deve essere casuale. Il lavoro più delicato è finito. Contate i punti nelle file. Sono pari o dispari. (Per fare presto unite i punti a 2 a 2, lasciando liberi gli ultimi 2 oppure l’ultimo 1). Se la prima fila di punti è dispari. Metteteci accanto un cerchietto. Se è pari mettete due cerchietti. Stesso lavoro con la seconda, la terza, la quarta. Otterrete una di queste 16 figure. Ecco i loro significati. ACQUISITIO rappresenta la cornucopia, il corno dell’abbondanza. Ricchezza guadagni arricchimento. AMISSIO rappresenta un sacco che si svuota. Perdite miseria impoverimento. LAETITIA rappresenta un faro. Gioia piacere salute. TRISTITIA rappresenta il fondo di un pozzo. Sofferenza dolore malattia fatica. PUER ragazzo maschilità attività lavoro. PUELLA ragazza femminilità passività riposo. RUBEUS rosso violenza guerra, passione intensa. ALBUS bianco quiete calma pace. CAPUT DRACONIS rappresenta l’energia che sale e si espande verso l’alto. Evoluzione progresso miglioramento. CAUDA DRACONIS rappresenta l’energia che scende e si espande in basso. Involuzione regresso peggioramento. FORTUNA MAJOR rappresenta una coppa. Successo massimo FORTUNA MINOR rappresenta una coppa rovesciata. Successo casuale o breve. CONJUCTO congiunzione unione matrimonio. CARCER prigione isolamento. Prigione delle circostanze, del destino. VIA rappresenta una strada. Un inizio, un percorso lungo e difficile. POPOLUS rappresenta una folla. Fine completezza conclusione moltitudine. Adesso interpretate la figura così ottenuta, che è la risposta alla vostra domanda. E’ consigliabile imparare a memoria i significati dei 16 simboli. Non fidatevi mai ciecamente della risposta ottenuta. Anche qui è possibile l’errore; ho visto molte risposte esatte e alcune sbagliate. Questo sistema è il più semplice. In geomanzia esistono varianti più complesse, dove con 16 file di punti si costruiscono 15 o 16 figure che vanno inserite nelle case astrologiche. Per i approfondire vedi Leo Kaiti INTRODUZIONE ALLO STUDIO DELLA GEOMANZIA Editore Atanor. Io ho creato un mazzo di carte con i simboli geomantici. 5 carte per ogni simbolo. Pongo la mia domanda, mescolo il mazzo ed estraggo 3 carte. I 7 SASSI Formula mentalmente la domanda. Prendi 7 sassolini: 3 bianchi, favorevoli. 3 neri, contrarietà 1 rosso, parte di fortuna. Agitali nel cavo della mano e lasciali cadere sul tavolo di legno. Si formano alcune figure: SASSI BIANCHI Triangolo grande: Forte situazione favorevole, riuscita completa. Triangolo piccolo significa debole situazione favorevole. Una linea: situazione in sviluppo (sinistra passato, destra futuro.) Linea malformata: sviluppo debole. SASSI NERI. Triangolo: ostacoli, grande contrarietà. Triangolo malformato: piccole contrarietà Linea: situazione sfavorevole in sviluppo. Linea malformata: contrarietà più deboli. SASSO ROSSO la Fortuna, il caso che favorisce la figura alla quale è più vicino. Sasso rosso lontano: debole influenza della fortuna. Triangolo bianco tagliato da linea nera: buona situazione rovinata da contrarietà Triangolo nero tagliato da linea bianca: Brutta situazione sconfitta da sviluppo favorevole. +++ IL PENTOLINO Il pentolino è usato per ottenere la riuscita di un progetto. IL PENTOLINO Il pentolino rappresenta l’utero, cioè il luogo dove nasce qualcosa, dove si sviluppa qualcosa. Riuscita di un pro¬getto; guarigione di un malanno; la conquista di una ragazza; ottenere una promozione; eccetera. Il pentolino tradizionale era di terracotta, ma va bene anche in metallo, purché pesante. Il suo diametro è circa 10 centimetri. Messo capovolto in piatto fondo deve rimanere aderente al fondo. Il manico del pentolino non deve toccare il piatto, altrimenti resta sollevato. Ho visto le vecchine che facevano il rito del pentolino. La donna riempie il pentolino. Poi mettete dentro: Sale, Olio per favorire qualcosa, esempio la realizzazione di un progetto. Oppure cenere e pepe per distruggere qualcosa, esempio un fidanzamento. Tre internodi di frumento o orzo che rappresentano l’impedimento da abbattere, il problema da risolvere, l’ostruzione da superare. Gli ingredienti sono ripetuti per tre per rafforzarli. Mette il pentolino fra le braci del camino. Mette il piatto sul focolare. Quando l’acqua bolle, la versa nel piatto. Con le molle prende 2 o 3 braci e le mette nel piatto. (le braci servono per produrre il fenomeno). Copre il tutto col pentolino capovolto. Aspetta circa mezz’ora. Il rituale è riuscito se l’acqua rientra tutta dentro il pentolino. Così il progetto si avvererà. Altrimenti no. Solleva il pentolino. Butta l’acqua del piatto fuori, sulla terra. Vedi la ricostruzione in video: Pentolino Rrituale, youtube, canale Sergio Bissoli. SPIEGAZIONE SCIENTIFICA: Il fenomeno si produce perché le braci assorbono l’aria sotto il pentolino. Creando il vuoto l’acqua rientra. Quando le braci sono insufficienti per creare il vuoto il fenomeno non si verifica. Perciò il risultato è sempre imprevedibile e dipende dal caso, ovvero dal Destino. +++ PENTOLINO PER PREDIRE IL FUTURO Il pentolino era adoperato anche per la veggenza, cioè per dare risposte a una domanda. Esempio: sarò promosso? Riuscirò a conquistare quella ragazza? Quel ragazzo mi sposerà? Ho visto le vecchine che compivano questo rituale. Un pentolino di terracotta pieno di acqua veniva messo sul fuoco del camino. Quando l’acqua era bollente aggiungeva due braci prese dal camino. Versava il contenuto del pentolino sopra un piatto fondo. Ci metteva sopra il pentolino capovolto. Il piatto veniva messo sul davanzale della finestra e si aspettava. Dopo circa 20 minuti andava a vedere. Se l’acqua era rientrata tutta nel pentolino la risposta era SI’ riuscita del progetto. Se l’acqua non era rientrata nel pentolino la risposta era NO fallimento del progetto. Questo fenomeno è dovuto alle braci che bruciando l’ossigeno creano il vuoto all’interno del pentolino; così l’acqua del piatto viene risucchiata dentro. Ma non sempre le braci hanno calore sufficiente per creare il vuoto. Così il risultato è sempre imprevedibile. Quando le braci sono insufficienti per creare il vuoto il fenomeno non si verifica. Perciò anche qui il risultato è aleatorio e imprevedibile come in tutte le mantiche: cartomanzia, fondi di caffè, macchie d’inchiostro, bibliomanzia, geomanzia, cera nell’acqua, lancio degli spilli, dei dadi, eccetera. Il risultato dipende dal caso, ovvero dal Destino. Dalla sincronicità, scrive Jung. Vedi video Pentolino Rituale su youtube, canale Sergio Bissoli +++ CHIROMANZIA Arte e scienza della lettura della mano. quale mano guardare? La sinistra, ma ci sono discordanze fra i chiromanti. Nel palmo ci sono 6 linnee principali: la linea della vita. E’ la linea curva che circonda la base del pollice. Si legge dall’alto verso il polso. La linea della testa o del’intelletto. Parte dal lato del pollice e va verso la percussione. La linea del cuore o dei sentimenti. Parte dalla percussione e va verso la base dell’indice. La linea del destino o della fortuna. Parte dal poso e va verso il dito medio. La linea del sole o del successo. Parte dal polso e va verso l’anulare. La linea dell’intuizione. Parte dal polso e va verso il mignolo. Altre linee: dell’unione, dei figli eccetera. Poi ci sono i monti, le croci, le stelle, i triangoli, le isole, le interruzioni eccetera. Vedi Karmadharaya LEGGERE LA MANO De Vecchi Editore. Fred Gettings IL LIBRO DELLA MANO Mondadori Editore. A. Droleval LA MANO PARLA Edizioni Mediterranee. IL CARATTERE E IL DESTINO DALLE LETTERE DEL NOME E COGNOME Questa spiegazione delle lettere dell’alfabeto l’ho letta su una rivista negli anni ’70. Non ricordo il nome della rivista. La riporto qui a memoria. Analizziamo le lettere che formano il nome e cognome di una persona e ricaviamo il suo carattere e destino. A Fallo, uomo, doti virili B (anticamente girata verso destra) Vagina donna, doti femminili C casa D (anticamente girata verso sinistra) monte, altura, idealismo, misticismo E ( girata verso sinistra) bosco foresta, risorse, bagaglio di esperienze F (girata verso sinistra) sfruttamento delle risorse, pragmatismo, senso degli affari G tempio chiesa H antenati genitori, ereditarietà I individualismo J egocentrismo K estroversione L maschio col sesso: amore, bellezza, estetismo M unione matrimonio famiglia N amplesso, coito O pancia, gravidanza P seno produzione Q parto, nascita R allattamento, movimento S strada vita, percorso, esperienze da fare T blocco fine morte U vita convenzionale V vita aperta all’evoluzione, sviluppo W ? X ? Y ? Z vita contorta NUMEROLOGIA CARATTERE E DESTINO CON I NUMERI 1 (una linea verticale I rappresenta il fallo maschile) Uomo, attività, forza. 2 (due linee verticali II rappresentano la vagina) Donna, passività, ricettività, sensibilità. 3 (tre linee III figlio) Progresso, evoluzione, figlio. 4 Famiglia, antenati, ereditarietà, immobilismo, stabilità, saggezza. 5 Giovinezza, rischio, avventure, esplorazioni, irresponsabilità, slancio. 6 Amore, matrimonio, estroversione. 7 Misticismo, filosofia, introversione. 8 Lavoro, routine. 9 Superlavoro, guerra. Se sta in fondo alla sequenza dei numeri 1 2 34 5 6 7 8 significa: Riuscita. 10 Inizio di un nuovo periodo, cambiamento di vita. 11 Destino. Raro. Appartiene a una persona che si è costruito un destino con un compito da svolgere. Se questa interpretazione non corrisponde, la persona è 1 + 1 cioè un 2. 22 Destino. Ancora più raro. Il Destino guida una persona in un compito da svolgere. Se questa interpretazione non corrisponde, la persona è 2 + 2 cioè un 4. In numerologia. Sommare i numeri della data di nascita. Se il risultato è un numero a due cifre, sommarle per ottenere un numero solo. Esempio Marilena nata il 5 giugno (6) del 1975. 5 + 6+ 1+ 9+ 7+ 5 Totale 33. 3+3 = 6. Questo è il numero di Marilena. Vedi Mary Anderson NUMEROLOGIA Editore Armenia. RADIESTESIA Il pendolino. Ce ne sono di tanti tipi. Di solito è di bachelite nero ovale con una punta verso il basso. È sostenuto dall’operatore per mezzo di un filo lungo circa 20 centimetri. Il pendolo serve per molti tipi di ricerche. Si tiene sospeso sopra un oggetto ponendo una domanda. Sopra una carta geografica per localizzare qualcosa. Sopra una fotografia per sapere se è vivo o morto. A volte nell’altra mano l’operatore tiene un testimone, cioè un oggetto uguale a quello che intende trovare. Rotazione sinistrorsa: NO negativo. Rotazione destrorsa: SI’, positivo. Linea verticale SI’ Linea orizzontale NO Vedi Pietro Zampa Elementi di RADIESTESIA Editrice Vannini. VEGGENZA E PRECOGNIZIONE Veggenza è la conoscenza di avvenimenti lontani da noi e non percepibili né con la vista, né con l’udito. Precognizione è vedere o sognare un avvenimento futuro che deve ancora accadere. I fenomeni della precognizione (conoscenza del futuro) pongono problemi enormi e irrisolvibili. Se possiamo conoscere il futuro significa che non siamo liberi e il futuro è un percorso già tracciato. Se invece siamo liberi, allora il futuro è plasmabile, da costruire, e quindi inconoscibile. Non possiamo risolvere questo quesito. Forse siamo liberi nelle piccole scelte, ma nelle grandi scelte (amore, malattia, lavoro, morte, incidenti) sono già segnati. Ma questa è solamente una ipotesi. PRECOGNIZIONE PREDIRE IL FUTURO La maggioranza dei sogni non hanno valore. Ma frammisti a questi a volte ci sono sogni che ispirano, risolvono problemi. Un vecchio detto dice: La notte porta consiglio. Poi esistono sogni che rappresentano un evento futuro, cioè che deve ancora accadere. Sono i sogni lucidi, fatti prima dell’alba con una forte carica emotiva. Io durante la vita ho fatto 4 o 5 sogni dove ho visto un avvenimento futuro impossibile da prevedere e che dopo un mese circa si è verificato esattamente fino nei dettagli. Vedi sotto. Lo scrittore Dough Steiner scrive: “Non si può dimostrare che la volontà umana può cambiare un destino. Credo che quello che accadrà domani sia già accaduto e noi lo viviamo in ritardo.” SISTEMI CAMPAGNOLI PER PREDIRE IL FUTURO Predire il futuro è sempre stato un desiderio e un bisogno presente nell’umanità. Esistono individui più o meno dotati per fare questo. Inoltre la fantasia popolare ha inventato tanti sistemi per arrivare alla veggenza utilizzando le cose più semplici: spago, cera, inchiostro, stecchini, spilli, aghi, cenere cipolle, olio, farina, ecc. I SOGNI Uno dei più comuni mezzi per predire il futuro è quello di interpretare i propri sogni. I sogni veritieri (lucidi) sono quelli fatti verso l’alba, cioè quando la digestione è finita. Il sogno veritiero si distingue perché ha una forte carica emotiva: il dormiente si sveglia di soprassalto, emozionato o con il batticuore. Il sogno parla per simboli: mostri, cose brutte, significano situazioni indesiderabili. Cose belle si riferiscono a situazioni piacevoli. Il sogno non sempre indica un avvenimento futuro inevitabile. Ad esempio: un uomo sogna che andrà in un posto e incontrerà una disgrazia. Nella realtà se non andrà in quel posto eviterà la disgrazia. Il metodo più semplice è il seguente. Fai la domanda, descrivi il problema da risolvere, oppure dove si trova la cosa che cerchi. Adesso non pensarci più. Dedicati a qualunque attività, e alla sera vai a dormire. Dopo 2 o 3 giorni, la risposta ti viene in mente all’improvviso. Ricapitoliamo i metodi campagnoli della veggenza. LA CERA Fai la domanda. Metti dei pezzettini di cera dentro un cucchiaio e scaldalo sulla fiamma. Quando la cera è fusa versala in un catino pieno d’acqua. La cera raffreddandosi formerà una figura. Interpreta. Figure informi significano situazione da sviluppare, ritardi. Figure sgradevoli (draghi, demoni) significano situazione brutta. Figure piacevoli (esempio una mammella, un germoglio) significano progressi, vantaggi, prosperità. Vedi il mio video su youtube GIOCHI GRAZIOSI GLI STECCHINI Fai la domanda. Prendi 10 o 13stecchini di legno (stuzzicadenti) tutti uguali. Tieni gli stecchini nelle mani a coppa sopra un tavolo di legno. Apri le mani e lascia cadere gli stecchini. Leggi la figura dal basso in alto. Gli stecchini vicino a te rappresentano il presente. Quelli lontano da te sono il futuro, cioè la risposta alla tua domanda. Gli stecchini verticali rappresentano il progresso, la riuscita di una impresa, di un desiderio. Gli stecchini orizzontali rappresentano ostacoli forti, insuccesso. Gli stecchini obliqui rappresentano ostacoli leggeri o cambiamenti. Triangolo con punta in alto: evoluzione, progresso. Triangolo con la base in alto significa involuzione, regresso. Croce di san Andrea: Fine di qualcosa. Devi fare alcune prove prima di impratichirti. Vedi foto 14 Stecchini. GLI SPILLI Molte ragazze usavano gli spilli. 10 o 13 spilli. Agitali tenendoli nelle mani chiuse a coppa. Pensa alla domanda. Separa le mani a 10, 15 o 20 centimetri sopra una superficie di legno (un tavolo). Si legge come un albero: dal basso (presente) verso l’alto (futuro) . Leggi da sinistra (presente o futuro prossimo) verso destra (futuro lontano). Dunque gli spilli vicini al tuo corpo rappresentano il presente. Gli spilli distanti dal tuo corpo sono il futuro. Punte in alto: successo. Punte in basso: fallimento. Spilli: verticali con la punta in alto e la capocchia in basso rappresentano la riuscita. Spilli verticali con capocchia in alto e punta in basso rappresentano il fallimento. Spilli orizzontali: ostacolo. Con punta verso destra (il futuro) piccola riuscita. Spilli orizzontali. Con capocchia verso destra (il futuro) piccolo fallimento. Spilli obliqui con punta in su: cambiamento in meglio. Spilli obliqui con punta in giù: cambiamento in peggio. Due spilli sovrapposti: quello sopra modifica quello sotto. Croce San Andrea: con punte verso il basso: arresto definitivo. Croce san Andrea con punte verso l’alto: arresto che finirà. Vedi foto 15 Spilli GLI AGHI Altri oggetti casalinghi usati dalle ragazze per cucire, sono gli aghi. Dieci o 13 aghi non troppo sottili. Lasciali cadere in un piatto fondo pieno di acqua. Questa serve per attutire il colpo e tenerli racchiusi nel piatto. Stessa interpretazione come gli stecchini e gli spilli. Vedi foto 16 Aghi LE CIPOLLE Le ragazze scrivevano i nomi dei loro possibili fidanzati su altrettante cipolle. Poi le mettevano in un luogo asciutto e dopo alcuni giorni osservano la prima che germoglia col nome del futuro fidanzato. Per approfondire vedi: Franco Spinardi IL LIBRO DEGLI ORACOLI LO SPAGO Prendi un di pezzo spago lungo circa 1 metro e mezzo. Rendilo floscio facendolo scorrere molte volte intorno a un bastone. Chiudilo con un nodo per formare un anello. Lancialo in aria con la mano sinistra (la destra per i mancini). Braccio senza orologio, braccialetto o oggetti ingombranti. Quando lo spago è caduto per terra interpreta la figura. Facciamo un semplice esempio: per sapere come sarà la giornata? Di primo mattino prendi lo spago, scorrilo per sentire se è floscio, poi lancialo in alto. Quando cade sul pavimento guarda: Tenendo come base i tuoi piedi stabilisci se è una figura verticale oppure orizzontale. E’ una figura verticale? Tenendo come base i tuoi piedi, leggi la figura come se fosse un albero: dal basso (presente) verso l’alto (futuro.) E una figura orizzontale? Leggila da sinistra (presente) verso destra (futuro). Il cerchio iniziale è quello vicino ai tuoi piedi nella figura verticale. Esso rappresenta la situazione del futuro prossimo. In questo esempio il mattino Se invece è una figura orizzontale il cerchio a sinistra rappresenta il futuro prossimo. Se il cerchio o i cerchi aumentano di diametro: la situazione migliora. Se il cerchio o i cerchi diminuiscono di dimetro: la situazione peggiora. Un cerchio grande e un altro piccolo: Insuccesso. Fallimento. Un cerchio piccolo e poi uno grande: Successo, Riuscita. Piccolo Cerchio: evento piccolo o sgradevole. Grande Cerchio: evento grande o piacevole. Cerchio piegato verso destra: un evento che riguarda il futuro. Cerchio piegato verso sinistra: un evento che riguarda il passato. Spago che prosegue unito formando una linea: ostacoli, freni, difficoltà insuccessi. Grande cerchio: giornata piena di attività. Molti cerchi sovrapposti: giornata ingarbugliata. Linea corridoio fino a metà: mattina senza eventi. Poi cerchio bello grande: pomeriggio con evento importante. Disegno strano: una donna, un animale, un seno… da interpretare. Io ho lanciato lo spago di mattina per molti giorni. Alla sera ho confrontato le risposte ottenute con gli eventi della giornata. Vedi foto 17 Spago IL PENDOLO Un ovale di legno forato nel quale è stato fatto passare un filo lungo 20 cm. Oppure un anello legato a un filo. Tieni il filo con le dita. Poni la domanda. Rotazione sinistrorsa: NO. Rotazione destrorsa: SI. CLAVICOLA E’ l’osso a forma di forcella di un pollo. Viene utilizzato per sapere se nascerà maschio o femmina. I genitori tengono in mano la forcella e tirano fino a spezzarla. Se alla madre rimane il pezzo più piccolo nascerà una femmina. Se il pezzo più grande, nascerà un maschio. OLIO Intingi un dito nell’olio e lascia cadere alcune gocce in un piatto di acqua. Se le gocce si uniscono significa buon segno. Se si disperdono significa cattivo segno. INCHIOSTRO Una penna col pennino e un calamaio di inchiostro. (la stilografica non va bene). Un foglio di carta bianca da utilizzare fino a metà. Immergi il pennino nel calamaio e colpisci il foglio di carta con forza in modo da creare una macchia. Ripeti per altre 9 volte per creare 9 macchie. Piega il foglio a metà e premi. La parte bianca del foglio si macchierà. Apri il foglio e interpreta le macchie che si sono formate. Vedi il video su youtube GIOCHI GRAZIOSI canale Bissoli Sergio Vedi foto 18 Macchie inchiostro. MASCHIO O FEMMINA? SISTEMA TRADIZIONALE PER PREDIRE IL SESSO DEL NASCITURO E’ una tecnica impiegata dalle giovani coppie per sapere se avranno un figlio maschio o femmina. Era molto comune in passato, dove nel silenzio e nel raccoglimento, la coppia compiva i gesti tramandati da generazione in generazione. Quando non sapeva come fare, la futura madre si rivolgeva a una amica più anziana, oppure a qualcuno in paese noto per questo genere di cose. Anche in tempi recenti ho visto praticare questo rito. Il marito, prende una collanina d'oro o d'argento, con medaglietta e la tiene come se fosse un pendolino legato a un filo. La futura madre tiene la mano sinistra aperta, con il palmo rivolto in alto. Il marito solleva la collanina strisciandola sul palmo della mano aperta. La collanina viene sollevata sempre più finché arriva alcuni centimetri sopra il palmo della mano. In questa posizione si fa la domanda: sarà un maschio o una femmina? Dopo alcuni secondi la collanina incomincia a muoversi. Se si muove in senso orizzontale o verticale significa che sarà una femmina. Se si muove in senso circolare destrorso o sinistroso, significa che sarà, un maschio. IL CUCCHIAIO Altro sistema molto usato per sapere se nascerà un maschio o una femmina. La futura madre lancia in aria un cucchiaio. Se il cucchiaio cade con la parte concava in alto nascerà una femmina. Se il cucchiaio cade con la parte convessa in alto nascerà un maschio. Le doti di intuizione e veggenza sono comuni nelle donne e molto meno negli uomini, ad eccezione degli artisti. IL CAFFE’ Esistono molti sistemi. Il più semplice è interpretare le macchie nere o bianche che si sono formate sulle pareti della tazzina (futuro prossimo) oppure sul fondo (futuro lontano). Vedi Franco Spinardi IL LIBRO DEGLI ORACOLI Editore Armenia ESPERIENZE SOGGETTIVE CASI AUTENTICI DI VEGGENZA E PRECOGNIZIONE. In questa sezione non riferirò predizioni di veggenti famosi. No, qui riferirò solamente le veggenze e le precognizioni che sono accadute a me personalmente. Più sotto scriverò alcune veggenze e precognizione accadute a parenti o amici.. Prendiamo in considerazione solamente i fatti. Il sottoscritto, nel corso della sua vita, ha sperimentato la veggenza e sognato eventi futuri non prevedibili che si sono verificati fin nei minimi dettagli. Ecco alcuni casi. Negli anni 60 sognai di ricevere una busta rossa con uno strano francobollo. Aprii la busta, tirai fuori la lettera e senza leggerla provai una grande delusione. Circa due giorni dopo, arrivò una busta rossa con uno strano francobollo commemorativo. Era un editore che mi rispondeva scusandosi per il grande ritardo. Gli avevo scritto proponendogli i miei manoscritti e lui, dopo un anno, mi rispondeva che non intendeva pubblicarli. +++ Nel 19?? sognai che dietro la casa ex Faggioni situata a est, c’erano fiamme altissime che salivano in cielo. Poche settimane dopo vi fu un forte terremoto in Jugoslavia. Forse coincidenza. +++ Negli anni ‘60 sognai molte volte un paese. Minerbe dove incontro una ragazza che mi piace. Quando andai per la prima volta a Minerbe sentii che ero arrivato nel paese del sogno, anche se in realtà era differente. Negli anni ’70 il sogno si ripetè. Quando andai la prima volta a Veronella sentii che ero arrivato nel paese del sogno, anche se in realtà era differente. Anche le ragazze c’erano Franca a Minerbe; Pia a Veronella, con le quali ebbi una storia d’amore. +++ Nel 1975 andavo tutte le domeniche nel paese dove abitava la mia ragazza. Una domenica non la trovo al solito posto. Incomincio a passeggiare per la via, giro a destra, a sinistra c’è un sentiero campestre. Lo seguo. Arrivo in un posto alberato dove sta Pia insieme a due sue amiche e stanno raccogliendo i fiori selvatici. Lei si stupisce e mi chiese come ho fatto a trovarla. Io avevo semplicemente camminato a caso con la mente svagata. Forse coincidenza. +++ Nel maggio 1975 la mia ragazza mi disse, alla domenica sera, prima di lasciarci: “Domenica prossima non potremo vederci.” Un pensiero mi passò per la mente “Arriveranno i suoi parenti” Al venerdì sognai sua mamma che stava oltre un fossato. Nel sogno chiesi: “Dove è Pia?” “All’ospedale-“ “Perché? “Sinistro. Orecchio sinistro.” Mi svegliai; corsi a cercare Pia. Era andata all’ospedale per farsi operare il piede sinistro. Aveva una malformazione dalla nascita e aveva deciso di farsi operare. Io non sapevo nulla di tutto questo. Lei mi chiese: Te lo ha detto mio fratello?” Risposi sì. Non le ho parlato del sogno perché non mi avrebbe creduto. +++ Nell’aprile 1975 sognai quanto segue: vedevo la mia automobile Fiat 500 salire su da un abisso e io lì vicino ridevo. Mi svegliai di soprassalto sudato e agitato. Il sogno conteneva una grossa carica emotiva, ma che cosa significava? Una domenica pomeriggio di Maggio 1975, io e Renzo tornavamo da Veronella con la mia auto. A Cadellago decisi di fermarmi per orinare. Accostai la macchina su quello che sembrava un terrapieno, e sprofondai in un fosso pieno di ortiche alte 2 metri. Uscimmo dalla cappotta e io cercai aiuto nella fattoria di fronte. Arrivò un trattore che tirò su la mia auto con una catena. Io ero lì vicino convinto che l’auto fosse tutta ammaccata. Quando l’auto salì su, tirata dalla catena, vidi che non si era fatta neanche un graffio. La tensione nervosa in me era altissima e si scaricò con una irresistibile risata. Io che non rido mai, non riuscivo a fermarmi. Allora di colpo mi ricordai la scena del sogno: era identica. +++ Gli anni 1976 1977 1978 1979 sono stati anni difficili per me. Nel Aprile 1976 feci un altro sogno profetico. Il sogno dapprima incomprensibile, divenne chiarissimo dopo i fatti svoltisi dal 1976 fino al 1980. Ecco il sogno: mi trovo seduto scomodamente in una soffitta; un posto pericoloso e instabile, con il pavimento fragile e tarlato. Dietro di me in un angolo c’è qualcuno che sta suonando una musica meravigliosa. Io ascolto estasiato quella musica e provo una grande gioia. Però nello stesso tempo vorrei scendere giù e ascoltare la musica stando sul terreno sicuro. Davanti a me c’è una botola aperta e una scala a pioli. Ma la scala è corta e probabilmente non riuscirò mai a scendere. Dopo un po’ provo e in un attimo mi trovo giù a terra. Sembrava così difficile scendere, invece è stato facile. Qui a terra mi sento al sicuro, però succede una cosa che non avevo previsto. Non sento più la musica! Tutto è silenzio, eppure la botola è lì, aperta a 2 metri sopra di me. Allora provo a salire la scala e metto la testa nella soffitta. Risento la musica melodiosa e affascinante e vengo rapito dal piacere. Però penso che non posso restare sempre qui, sulla scala. Devo decidere: o salgo su oppure scendo definitivamente giù e tornerò su un altro giorno. Dopo qualche perplessità decido di scendere giù. Al piano terra mi trovo bene, ci sono comodità, rubinetti per l’acqua e sicurezza. Dopo molto tempo riprovo nostalgia della musica e decido di risalire nella soffitta per ascoltarla ancora. Però incredibilmente non riesco più a ritrovare la botola. La botola era lì, sopra alla mia testa, ma adesso non c’è più ed io mi sento perduto e disperato. A questo punto mi sveglio. Sono le 6 di mattina di un giorno di Aprile 1976. Ho il batticuore e sono agitatissimo. Che strano sogno! Che cosa significherà? L’inizio del sogno si riferiva alla mia situazione in quel tempo, quando ero uno scrittore ispirato ma povero. Ero in una soffitta, cioè mi trovavo in una situazione precaria e desideravo scendere, desideravo una situazione sicura, una vita stabile. Nel 1977 provai vari lavori, poi inaspettatamente un amico di un amico di mio papà mi prese nel suo laboratorio di odontotecnico. Nel 1978 aprii un laboratorio a casa mia e lavoravo per un dentista locale. Finalmente guadagnavo denaro e potevo fare progetti per il futuro: una casa mia, una moglie, una famiglia. Però succedeva un fatto imprevisto: avevo perso l’ispirazione, non riuscivo più a scrivere neanche una riga! Era un fatto che non mi era mai capitato prima. (Il sogno rappresentò questa situazione così: ero sceso dalla soffitta ed ero spiacente perchè al piano terreno non udivo più la musica). Nell’autunno 1979 abbandonai l’attività ma non completamente; avevo costruito un laboratorio mobile, cioè smontabile e montabile all’occorrenza. Poco dopo ritrovai l’ispirazione e riuscivo ancora a scrivere. (Il sogno rappresentò questa situazione raffigurandomi sulla scala, con la testa sopra la botola e il corpo sotto). Ma dopo una settimana questo espediente non funzionò più. Per rilassarmi alla sera distruggevo il laboratorio e buttavo tutto nei cassonetti delle immondizie. Così riuscivo a dormire. Il giorno dopo correvo all’immondezzaio per recuperare gli attrezzi Però mi rendevo conto che non potevo proseguire così e dovevo decidere se fare l’odontotecnico oppure lo scrittore povero ma ispirato. Vissi un dolorosissimo conflitto. Nel marzo 1980 ritrovandomi senza denaro decisi di aprire nuovamente il laboratorio, riacquistare tutto il materiale e dire addio alla letteratura e a tutti i miei libri. Ma al mattino seguente mi svegliai con una poesia nella mente. Freneticamente la scrissi stando a letto. Quando avevo finito rimasi sorpreso dalla sua bellezza. Ero tutto sudato, avevo brividi di freddo e bisogno di evacuare. Per quel giorno accantonai l’idea del laboratorio. Al mattino dopo all’alba mi sveglio con un’altra poesia nella mente. Il fatto si ripetè quasi ogni mattina per circa un mese. In aprile mi trovo una raccolta di poesie che intitolo TEMI SURREALI e dedico a Magritte. Compresa in Notturne Carezze editore Lulu.com Non voglio più fare l’odontotecnico. Farò ancora lo scrittore, povero ma realizzato. (Nel sogno invece avevo scelto la prima soluzione, cioè tenni la sicurezza e perdetti definitivamente l’ispirazione). Questo per fortuna non si è verificato. Il sogno mi aveva avvertito cosa sarebbe successo se avessi scelto di fare l’odontotecnico: avrei perduto per sempre l’ispirazione. +++ Nel 1986 1987 si ripresentò questo conflitto. Avevo conosciuto una ragazza, Adriana, volevo sposarla ma mancavano il soldi. Il mio lavoro di scrittore sui giornali rendeva pochissimo. Progettai di riprendere il vecchio lavoro redditizio. Ma allora arrivò la malattia. Nel dicembre 1989 sognai: cammino da solo in campagna; improvvisamente arrivano due cani neri, feroci, alti come tori. I cani mi saltano intorno, sono fortissimi e io penso che tra poco mi sbraneranno. Impaurito continuo a camminare; entro fra due paletti bianchi e continuo a camminare, a camminare… Adesso sono di nuovo solo e mi volto indietro. Vedo i cani lontanissimi e penso che ormai non potranno più raggiungermi. Mi svegliai impaurito e sconvolto. Il sogno era chiaro: un grave pericolo mi minacciava, ma cosa era? L’anno dopo 1990, mi ammalai gravemente, entrai in ospedale, interruppi le cure, rischiai di morire. Un amico che aveva avuto la leucemia mi raccontò che prima di ammalarsi aveva avuto un sogno simile al mio. Nel suo sogno bestie feroci correvano verso di lui e per salvarsi si nascose in un sottoscala. Per maggiori informazioni su questi avvenimenti vedi la mia: Autobiografia di uno Scrittore Editore Lulu.com +++ Negli anni successivi sognai spesso una bestia orrenda, tipo granchio o scorpione che tentava di mordermi le gambe nude. Io stavo dietro una lastrina di vetro che mi proteggeva. La bestia tentava di scalarla ma tutte le volte cadeva giù. Se la bestia avesse aggirato l’ostacolo mi avrebbe raggiunto, ma la bestia era stupida e non lo faceva. Il significato era chiaro: la bestia era la malattia, l’ostacolo rappresentava le deboli difese del mio corpo. +++ Nell’inverno del 1980 circa sognai un toro che apparve all’orizzonte e mi corse incontro a testa bassa. La domenica successiva casualmente andai a Begosso dall’amico Giuliano che aveva una stalla di cavalli. Mentre eravamo in campagna a parlare di filosofia, un cavallo che pascolava lontano ci corse incontro a testa bassa. Poichè non c’erano ripari, io mi spostai dietro al mio amico che era alto di statura. Lui si sfilò il camice, lo tenne con il braccio disteso e il cavallo colpì il camice e passò oltre. +++ Negli anni 80 lavoravo troppo e facevo ricerche lunghe e impegnative. Di notte sognavo: salivo in granai, torri, soffitte e poi lassù avevo difficoltà a scendere. Quando finalmente riuscivo a scendere giù mi dicevo, nel sogno: “In futuro non salirò più così in alto”. In realtà quando riuscivo a liberarmi di un impegno, me ne prendevo un altro, e il sogno si ripeteva. +++ Nei primi anni 2000 un editore di Potenza, Arduino Sacco si trasferì a Roma, esaminò un mio racconto (Sortilegio) lo apprezzò: “C’è una magia dentro…” e mi propose di pubblicarlo tutto a sue spese. Inoltre intendeva pubblicare il testo con il titolo MINERBE 1966 e presentare il libro nel paese dove il racconto era ambientato, cioè Minerbe. Mi sembrava una impresa impossibile da realizzare e non ci credevo assolutamente. Poche notti dopo feci questo sogno: salgo su un elicottero, ma ha le eliche cortissime (sembrano 2 coltelli) e temo che non riuscirà a sollevarsi. Inoltre temo che il motore non funzioni. Metto in moto; il motore parte. Provo a sollevarmi e, inaspettatamente, l’elicottero si solleva. Salgo sempre di più. Insieme a me c’è mio cugino Renzo e voliamo verso il paese di Minerbe. Nel 2005 l’editore pubblicò il libro, venne a Minerbe e lo presentò nella sala civica. Io sono troppo timido e non sono andato. Ho mandato un amico professore. +++ Il 9 maggio 2006 sogno: mio padre ritorna da nonno Francesco (1900 1976). Io gli dico: “Papà, un’altra volta porta anche me perchè ho voglia di vedere il nonno”. Nella realtà: di pomeriggio io e papà in macchina andiamo a Legnago a comprare un condizionatore. In via Calcara papà attraversa la strada con un camion in arrivo sulla sinistra e un’auto sulla destra. Incidente evitato per un soffio. Forse coincidenza. +++ Alcuni sogni di veggenza rappresentano eventi senza importanza. Nel 1963 ho sognato tanti Racconti di Dracula e negli anni successivi ho comprato tutta la collana. È una coincidenza oppure ho realizzato quello che desideravo. La veggenza avviene per eventi importanti e anche per eventi insignificanti, scrive Paola Giovetti. Questo mio sogno lo conferma. Nel 1980 circa ho sognato tanti cuscinetti a sfere. Che sogno stupido. Io non ho mai lavorato con i cuscinetti a sfere, non li ho mai collezionati, non mi hanno mai interessato. Quando ero bambino c’era un amico che li smontava e ricavava le sfere, da usare come bilie nei giochi. Una sfera valeva due bilie di vetro o tre di terracotta. Il pomeriggio seguente al sogno vado a fare un giro in bici. (siamo in estate). Giro a caso per strade di campagna. Passo davanti all’abitazione di un amico e decido di fermarmi. Non era prevista questa fermata, non ho niente da dirgli. Nell’orto c’è suo padre. Gli chiedo di Giorgio, mi dice che non c’è. Risalgo sulla bici e sto per partire. Il padre mi invita a entrare, io non vorrei ma lui insiste. È un amico di mio padre e lo accontento. Entro dal cancelletto e vedo lungo il muro a destra mucchi di cuscinetti a sfere. Ce ne sono quintali. Ho un visibile moto di stupore che mi fa arrestare sbalordito. Il padre nota la mia espressione stralunata e mi dice: “Ma sì, un amico meccanico se ne è liberato e li ha scaricati qui. Prendine, prendine finchè vuoi.” Non li ho presi perché erano arrugginiti. +++ Il 16 settembre 2005 alle ore 6 di mattina faccio il seguente sogno: suona il telefono. Rispondo. E’ lo zio Gino (defunto fratello di mio padre). Zio Gino mi dice che vuole parlare con mio papà. Mio papà non c’è, è andato a Verona. Zio Gino seguita a parlare con me, mi detta informazioni di elettronica per mio padre. (tutti e due sono tecnici elettronici). Alcuni avvenimenti di contorno, mi fanno capire che siamo nel tempo attuale (Marco mi aspetta per riparargli la bici, eccetera). Arriva mio padre e io sto per passargli il telefono. Inaspettatamente mio padre mi fa cenno di no, che non vuole parlare con suo fratello. Papà va nell’altra stanza però parla forte con la mamma, e temo che lo zio Gino possa udirlo. Così copro con la mano il microfono della cornetta. Mi sveglio sudato e tremante. Realtà 21 settembre 2005, circa ore 16 solari. Papà apre mezzo portone per far uscire il camion di Loris. Papà sta per aprire l’altro mezzo portone. Il camion indietreggia colpendo papà alla testa. Mi volto e vedo papà ferito per terra. Questo sogno è stato preceduto da altri sogni, in passato che qui riassumo: Sogno della mamma il 18 gennaio 2004. Mamma vede arrivare il fu Elso: “Sono venuto a prendere Gelmino” dice. Mamma risponde: “Mio marito non c’è, è lontano”. Sogno mio 18 gennaio 2004: sto parlando con una donna, vicino alla scuola guida di fronte. Vedo alcune persone davanti al mio portone. Vado a vedere. C’è papà sdraiato a terra, mamma, il medico e altre persone. Papà parla ma non ricorda cosa è successo. Mamma piange. La gente dice che è stato investito da una macchina. Infatti ha escoriazioni sulle gambe (porta i pantaloni corti perché siamo estate). Io abbraccio papà e piango. Penso: stava così bene e me lo hanno rovinato. Nota: io e mamma sogniamo lo stesso tema nella medesima notte! +++ 2018. l’amico Rino mi aveva promesso una coppa che era in solaio. Rino morì improvvisamente. Per telefono chiedo alla sorella di tenere la coppa per me. La sorella mi dice di andarla a prendere immediatamente, perché stanno svuotando la casa. Ma io non posso muovermi. Una settimana dopo sogno Rino che mi dice: “Vai a prendere la tua coppa.” Al mattino mi telefona la sorella dicendomi il nome e il telefono del raccoglitore che ha comprato tutte le masserizie della casa. +++ 1 febbraio 2011 Alle sette di mattina mi sveglio agitato per questo sogno: papà guida la macchina, non vede una buca (quella usata dai meccanici) e va dentro con le due ruote sinistre (vista dal retro). Risale con la ruota anteriore e rimane dentro con la ruota posteriore sinistra. Lo stesso giorno papà va al supermercato con mamma e colpisce uno spigolo bucando la ruota anteriore destra. +++ 1980 circa. Sogno: percorro in auto la strada Pressana – Montagnana. Una automobile sta venendo in senso opposto. Una grossa moto sbuca dietro l’auto e la sorpassa venendo contro di me. Mi sveglio di soprassalto teso e sudato. Quella strada la percorro spesso. Racconto il sogno a papà e lui mi suggerisce. Tu devi trovarti in quel posto nel momento giusto. Fai così: parti da casa e poco dopo ferma l’auto e rimani fermo per 10 minuti. Poi riparti.” Ho seguito il suo consiglio per un paio di volte. Ma dopo avevo troppa paura e non ho più percorso quella strada. Questo sogno non si è verificato, per fortuna! +++ Il 31 luglio 2004 poco prima del risveglio sogno che arriva la lettera della Mondadori dove si rifiuta il mio testo. Al mattino, la postina mi recapita un plico della Mondadori contenente il mio testo inviato il 27 maggio 2004, accompagnato dalla lettera del direttore editoriale A. F. il quale afferma che il mio testo è stato rifiutato. +++ Il 4 febbraio 2003 sogno quanto segue: apro la finestra e vedo il mio cortile spolverato di neve. Pochi minuti dopo mi sveglio; sono le ore 7. Scendo giù e vedo il mio cortile spolverato di neve. Notate che nei giorni precedenti non c’era neve; questa è la prima nevicata dell’anno +++ +++ 20 Giugno 2018 sogno una stanza in sfacelo, d’autunno, un ramo è caduto nella stanza, i dipinti sono rovinati dall’umidità. Nella Realtà: dopo alcuni giorni vado alla fattoria in via Ca’ Rote e scopro che un pezzo di soffitto è caduto nella stanza bella, col grande specchio, dove facevo i video. ++++++++++ Ho sognato un fabbro che è venuto a casa mia e ha portato del fuoco. Il pomeriggio del giorno dopo vado in campagna e vedo quel fabbro che ha fatto un falò. Forse una coincidenza. +++ Nel 2013 sognai una bella ragazza handicappata che si allontanava da me e così la perdevo. Nella realtà: In maggio visitai un vecchio palazzo. Parlai con una signorina e quando si allontanò da me notai che zoppicava. Successivamente provai a fare amicizia, ma senza riuscirci. +++ 30 Ottobre 2019. Sogno mia nonna materna Maria Ferrarese deceduta nel 1976. Realtà: al mattino vado a ricovero dove si trova mamma e l’infermiera mi dice: “Ho trovato la foto che aveva dato a sua mamma.” La foto di Maria Ferrarese la avevo lasciata a mamma che la aveva perduta. Erano trascorsi circa 20 giorni ed io credevo fosse perduta +++ 27 agosto 2022 Mi arriva addosso una polvere nera come carbone che mi sommerge. Io riesco a mettere fuori la testa da questa massa di polvere nera. Realtà: nei giorni successivi febbre 37,2 e lunghi sintomi di raffreddore che durano settimane. +++ Nel 2001 avevo le emorroidi e non capivo da cosa erano provocate, visto che avevo eliminato carne di maiale, cioccolato e alcool. Una notte sognai: una bestiaccia (una grillotalpa) corre sul pavimento della mia stanza e va sopra un pezzo di pane. Riesco a prendere la bestia e buttarla fuori dalla finestra, ma penso che ormai il pane è stato infettato e non potrò più mangiarlo. Nei giorni seguenti eliminai il pane biscotto, che conteneva molto strutto e guarii dalle emorroidi. +++ Il 2 Gennaio 2015 feci questo sogno: Scendo dalle scale di una vecchia torre. Quando sono quasi arrivato al piano terreno, mi accorgo che una trave è rotta e ha provocato una crepa nel muro. Corro giù e penso che ho fatto bene a scendere; qui c’è pericolo di crolli. Nella realtà, pochi giorni dopo mamma si sente male, papà chiama l’ambulanza e la portano all’ospedale. Forse una coincidenza. +++ 7 Maggio 2015. Sogno che arriva a casa mia il dottor Bertelè, di sera. (Nella realtà, lo aspettiamo da circa 10 giorni). Mi sveglio. Mi riaddormento e sogno per la seconda volta che arriva il dottor Bertelè, di sera. Nella realtà, il mattino dopo arriva il dottor Bertelè per visitare mia mamma. +++ 9 febbraio 2020 sogno. Mia mamma mi chiede: “Ti sposi Sergio?” Realtà sera ore 19,30 a ricovero. Mia mamma è a letto, sveglia e mi chiede: “Ti sposi Sergio?” L’ultima volta che mamma mi aveva fatto questa domanda è stato 20 o 30 anni fa. +++ +++ 7 settembre 2011 Sono in un cortile e vorrei uscire. C’è il portone chiuso e bisogna pagare il biglietto per uscire. Zia Irma (1920 1989) dalla portineria del cinema mi apre il cancello elettrico e posso uscire fuori. Nella realtà, due giorni dopo mi telefona per la prima volta Giuseppe Lippi. +++ Febbraio 2022 sogno fiamme alte che escono dalle finestre di un edificio. Due o tre giorni dopo si incendia il palazzo di Ugo Bertelè, in via Guanti. ++++ Domenica 5 luglio 2009 sogno: sono nel negozio di mio papà. Suona il telefono, alzo, sento male: “Lei è Bissoli Sergio?” “Sì” rispondo. Poi non sento altro. In tarda mattinata suona ancora il telefono con trillo basso; alzo. “Lei è Bissoli Sergio?” “Sì”. “Il suo orologio è pronto. Venga a prenderlo.” “Quale orologio?” “L’orologio d’oro. Quello che si era rotto quando lei si è ammalato. Adesso è riparato. Venga a prenderlo.” “Chi è lei? Dove devo venire?” “... In vicolo cieco...” Fine della telefonata. Entro in cucina. C’è mamma. Arriva Renato, sul fornello bruciano gli spaghetti. Chiamo papà. Risveglio. Nessun riscontro per questo sogno. +++ 26 Febbaio 2024. Mi alzo alle 8 e trovo papà caduto a terra. Chiamo ambulanza e lo portano all’ospedale. Nei giorni successivi mi sento disperato. Il 5 marzo sogno il caro amico ed estimatore fu Giuseppe Lippi. Al risveglio mi sento felice per averlo incontrato in sogno. L’8 marzo sogno il fu Libero Samale, altro mio caro amico. Nota: non l’ho mai visto da vivo, solamente le foto che lui mi mandava. Nel sogno lui sta al di là di un banco e facciamo una lunga chiacchierata. Non ricordo cosa diceva, ma mi faceva piacere sentirlo parlare. Mi sveglio felice. Nota: Samale è morto nel 1985 e in tutto questo tempo non l’ho mai sognato. Questa è la prima volta. (anche con Lippi). Questi cari amici sono venuti per consolarmi ??? +++ Negli anni 70 feci amicizia col meccanico Gigi poiché avevamo molti interessi in comune. Gigi era nato nel 1916 e mi disse che se fosse morto per primo sarebbe ritornato, nel modo possibile. Mi disse: “Ti dirò una cosa che solo mia moglie sa, e tu dovrai andare da lei per la conferma.” Negli anni 80 Gigi mi ripeté la stessa promessa. Egli morì nel 2001, mentre sua moglie era ancora vivente. Io speravo di vederlo in sogno, ma non è mai successo, nemmeno negli anni successivi. Gigi non ha voluto o potuto mantenere la sua promessa ESPERIENZE SOGGETTIVE DI PARENTI O AMICI Queste esperienze non sono rarissime. Conosco parenti e amici affidabili che hanno avuto anche loro queste esperienze. Da ragazza mia mamma gestiva una ricevitoria del lotto. Poi si sposò e abbandonò questo lavoro. Nei primi anni del matrimonio le cose non andavano bene e c’era molta miseria. Una notte fece il seguente sogno che mi ha raccontato tante volte: Ho sognato la nonna Veneranda che arriva in una macchina lussuosa (Limousine) con l’autista. Al finestrino c’era nonna Veneranda. Io le dico: “Nonna Veneranda, come state?” “Non sono niente contenta per come ti vanno le cose. Ma voglio aiutarti,” e mi dà tre numeri da giocare al Lotto. Appena svegliata scrissi i numeri e al mattino li giocai su TUTTE ma aggiunsi il numero 47 morto che parla. I tre numeri uscirono la stessa settimana. Non uscì il 47 e inoltre avevo puntato poco denaro perciò non ottenni una grossa vincita . +++ Mia cugina mi racconta il sogno di sua mamma nel 1945: Mia zia Afra sogna il fratello Piero che ritorna dalla guerra. Piero ha l’orologio nascosto dentro lo stivale. REALTA’: Al mattino dopo Piero ritorna veramente a casa (finita la guerra nel 1945). Egli ha l’orologio nascosto dentro allo stivale. +++ Nel 1976 mia nonna sognò sua figlia (mia mamma) vestita a lutto, con un vestito nero. Nonna non sognava mai e la mattina che mi raccontò il suo sogno appariva serie e preoccupata. Pochi mesi dopo ebbe una paralisi e poi morì. +++ Mia mamma sognò sua madre (mia nonna) alcuni mesi dopo la sua morte; ecco il sogno: Mamma stava su una terrazza; vicino c’era un palazzo più alto con un’altra terrazza, e lassù stava sua madre. Mamma alzò il braccio per darle la mano, ma non ci arrivava; allora disse: “Mamma, che bella veduta hai da lassù”. Lei rispose: “Tutti quelli che si trovano qui hanno una bella veduta”. Significa forse che la defunta si trova in un bel ambiente? +++ Papà era amante della musica e ascoltava canzoni anteguerra e anni ’60. Poi era solito canticchiarle. Me le ricordo bene per averle sentite tante volte: Bombolo, Vento, Fontane, eccetera. Due o tre settimane prima di morire, papà era seduto vicino a me e cantò sottovoce una canzone che non avevo mai sentito prima: Dormi Dormi. Gli dissi: “Papà, che bella canzone. Non l’ho mai sentita prima. Non c’è nei tuoi nastri.” Lui era serio e non mi dice niente. La cercai su Youtube e gliela feci ascoltare Dormi Dormi di Alberto Rabagliati. Un paio di settimane dopo papà cadde, si ruppe l’omero, lo portarono all’ospedale a Legnago, poi ospedale Bovolone, poi casa di riposo a Morubio. Gli portai il registratore e gli feci ascoltare questa canzone. Una settimana dopo papà prese la broncopolmonite e morì di notte, dormendo. L’inconscio di papà aveva presagito la sua fine? +++ +++ In gennaio 1991 la signorina Borella mi pregò di portare mia mamma a casa sua poiché desiderava vederla prima di morire. La signorina stava benissimo, non era malata, e io interpretai le sue parole come una esagerazione per farmi fretta. Portai mia mamma a casa sua e restarono a chiacchierare perché erano amiche. In marzo la signorina Borella morì improvvisamente di notte nel suo letto. Evidentemente aveva avuto una precognizione. +++ L’amico Roberto mi racconta: Me lo ricordo ancora molto bene. Sai che mio padre è morto giovane, di cancro, a soli quarantun anni. Quando è venuto a mancare io avevo diciassette anni ed ero solo il suo apprendista, o poco più, nella sua bottega. Avevamo un operaio ma dopo un paio di anni andò a militare e non tornò più, andò a lavorare al supermercato. Ho dovuto arrangiarmi da solo per continuare l'attività di papà, non avendo una vera scuola dietro di me. Ancora adesso, parlando con altri falegnami, mi rendo conto che spesso ho trovato delle soluzioni mie a problemi che gli altri risolvono in modo più canonico. Mio padre invece era un falegname completo, aveva fatto anche la scuola di disegno, sapeva fare qualunque tipo di mobile, anche il "700 veneziano che è difficilissimo e sapeva anche intagliare molto bene. Negli anni '70 decise di buttarsi sui tavoli perché più veloci da fare. Meno gloria ma più soldi, c'era da farsi la casa. Col tempo cominciarono ad essere richiesti i tavoli allungabili. Lo avevo visto, di sfuggita, solo una volta, costruire uno di quei tavoli. Avevo circa vent'anni e un cliente abituale mi chiese di fare un tavolo con quattro prolunghe e le gambe che si sdoppiassero. Dovetti accettare per più di un motivo: il lavoro, dopo la morte di mio padre, era molto diminuito. Parecchi dei suoi clienti, non fidandosi di un ragazzo e di una donna, mia madre, ci abbandonarono. Il cliente va sempre accontentato, se lo deludi, ti lascia (un po' come fanno le fidanzate) per un altro. Poi io ero molto orgoglioso, dover ammettere di non essere capace mi dava fastidio. Provai a costruirlo ma dopo qualche giorno e parecchie bestemmie, mi resi conto che ero in difficoltà. La sera andai a dormire malcontento. Sognai mio padre (non succede quasi mai) ricordo che lo vedevo molto bene e sorridente. Di solito lui non rideva mai, aveva un brutto carattere. Solo con i suoi amici e qualche bicchiere lo vedevo sorridere. Eravamo in bottega proprio davanti al tavolo. Io ero disperato, con le mani nei capelli. Mi disse: " Come mai merlo, (spesso mi chiamava "merlo") non dirmi che non riesci a farlo? " Io piangevo di rabbia: "Non ce la faccio, tu sei andato via e non mi hai insegnato quasi niente!" Lui sorrise di nuovo, dicendo: " Non preoccuparti, non è difficile, guarda, basta fare così, e così, poi così..." In pratica, mi insegnò in sogno come dovevo fare. Al mattino dopo, mi ricordavo tutto perfettamente. Seguendo le istruzioni del sogno, riuscii a fare quel tavolo. Il cliente fu contento ed io ancora adesso so fare quei tavoli. Ogni volta che faccio un tavolo con quattro prolunghe e le gambe che si sdoppiano, non posso fare a meno di pensare al mio papà. ++++ Il giornale l’Arena riportò la seguente notizia: Un bambino sano disse ai suoi genitori: “Vado via, ma poi ritorno”. Poco tempo dopo il bambino morì. Il giornale cattolico interpretò la frase del bambino nel modo seguente: ”Morirò ma andrò in paradiso”. Io la interpreto così: “Morirò ma tornerò, cioè mi reincarnerò”. +++ Negli anni 80 papà fece da intermediario fra un suo amico maresciallo e l’antiquario Remigio. Remigio promise di pagare la mediazione, ma non mantenne la sua promessa. Ogni volta che lo incontravo inventava un pretesto per rimandare il pagamento, cosicché dopo anni io lo canzonavo bonariamente per la sua mancata promessa. Passarono ancora anni; un pomeriggio al mercatino di Legnago mi sentii chiamare; era Remigio che insistette per consegnarmi 10.000 lire, la mediazione che aveva promesso a mio padre. Io ero sbalordito. Tempo dopo seppi da un altro antiquario che Remigio era morto. Remigio aveva pagato il debito perché presentiva la sua morte? +++ Una signora racconta: Il mio sogno ricorrente era una donna bionda. La sognavo quando io ero ragazza, quando ero fidanzata, sposata e poi mamma di un bambino. E un giorno mio marito è scomparso. Mi ha abbandonata ed è andato a vivere con una donna bionda. +++ Una signora racconta: Mio nonno da giovane aveva partecipato alla prima guerra mondiale e ci raccontava spesso episodi di quel tempo. Un giorno arrivò l’ordine di mettere le baionette ai fucile, uscire di trincea e affrontare il nemico. Chi rifiutava era considerato traditore e veniva infilzato dal compagno che stava dietro. Mio nonno uscì di trincea ma aveva una paura folle. Improvvisamente vide la madonna che gli disse: “Attillio non aver paura. Non morirai adesso, morirai a 75 anni.” Mio nonno si salvò e raccontava a tutti questo episodio. Noi ridevamo e lo prendevamo in giro. Sarà una coincidenza, però nonno morì all’età di 75 anni. Commento mio: la madonna (oppure buddha o un antenato defunto, ecc) sono immagini che il cervello crea per veicolare il messaggio. Il messaggio proviene da quella regione dell’inconscio da dove provengono le intuizioni, le ispirazioni, la veggenza, la precognizione. +++ L’amico Giorgio racconta: Sono andato a Bucarest, in macchina per cercare una ragazza. Non ero mai stato in quella città. Girai a caso per le strade. Poi mi fermai per chiedere dove era la via che cercavo. Ero proprio nella via dove mi ero fermato. +++ Un collezionista di fumetti muore. Gli eredi prendono alcune casse di fumetti e li scaricano nell’immondezzaio. In quel momento si trova lì un mio amico raccoglitore e recupera i fumetti. Gli eredi lo vedono e gli dicono; “Lei è interessato ai fumetti? Venga a casa nostra a prendere il resto della collezione di nostro zio.” Lui ci va ed entra in possesso dell’intera collezione di Topolino che parte dal numero 1. Coincidenza o aiuti dagli spiriti? +++ L’amico Fiammetto racconta: In automobile arrivai a un incrocio dove avevo la precedenza, ma sentii l’impulso di fermarmi. Fermai l’auto e un’altra auto passò sfrecciando davanti a me, senza fermarsi allo stop. +++ Una signora di 85 anni racconta: all’età di 14 anni arrivarono forti dolori al ventre e la pancia mi si gonfiò enormemente. All’ospedale credettero che fossi incinta. Poi la diagnosi fu Peritonite Perforante. Il professore si rifiutò di operarmi giudicandomi prossima a morire. Il chirurgo più giovane chiese il permesso di operarmi e gli fu concesso. Quando aprì il ventre furono investiti da spruzzi di materia puzzolente. (questo me lo hanno raccontato dopo). Il mio letto era di fronte a una finestra e fuori vedevo una luce meravigliosa che mi attirava. Mi sentii sollevata dal letto e andare verso la luce. Io però pensavo: ”Non voglio uscire dalla finestra.” E così ritornai nel mio letto. Dopo l’operazione trascorsi un lungo periodo a letto con due ferite, una a destra per lavare gli intestini e una a sinistra che raccoglieva un liquido puzzolente. Dopo settimane di convalescenza riuscii a sollevarmi dal letto e tornare a casa guarita. +++ L’amico Claudio mi raccontò che prima di ammalarsi di ulcera perforante sognò di trovarsi in un altro mondo, pieno di luce bianca e un essere gli disse: “Non è ancora arrivata la tua ora.” +++ I figli della mia parente, signora Agnese, mi dicono: nostra madre, 84enne, in coma sul letto dell’ospedale, parla con i morti: con sua mamma, sua nonna, suo cugino, tutti morti. Allucinazioni? +++ ESPERIENZE OGGETTIVE MIE Le esperienze soggettive (cioè sogni) avvengono dentro la mente del soggetto. Le esperienze oggettive avvengono fuori, nel mondo reale. Nel suo libro sullo Spiritismo Ernesto Bozzano descrive le comunicazioni che richiedono poca energia dello spirito. Quasi mai avvengono le comunicazioni esagerate presenti nei film dell’orrore. Le comunicazioni descritte da Ernesto Bozzano sono: orologi che si fermano; quadri che cadono; campanelli che suonano; luci che si accendono o si spengono o appaiono. Questo succede perchè lo spirito ha poca energia e può agire solo debolmente sulla materia. Il messaggio è indirizzato a una persona ed significativo per lui. Ma anche per lui può essere difficile stabilire se si tratta di una vera comunicazione oppure di una coincidenza. Gli oggetti inanimati possono essere veicoli di messaggi spiritici. Esempi: lampadine che si accendono o spengono, campanelli o telefoni che suonano, quadri che cadono, orologi che si arrestano. Lo spirito del morto vuole manifestare la sua presenza, ma poiché dispone di poca energia agisce solo su oggetti o situazioni instabili che richiedono appunto poca energia per provocare un fenomeno. Esistono molti resoconti di avvistamenti di fantasmi, spostamenti di oggetti, rumori, luci, odori, materializzazioni durante le sedute spiritiche. Purtroppo spesso non conosciamo né il carattere, né la psicologia dei testimoni. Erano testimoni attendibili? Erano impostori, illusi, burloni, mitomani? +++ Il giorno della cresima il mio padrino, zio Gino mi regalò un orologio Lorenz. Nel corso degli anni l’orologio cadde a terra, si ruppe l’asse del bilanciere e fu riparato. Dopo il 1980 circa, mettevo al polso un altro orologio, mentre il Lorenz lo lasciavo in camera da letto e lo caricavo tutte le sere. Una sera del 1994 trovai l’orologio fermo senza causa. Pochi giorni dopo zio Gino si ammalò di cancro. Feci riparare l’orologio e lo rimisi al suo posto. Zio si fece operare e si ristabilì. Nel 1995 trovai l’orologio fermo con la molla rotta. Poche settimane dopo zio Gino morì. +++ Zia Irma (1920 1998) sorella più vecchia di mia mamma, mi ha sempre amato. Era nubile e da piccolo mi portava al mare, mi comprava i giornalini Tiramolla, Topolino. Dopo la morte di sua mamma (mia nonna) viveva da sola. Mi ha dato le chiavi di casa e io andavo là quasi tutti i giorni, a mezzogiorno per leggere il giornale o fare piccole commissioni. Mia zia telefonava a mia mamma tutte le sere, in inverno alle ore 17 e in estate alle ore 20 circa per una breve chiacchierata sui fatti della giornata. La mattina del primo dicembre 1998 andai là e trovai mia zia morta a letto. La avevo vista due giorni prima e stava bene. Era morta di arresto cardiaco durante il sonno. La stessa sera di quel giorno (o forse del giorno dopo) alle ore 17 il telefono suonò. La suoneria non suonava in modo normale: Drin Drin Drin. Si sentiva solo un debole Tin Tin Tin. In stanza c’ero io, mamma e papà. Mia mamma non osò alzare il telefono. Lo alzai io e dissi: “Zia Irma, sei tu?” Nessun suono. Mio papà tecnico elettronico parlò di contatti falsi nei fili. La sera dopo alle ore 17 il telefono suonò ancora con un debole suono. Alzai la cornetta ma era muta. E anche la sera successiva, sempre alla stessa ora. (per tre o quattro sere). Mia zia morta la avevano messa dentro una cassa, aperta. Anche le finestre della stanza erano aperte. Un uccellino entrò dentro, fece il giro della stanza e uscì fuori. Era un segnale della defunta? Lo spirito della zia aveva guidato il corpo dell’uccello? Mio papà tecnico elettricista, installò una lampadina che si accendeva col temporizzatore, alla sera, per tenere lontani i ladri. Io passavo per la strada, col buio, per controllare, ma non c’era luce alla finestra. Anche questo fenomeno si verificò per alcune sere. Mio papà parlò sempre di contatti falsi. In cimitero la luce votiva posta sulla lapide della zia non si accendeva. Alcune lampadine si sono bruciate. Zia Irma amava molto le rose. Dopo la sua morte il roseto continuò a fiorire fino a fine dicembre, con ghiaccio e nebbia. Era un messaggio della defunta per avvertire i familiari che lei esisteva ancora, oppure era un semplice caso? Ho scritto alla Spiritualist Association of Great Britain. Ho inviato la cintura di stoffa del suo vestito e 20 sterline. Una medium mi ha inviato le descrizioni di mia zia. Metà delle descrizioni era giuste, l’altra metà erano sbagliate. Esempio: sua zia amava il giardinaggio. VERO. Sua zia era vedova. SBAGLIATO non si è mai sposata, ++++ 3 Aprile 2020. Da giugno 2019 fino al 2 marzo 2020 sono andato tutti i giorni a Ricovero a far compagnia a mia mamma. Avevo sempre con me una borsa verde con gli oggetti per lei: pettine, specchio, giornali, talco, crema, rossetto, registratore ecc. Dopo hanno bloccato gli ingessi causa virus e non sono più entrato. Mamma morì il 31 marzo. Al 2 aprile il funerale. La borsa la avevo svuotata e posta sopra altri oggetti in garage. Al 3 aprile, di mattina sono entrato in garage e ho trovato la borsa sul pavimento. Forse una coincidenza. +++ Nel Luglio 2010 dovevo andare a operarmi ed ero preoccupato. Un pomeriggio nel sottopasso un camion ha paura di attraversare il tunnel. Io lo guido, guardando sopra il parapetto. Sì, il camion passa con facilità e il guidatore mi ringrazia suonando il clacson. (anche l’operazione che mi spaventava, sarà facile.) Quando scendo dal parapetto il salto è alto e imprevisto. (il post operatorio sarà imprevisto e doloroso). Forse una coincidenza, +++ 1972 Pomeriggio d’estate. In cortile alzo la testa e vedo nel cielo a est una macchina di forma rettangolare orizzontale. La facciata che si presentava a me non era completamente liscia, ma aveva protuberanze. Era di metallo e il sole a ovest la illuminava facendola luccicare. La macchina stava immobile nel cielo. Non avevo niente per fotografare. Presi la bici per andare in campagna dall’ amico Gino, astrofilo. C’erano 2 kilometri per arrivarci e durante il percorso quando incontravo una persona alzavo il braccio per indicare la macchina. Volevo avere testimoni del fenomeno, ma pochi alzavano la testa. Arrivo a casa di Gino e la macchina è sempre ferma lassù in cielo. Gino dice che forse è un satellite artificiale. In cortile cominciamo a montare il cavalletto. Tiriamo fuori dalla cassa il telescopio. Quando è quasi tutto pronto la macchina si muove, si allontana all’indietro, rimpicciolisce e scompare. +++ ESPERIENZE OGGETTIVE di parenti o amici. Nel 1990 un uccellino arrivò nel cortile di casa quando ero molto malato. L’uccellino picchiò al vetro della finestra, si comportò in modo gioioso, senza paura, poi scomparve. Mia mamma presagì che sarei guarito. +++ Il signor Antonio ci ha raccontato più volte che il quadro che raffigurava suo papà cadde a terra il giorno stesso che sua papà morì. Eppure la cordicella che lo sosteneva non era rotta, dice lui. +++ Nel 1989 morì Umberto di 23 anni e fu sepolto nella tomba di famiglia. Due anni dopo la tomba fu aperta per seppellire un’altra salma e si scoprì una pianta ramificata all’interno del loculo. Nel marzo 1991 sono andato a vedere, con i familiari e l’autorizzazione del Municipio. I becchini hanno sollevato la botola, siamo scesi con la scala e la pila in una stanza sotterranea, fatta di cemento e completamente buia. Sulla parete si estendeva (e c’è ancora) una ramificazione color bronzo, senza spessore come se fosse fotografata sul cemento. Probabilmente è una specie vegetale rara. E’ stata provocata dal defunto per dare una sua manifestazione? Da IL GIORNALE DEI MISTERI Lo strano arabesco rinvenuto dentro una tomba. Il sig. Sergio Bissoli ci invia la seguente notizia: “Aprono una tomba per seppellire un feretro e trovano una sorpresa. Dentro una tomba di famiglia, in una stanza sotterranea, senza luce, su una parete di cemento è nata... questa cosa. Sembra una infiorescenza ma non ha spessore. Sembra partire da un punto ma non c'è un foro visibile. Dietro il muro da dove parte questa infiorescenza c'è la bara di Zanon Umberto (1965 1989) morto di enfisema polmonare a 23 anni. Se qualcuno può spiegare questo fenomeno o se desidera maggiori informazioni o foto, scriva al padre. In attesa di una soluzione. Questa pianta misteriosa è stata chiamata: l'Albero della Vita”. (Vedi il mio racconto su RACCONTI MISTERY Edizioni Lulu.com.) RISPOSTA Ho fatto vedere la foto (che qui pubblico) ad un botanico dell'Università di Firenze e la sua risposta è stata: “Potrebbe essere la radice di una grossa pianta forse in associazione con muschi”. Sarebbe però utile analizzare da vicino quello strano arabesco e certamente non mancherà qualche esperto della zona che vorrà prendersi l'incombenza e darci una risposta più precisa. La ringrazio, signor Bissoli, della segnalazione. Giulio Brunner Vedi foto Tomba da lontano 19. Tomba da vicino 20. +++ Una vecchia mi ha raccontato che suo zio, nato e vissuto in campagna, aveva grande paura dei cavalli. A 20 anni lo chiamarono per fare il soldato e lo misero nella cavalleria dove è morto per colpa di un cavallo. Forse la sua paura per i cavalli era il presentimento della sua morte, causata da un cavallo. +++ Un mio vicino di casa mi ha raccontato che suo padre mentre era morente nel letto, gridava ai familiari: “Cacciatelo via quel vecchio che è venuto a prendermi”. Nella stanza non c’era nessun estraneo. Allucinazione? +++ L’amico pittore Marco di Roma mi raccontò che negli anni 80 andò a Salerno a soccorrere i terremotati. Di notte nella tenda, vide il suo compagno addormentato sulla branda e il suo doppio seduto sopra di lui. +++ ESPERIENZE OGGETTIVE di altre persone LA LUCE FANTASMA Un amico di Boschi mi racconta: “Negli anni ’90 in una notte d’estate, dopo aver spento il televisore, esco in cortile per orinare. La notte in campagna era totalmente buia, ma là in mezzo al campo c’è una fiamma bianca, immobile, triangolare.” Io chiedo: “Sei andato a vedere cosa era?” “No perché c’è una rete di confine fra il mio cortile e il campo del mio vicino. Sono corso in casa ho preso la polaroid e l’ho fotografata con l’ultima foto che avevo.” “Al mattino seguente sono andato a vedere nel campo. Per arrivarci bisogna uscire in strada, scendere nel fosso e risalire dalla parte opposta. In mezzo al campo non c’era niente, nessuna traccia di bruciato.” Mi mostra la foto e io la fotografo. Vedi foto 21 Luce fantasma. +++ Conoscevo una signora che veniva qui, accompagnata dal marito, per motivi di lavoro. Mentre ricavavo le foto dalla sua macchina fotografica per trasferirle in disco, il marito osservava i dorsi dei libri della mia biblioteca. Quando ebbi finito il marito mi disse: “Lei si interessa a questi argomenti?” si riferiva ai libri di parapsicologia, spiritismo, occultismo che avevo sugli scaffali. Alla mia affermazione l’uomo proseguì: “Vorrei raccontarle un fatto che mi è accaduto qualche anno fa. L’ho raccontato solo a mia moglie e a miei due amici che mi hanno chiamato matto. Non lo racconto più a nessuno. Se vuole glielo dico.” Gli riposi che certamente mi interessava e l’uomo proseguì: “Io ho visto gli gnomi.” “E come erano fatti?” “Erano degli esserini alti circa 30 o 40 centimetri. Al mattino alle ore 6 andai col trattore a innaffiare le viti. Mentre percorrevo il percorso lungo i filari di viti, vidi questi esseri che correvano di fianco al trattore, nella mia stessa direzione. Erano 5 o 6. Quando arrivai in fondo tornai indietro per innaffiare un altro filare di viti e loro correvano sempre di fianco al trattore. Questo per 3 o 4 volte. Poi nel successivo filare, non li vidi più.” Io ero talmente sbalordito che non gli chiesi se erano nudi o vestiti. +++ IPOTESI E CHIARIMENTI Alcuni sogni si sono dimostrati errati poiché non si sono realizzati. I sogni con previsioni che non si realizzano possono essere: Dimostrazioni di cosa sarebbe successo se avessi fatto quella scelta sbagliata. Errore di interpretazione dei simboli. Può trattarsi di un sogno normale che è la realizzazione fittizia di un desiderio oppure il rendere palese un desiderio. Non bisogna credere ciecamente a sogni e premonizioni. La possibilità di errore esiste dovunque, anche qui. Da svegli, i messaggi arrivano solo nello stato di coscienza ipoattiva, di dormiveglia, di distrazione, con la mente svagata, con la testa fra le nuvole. L’informazione extrasensoriale è un pensiero tenue che si affaccia alla coscienza. Questo pensiero è subito seguito dal pensiero contrario che dice: “No, questo è impossibile”. Nell’inconscio ci sono possibilità di guarigione, veggenza, precognizione. Alcuni vi accedono facilmente (ma sono rari). Altri vi accedono saltuariamente: artisti, donne ipersensibili, medium. Per entrare in questo stato di coscienza alterata la volontà non serve. La maggioranza delle persone non vi accedono mai. +++ L’informazione extrasensoriale può manifestarsi come un desiderio di raggiungere un obiettivo fasullo poiché il vero obiettivo importante si trova proprio lungo quella strada. Esempio: nel 1987 mi viene l’idea di provare un motorino, ma sono molto indeciso sulla strada da seguire. Arrivo per caso in un paese e là incontro una bella ragazza che mi fa trascorrere un pomeriggio piacevole. Lo scopo principale (provare il motore) è stato il pretesto che il mio spirito guida (o la mia mente inconscia) ha adoperato per farmi raggiungere uno scopo secondario ma più importante, cioè conoscere la ragazza. Questi sono esempi di informazioni o aiuti degli spiriti. Chi non crede negli spiriti può definirle informazioni e aiuti provenienti dalla mente inconscia profonda dell’individuo, quella mente che conosce il futuro con le sue possibilità e ramificazioni. +++ L’informazione utile può manifestarsi con un percorso facilitato, con buone occasioni da afferrare che si ripresentano più volte. Esempio: nel 1995 sono incerto se comprare un motorino usato; l’occasione si ripresenta spesse volte, sono facilitato, le circostanze sono favorevoli. Alla fine lo compro e scopro che ho fatto un ottimo affare. +++ Oppure l’informazione extrasensoriale si manifesta con piccole e continue avversità lungo il percorso che abbiamo intrapreso, per impedirci di raggiungere il risultato nefasto. Esempio: nel 1987 andai a un appuntamento a Cologna, ma a metà strada si accese la spia del generatore che segnalava un guasto, così dovetti tornare indietro. In futuro seppi che non era conveniente per me andare a quell’appuntamento. +++ Nel 1968 presi appuntamento con un amico per andare a visitare un bosco. Sopravvennero molte contrarietà e lottai per superarle: l’operatore cinematografico aveva la moglie incinta e mi chiese di sostituirlo; rifiutai per recarmi all’appuntamento quella sera. Ma l’amico non era disponibile, scoppiò un temporale e il progetto fallì. Le avversità erano avvertimenti, auspici; se davanti alle difficoltà avessi rinunciato al mio progetto, sarebbe stato meglio. +++ Forse esistono segni, legami segreti fra gli avvenimenti. Io ho notato che prima della malattia ci sono stati avvenimenti uguali a dopo la malattia. E’ come se le cose finissero nello stesso modo in cui sono incominciate. La sincronicità di Jung? In casi come questi bisogna stare attenti a non cadere nella superstizione. GLI DEI E’ possibile che in altri piani di esistenza esistano esseri multiformi che noi chiamiamo Dei. Nel nostro piano di esistenza ci sono persone e animali fatti di carne come noi. In un piano di esistenza inferiore (visibile col microscopio ottico 200 ingrandimenti) esistono microbi e batteri. In un piano di esistenza ancora più inferiore (visibile col microscopio elettronico 20mila ingrandimenti) esistono i virus. Quanti sono i piani di esistenza? Esistono solo questi tre? Sembra poco probabile, nell’universo dove tutto è infinito. Forse esistono altri piani di esistenza sotto di noi e sopra di noi, che saranno più difficili da scoprire In quelli ancora più in alto che cosa si trova? Mi fermo qui per non arrivare ad astrazioni o ipotesi fantascientifiche. +++ In un piano di esistenza più in alto si trovano esseri fatti non di materia carnale, ma di materia più sottile che noi chiamiamo spirito. Esseri completamente differenti che solo raramente possiamo vedere o percepire: folletti, gnomi, elfi, spiriti, fantasmi e molti altri ancora. Gli Dei forse sono manifestazioni di energia. Forse gli Dei e le Dee non esistono fisicamente o non sono mai esistiti. Però per secoli migliaia di persone hanno adorato questi Dei o Dee: Krishna, Brahma, Zeus, Artemide, Selene, Pan, Apollo, eccetera. Le persone hanno creato nel corso degli anni una Forma Pensiero. Così questi Dei esistono e possono aiutare, possono ispirare e forse a volte possono esaudire i desideri dei loro fedeli. Forse sono creati dagli uomini e si realizzano, prendono vita, si animano, si materializzano in una sostanza a noi sconosciuta. +++ Quando molte persone, per molto tempo credono in una figura immaginaria, essa si materializza. Vedi l’esperimento Philip. Questo esperimento è importante per tre motivi. 1 E’ stato fatto nei tempi moderni. 2 I partecipanti erano scienziati non spiritisti nè fanatici religiosi. 3 E’ stato tutto documentato con cineprese e microfoni. A Toronto nel 1972 un gruppo di scienziati compirono il seguente esperimento. Inventarono un personaggio immaginario, mai esistito e provarono a evocarlo. Per molti mesi non accadde nulla. Poi provarono a evocarlo con canti, preghiere, mantra. Dopo circa 8 mesi il personaggio inventato si manifestò con luci, rumori, spostamento del tavolo, dei mobili nella stanza. L’esperimento fu interrotto perché i partecipanti non conoscevano l’energia di questo essere e non sapevano fin dove potesse arrivare. Immaginare un Dio o una Dea significa materializzare una energia. Adesso questa energia non è più uno forma astratta, essa diventa visibile e possiamo dialogare con lei. Questo Idolo (?) era costruito con terra creta e si trovava ai margini di un campo di tabacco. Vedi Foto 22 Idolo campestre MAGIA E STREGONERIA LA DIFFERENZA La magia si svolge in un tempio, o in una stanza addobbata a tempio. Anche il paganesimo utilizzava i templi, poi distrutti dai cristiani o trasformate in chiese. Vedi il tempio alla Dea Minerva diventata chiesa di san Zenone. Il tempio dedicato a Minerva, trasformata in chiesa a Minerbe, eccetera. La magia cerimoniale adopera vesti e oggetti speciali: paramenti, mantello, spada, tripode, coppa, altare, corona, turibolo, campana, pentacolo. La magia opera in tempi speciali ricavati dall’astrologia. Anche la religione usa i templi: chiesa, cattedrale, duomo, basilica, pieve. Anche la religione usa vesti e oggetti speciali: altare, mitria, piviale, stola, aspersorio,vincastro… Tutte queste messinscena servono per nascondere la povertà della dottrina. +++ La stregoneria è istintiva, usa oggetti semplici, casalinghi: pentole, piatti, pepe, sale, olio, cucchiai, spilli, bambole, erbe, radici, sassi, spago, acqua, fuoco… La stregoneria non ha bisogno di stanze addobbate e neppure del tempio. Il tempio della stregoneria è la Natura: bosco, campagna. collina. Si danza attorno a un albero simbolo di vita; attorno a un masso simbolo di stabilità; una sorgente simbolo di creatività; un fuoco simbolo di energia. La stregoneria opera in qualunque tempo. Non ha necessità di operare in tempi speciali. Però sono riconosciute feste importanti: Solistizi 21 Giugno e 21 Dicembre. Equinozi 21 Marzo e 23 Settembre. Candelora1 Febbraio. Calendimaggio 1 Maggio. Lammas 1 Agosto. Halloween 31 Ottobre. Poi i Pleniluni dell’anno. Il vestito delle streghe è la nudità. La streghe operano completamente nude. Oppure in vesti normali. Solo le vecchine tradizionale usavano vesti nere e cappelli a cono con tesa larga e piatta, ma sono diventate rare. Vedi foto 23 Vecchine con cappelli. RICORDI Sono nato nel dopoguerra e sono vissuto in un piccolo paesino di campagna, bigotto e dominato dal prete. Il papa era Pio XII. Ricordo l’infanzia, con messe in latino, catechismi, dottrina, rosari, fioretti, ritiri. Divieti di andare al cinema, di guardare i cartelloni dei film, di guardare la televisione, di leggere i fumetti di andare a ballare e di guardare le ragazze. Nel 1950 fino a oltre il 1960 c’erano molti obblighi e proibizioni: era proibito mangiare carne di venerdì. Nei venerdì santi bisognava fare digiuno. Le donne in chiesa dovevano stare dalla parte sinistra e vestire con gonne lunghe sotto il ginocchio, maniche fin sotto il gomito e indossare il velo sui capelli. Inoltre le donne non potevano salire sul presbiterio. Il prete bisognava salutarlo dicendo: Sia lodato Gesù Cristo. Lui rispondeva: Sempre sia lodato. Alla suora bisognava dire: Gesù Giuseppe Maria. Lei rispondeva: Aspiri in pace l’anima mia. Al maestro bisognava dire: Riverisco signor maestro. Alle elementari eravamo in 49 ragazzi e il maestro ci castigava bene e spesso: schiaffi, sculacciate, bacchettate (anche se cadeva per terra la penna). In castigo dietro alla lavagna in ginocchio con le braccia alzate, per ore. Dopo tanti anni un compagno di classe commenta: “Se lo facesse adesso sarebbe denunciato.” +++ Attaccato alla porta della chiesa c’era: l’ INDEX LIBRORUM PROIBITORUM (abolito da Papa Paolo VI nel 1965). L’elenco dei film Esclusi (quasi tutti) del Centro Cattolico Cinematografico. Ho vissuto e visto tutto il mondo contadino degli anni ’50: ricordo l’aratura con i buoi ad Angiari. La falciatura del fieno in maggio. Le donne (alcune a seno nudo) che sfogliavano il tabacco in agosto. Le donne che vendemmiavano in ottobre. I vecchi che insaccavano i salami in dicembre... Esisteva la campagna (ora non esiste più) con campi di grano, papaveri camomilla e fiordalisi. Filari di salici, gelsi, platani. Dentro i fossi c’erano le canne piumate (usate per fare le scope); le tife, le rane, i pesciolini. Nelle notti di luna cantavano i grilli e in maggio vagavano sciami di lucciole. Ho udito le donne che cantavano sull’aia nelle sere d’estate, dopo il lavoro. Lungo la stradina rossa andavo a mangiare le more di rovo in settembre. Ho intravisto le coppiette che si baciavano nascoste nei cespugli di ailanto. La stradina rossa era chiamata così perchè era fatta con una terra rossa, scarto della pirite bruciata. E anche perchè le ragazze venivano sverginate in quel posto. (Vedi I MISTERI DELL’AMORE Editore Lulu.com). +++ Ho visto i raccoglitori di cicche, le osterie dove, d’inverno, vecchi intabarrati giocavano a scopa bevendo gotti di vino e fumando sigari. Ho visto le sagre paesane con i giocatori delle tre carte, della cordicella, della roulette. E stand con la donna cannone, i tiri al bersaglio, la giostra delle streghe, il labirinto con gli specchi deformanti. E poi le peepshow alle sagre. Una macchinetta era attaccata a un palo. Si mettevano 10 lire e si guardavano le donnine in bikini. Dopo mezzo minuti la luce si spegneva e non si vedeva più niente.(Vedi SAGRE PAESANE editore Lulu.com) Negli anni 50 ho ascoltato le storie di Fabbian Severino e sua sorella Carmela, che esorcizzava la malasorte gettando sale all’indietro e compiendo segni con un coltello curvo. Mio papà Gelmino mi ha raccontato storie di Lumiere. (Una luce tremolante vista di notte). Mi ha parlato del rabdomante Valedi di Ronco. Dell’avventura capitata a suo nonno Secondo... Negli anni ‘70 con mio cugino sono andato dal cestaio senza gambe Adelino di Albaredo che viveva in una casa vicino all’Adige, con la sorella. Nel 1978 sono andato dall’erborista Sante di Solesino, raccoglitore di erbe officinali. Negli anni ‘80 ho conosciuto e intervistato l’erborista Pietro di Boschi. Il veggente Marino di Castagnaro. La vecchia Emma. E poi cartomanti, pranoterapeuti, sensitivi, veggenti... PSICOCINESI LA MENTE DOMINA LA MATERIA Psicocinesi è una parola inventata dal prof. J. B. Rhine della Duke University ( ora Istitute for Parapsycology P.O. Box 6847 Durhain North Caroline USA). Psicocinesi deriva dal greco e significa: psiche = mente, kinesis = movimento. Psicocinesi significa: movimento di oggetti con la mente. Psicocinesi, abbreviata in PK rappresenta quella energia mentale che agisce direttamente sulla materia, senza interventi manuali o meccanici. Esempi di PK: piegamenti di metalli, fare girare l’ago di una bussola, far ruotare un foglietto dl carta senza toccarlo, far oscillare un pendolo senza toccarlo, sollevare una pallina, spostare piccoli oggetti. (Vedi gli esperimenti di Nina Kulagina.) Forse anche le passeggiate sul fuoco, poltergaist, ectoplasma, materializzazioni, chirurgia psichica, levitazione, guarigioni. L’energia psicocinetica o PK è una energia ancora sconosciuta ma è presente in molti individui. Famosi personaggi dotati di PK sono sta¬ti: Conte di Cagliostro, Mesmer, Rasputin, Paracelso, Edgar Cayce. La russa Nina Kulagina, la signorina Tomezyk, l’israeliano Uri Geller. Questa energia è stata studiata da: Mesmer, Boirac, Kemelmus, dott. Kilner, ecc. Questa energia è stata chiamata con vari nomi: Magntismo animale, fluido psichico, psicodinamica, bioenergia, aura, fili Aka, raggi W, raggi N, energia Bioplasmatica, energia Orgonica, Prana, Mana, eccetera. Essa è visibile talvolta in penombra sottoforma di nebbia che avvolge i contorni della mano. L’energia PK si percepisce come un leggero formicolio delle dita o del braccio. Sono stati inventati molti apparecchi per misurare questa energia: Magnetometro dell’abate Fortin. Biometro del dott. Baraduc. Biogalvanometro del dott. Audollent. Stenometro del dott. Joire (19O4). Bioscopio del dott. Collagnes. Motore a Fluido del Conte Tromlin. Il più semplice misuratore di PK è un leggero tappo di sughero da mettere orizzontale sul tavolo. Altri misuratori sono formati da: una base larga (tappo di sughero di damigiana) con infilato al centro un ago Sulla punta dell’ago è posata una striscia di carta piegata ad angolo, lunga cm. 8 e larga cm 2. La carta deve essere centrata, in equilibrio e deve essere scorrevole da ruotare come un’elica. Oppure una base con infilato un ago curvo piegato a gancio; al gancio è fissato un filo con in fondo una pallina di sughero. Per incominciare muovete l’elica toccandola con la punta delle dita. Così verificate quanta forza è necessaria e inoltre allenate la mente al risultato che volete ottenere. Vedi foto 24 Psicocinesi. Liberate la mente dai pensieri. State calmi, con la mente svagata, assente, distaccata. Non pensate a nulla per entrare nell’adatto stato di coscienza. I dotati di PK affermano che è più facile attirare un oggetto ed è più difficile spingerlo. Non sono validi movimenti provocati da correnti d’aria o elettricità statica (se usate la plastica). Io non ci sono mai riuscito. MAGIA NATURALE La pietra antichissima, il grande e vecchio albero, la fonte, il sole, sono cose sacre. Pietre, alberi, acqua, sole, nei tempi antichi rappresentavano gli Dei e le dimore degli Dei. Nei tempi moderni rappresentano espressioni delle Divinità. Poiché queste cose hanno in comune con gli Dei l’antichità, la grandezza, la presenza e la maestà. Vicino a questi posti si facevano i giuramenti, si celebravano nascite, matrimoni, funerali, si chiedeva che si avverassero i desideri. Da questo concetto a quello dell’amuleto il passo è breve. Un sasso, una scheggia di legno o di corteccia, un seme appartenente alla cosa divina è considerato esso stesso divino e sacro. E otteniamo così l’amuleto da portare con sè con riverenza. L’amuleto al quale chiedere aiuto, protezione e chiedere la realiz¬zazione dei desideri. L’oggetto, il seme, la radice, la pietra sono cose comuni nel loro ambiente naturale. Ma quando le portiamo lontano, ad esempio in una città, queste cose diventano rare e preziose. L’oggetto porta con sé il ricordo dell’ambiente da dove proviene, l’eco di spazi immensi, di stupefatti silenzi di una Natura grandiosa ed eterna. Queste cose naturali, così semplici, simboleggiano concetti altrettanto profondi. La pietra è simbolo di stabilità, di durata. L’albero è simbolo di vita, di crescita, di evoluzione della vita. Il sole che dà luce simboleggia la luce della mente, la conoscenza. L’acqua è simbolo del fluire, della veggenza, della seconda vista. Quando queste cose non sono presenti è possibile adoperarne altre come surrogati: un cristallo o uno specchio come simbolo dell’acqua. L’oro come simbolo del sole. L’argento come simbolo della luna. Eccetera. Al di fuori di templi e chiese, al di là di dottrine e preti, la dimensione magica della Natura si trova dentro e fuori di noi. PORTAFORTUNA AMULETI E TALISMANI L’impiego di oggetti per attirare la fortuna è antichissimo ed essi si trovano in tutte le civiltà. C’è una differenza fra amuleti e talismani. L’amuleto è sempre un oggetto naturale, una pietra, un osso, un pezzo di legno, di ferro, ecc. Quando è lavorato, è importante che sia lavorato a mano, affinché sia unico. (io ho due pietre focaie). L’amuleto rappresenta per analogia, cioè per somiglianza, lo scopo da ottenere. L’amuleto è un supporto mentale e funziona in questo modo: il proprietario guardando l’amuleto e tenendolo con sè pensa spesso, anche involontariamente, allo scopo da ottenere. Il pensiero costante e prolungato è una energia che concretizza lo scopo. Alcuni tipi di amuleti più usati sono questi: pietre dure, pietre colorate appeso a una catenina. La pietra è simbolo di durata e stabilità. Una pietra bianca veniva posta vicino alle nuove case come simbolo di stabilità e durata nel tempo. Anticamente i giuramenti venivano fatti in prossimità di una grande pietra. Denti di lupo, chiodi, corna. Tutti gli oggetti a punta significano forza, difesa, aggressività contro i nemici. Ferro da cavallo è simbolo della vagina. Cose rare: quadrifogli, simboleggiano le cose rare nella vita, le occasioni preziose. Le radici di Mandragora e di Brionia sono considerate apportatrici di fertilità. Il sale, l’olio sono elementi incorruttibili che preservano dalla corruzione. A volte questi elementi vengono chiusi in un sacchettino da portare addosso. Questi sacchetti si chiamano Brevi e contengono: lievito, simbolo di accrescimento; cera vergine, lana, grani di frumento simbolo di ricchezza e abbondanza; sale per preservare da malattie e influssi nocivi. I nodi: le corde annodate, i nastri con nodi significano impedimento, ostacolo. Cordicelle annodate vengono legate attorno agli arti contusi per ostacolare il dolore. Pile di cipolle, di chiocciole sono appese nelle case come simbolo di protezione. Questi oggetti simboleggiano la difesa, poichè i molti strati sono considerati altrettante corazze contro il male. Come abbiamo visto l’amuleto è un oggetto naturale, più o meno lavorato dall’uomo. Il talismano invece è sempre un oggetto artificiale. Il talismano (chiamato anche sigillo o pentacolo) consiste di un disegno inciso su cartone, lamine di rame, argento, legno, terracotta ecc. Il disegno è un grafico che simboleggia lo scopo da ottenere. I disegni sono di molti tipi. Esaminiamone alcuni. La spirale. Simboleggia crescita, sviluppo, evoluzione della vita. Ogni volta che percorriamo la spirale con lo sguardo, la volontà si addensa verso lo scopo voluto. I cerchi concentrici. Provate a immaginare un sassolino buttato nell’acqua: il centro del cerchio rappresenta lo scopo. Tutti i cerchi più grandi che stanno intorno simboleggiano la ripetitività delle forze per ottenere lo scopo voluto. Le ellissi concentriche. L’ellisse simboleggia l’uovo, la vagina, cioè la fertilità, la fecondità, l’inizio della vita. Le molte ellissi intorno alla prima simboleggiano, anche in questo caso, ripetitività delle energie. Esistono molti altri talismani, astrologici, numerologici, runici... Amuleti e talismani si caricano di energia vitale indossandoli o tenendoli con sé. Amuleto della Wicca: una V con dentro un 8. La V simbolo della vagina. L’8 simbolo di infinito. Vedi foto 1 Amuleto della Wicca. +++ IL MISTERO DELLA VITA “Tutta la vita ò mistero e soltanto mistero.” Frank Graegorius Tutta la vita è un mistero. Perché questo ? Perché noi possediamo solamente 5 sensi e non sono sufficienti per comprendere tutta la Realtà. Alcuni di noi hanno anche un abbozzo del sesto senso. Quanti sensi ci mancano per comprendere tutta la Realtà? Forse questo nostro mondo tridimensionale (con i suoi limiti e brutture) è la radice di un oltremondo migliore. Esempio: un bel fior esiste perché ha le radici nel letame. Il corpo nudo di una donna è meraviglioso ma esiste perché al suo interno ci sono intestini e altro. Senza la parte brutta interiore non potrebbe esistere la parte bella esteriore. Questa è solo una ipotesi. MISTERI DELLA CAMPAGNA Sono stato testimone di fenomeni strani. Nel 1972 in Via Guanti ho visto una macchia rossa nel cielo al tramonto mentre stavo sopra un pagliaio. +++ CASO di POLTERGEIST Nella fattoria di Sarte. Un agricoltore e allevatore di bestiame (1914 1992). Uomo semplice e affidabile, religioso ma non fanatico, lavoratore instancabile amante del proprio lavoro. Insieme a lui viveva una famiglia in affitto, composta da padre, madre e tre figlie in età compresa da 6 a 18 anni . Nel 1989 circa, Sarte mi racconta: “Una sera d'estate degli anni '80 eravamo tutti riuniti a tavola e stavamo cenando. Improvvisamente davanti agli occhi di tutti i presenti, un bicchiere di vino si sollevò in aria, rimase sospeso per alcuni secondi, poi ricadde sulla tavola frantumandosi. Ma i frammenti del vetro restarono uniti e il vino non fuoriuscì dal bicchiere. Tutti si alzarono spaventati. Solo io rimasi calmo perché supposi fosse opera dei nostri Antenati. II giorno seguente riferii l'accaduto al prete, ma questo rimase silenzioso e non mi diede una risposta.” Questo probabilmente è un caso di poltergeist. Il dottor De Boni e altri studiosi li hanno descritti. Esistono anche molte foto moderne e resoconti di questo fenomeno. Alcune ragazze o ragazzi nell’età del’adolescenza, con conflitti psichici, emanano inconsciamente una energia che produce il fenomeno. Vedi Foto 25 Fattoria Sarte +++++ EDIFICI LEGGENDARI In Via Palesella in provincia di Verona si trovava un edificio isolato, in campagna, chiamato il Cason. Era una costruzione enorme, asimmetrica fatta di mattoni con lunghe crepe che solcavano i muri. Era un antico monastero del 1500. A partire dal 1700 era stato frazionato internamente ed era diventato sede di molte famiglie di contadini, salariati e perfino girovaghi. Negli anni '40 il signor Giovanni e famiglia arrivarono a Palesella e andarono ad abitare nella casetta adiacenti l'ex monastero, il cui lato est venne utilizzato come magazzino. Durante quel periodo le famiglie abitanti il vecchio edificio dicevano che di notte vedevano i frati salire le scale con una candela in mano. Negli anni '60 io ho conosciuto il signor Giovanni che mi riferì queste testimonianze. Purtroppo in quel periodo quasi tutte le famiglie che abitavano l'ex monastero erano estinte o si erano trasferite. Il lato sud era utilizzato come cantina da un'osteria e il lato ovest come fienile da una famiglia contadina. Io sono andato a intervistare l'ultima famiglia rimasta, una coppia di vecchi pensionati, però a causa della loro grave sordità non sono riuscito a farmi intendere. A partire da quegli anni nessuno ha più abitato l'edificio. Il signor Giovanni mi permetteva di visitare spesso l'edificio entrando dalle stanze del suo magazzino. Era un labirinto di stanze e stanzette rischiarate da finestrelle. C'erano scale ripide, sottotetti e locali accessibili solo attraverso botole. Tutte le volte che esploravo l'interno oscuro provavo una forte emozione. In quelle stanze il tempo pareva essersi fermato ed era come camminare dentro un passato strapieno di ricordi e di segreti. (Il figlio era intenzionato a cercare l'eventuale tesoro dei frati). Negli anni '80 l'edificio è stato definitivamente abbandonato; da allora ha subìto crolli, incendi e poi è rimasto un vecchio rudere circondato da abitazioni nuove nate nel frattempo. Attualmente l’edificio è stato abbattuto e non resta più nessuna traccia. Vedi su youtube CONVENTO DI PALESELLA. Vedi foto 26, 26b Convento Palesella. ++++++ LE PIETRE NERE Nel 1973 in località Colonnelli di Angiari, nelle vicinanze di una fattoria abbandonata, affioravano dal terreno molte pietre nere e mal squadrate, accostate fra loro, su un’area di circa 4 metri per 4. Forse si trattava di un antico pavimento. Ho chiesto ad alcuni contadini del posto se conoscevano lo scopo o la provenienza di queste pietre, ma nessuno ha saputo darmi una risposta. Ne ho prese alcune come ricordo. Vedi foto 27 Pietre Nere. . ++++ LA MUFFA SULLA PARETE Nel 1997 a casa mia, nella vecchia cucina, dopo aver spostato la credenza ho visto sul muro dietro alcune macchie di muffa che formavano strani disegni. Vedi foto 28 Muffa. +++++ IL VECCHIO PIOPPO Nella campagna a sud di Verona vicino tra Via Cabianca e Via Roe c’era un vecchio pioppo secco. Sul lato nord del tronco c’erano scolpiti strani disegni lunghi 40 cm. I disegni apparivano vecchi e consunti. Forse sono stati incisi dall'uomo per scopi magici oppure sono opera di agenti atmosferici o altre cause naturali. Nella foto ho dipinto l’incisione in rosso per evidenziarla. Pioppo 29, 30 ++++ I FUNGHI STRANI Nell’estate 2013, passando per Morubio, vidi grossi funghi strani sui tronchi dei vecchi tigli. Nei giorni successivi sono riuscito a staccarne qualcuno. Sono duri e legnosi. Questi funghi mi hanno ispirato il racconto: VIALE DEI TIGLI apparso su Anime Nude. Editore Lulu.com Vedi foto 31 Funghi. +++++ CASA DEL MISTERO L’Arena 11 aprile 1975, pag. 4 Casa del mistero in via Del Pontiere E' ormai chiamata la "casa del mistero" e sorge o, meglio, sta crollando all'angolo di via Del Pontiere, subito dopo il passaggio delle Mura Viscontee. Per l'esattezza sta crollando da circa 31 giorni, da quando cioè l'ignoto puntatore di un quadrimotore americano, convinto di colpire chissà mai quale obiettivo militare, colpì una parte del fabbricato con una bomba. La storia dello stabile, da quel momento, è costellata di crolli, di cedimenti, di dichiarazioni municipali di inabitabilità, di incendi misteriosamente quanto periodicamente divampati. Adesso del tutto disabitata, la "casa del mistero" sta cadendo letteralmente a pezzi talvolta sulla testa dei passanti. E' inoltre, diventata una specie di "cliente fisso" dei vigili del fuoco, i quali (giustamente scocciati), a parte gli incendi, devono ogni tanto accorrere in tutta fretta per rimuovere tegole, travi, ecc. A chi appartiene? E non si potrebbe demolirla una volta per tutta? Il municipio, che l'ha dichiarata inabitabile, perché non interviene? Un dubbio: che si tratti di un "monumento nazionale" risalente ad epoca imprecisata, e quindi intoccabile? In attesa di una risposta, magari da chi si interessa della difesa delle "bellezze (!) archeologiche", nulla ci vieta di chiedere, anche a nome dei lettori che ci hanno scritto sull'argomento, l'eliminazione definitiva di queste "macerie" (siano esse archeologiche o meno). Dopo aver letto questo articolo sono andato in treno a Verona per vedere la casa. Era un giorno caldo, col sole. La casa era alta, vecchia, decrepita, molto suggestiva. Scavalcai il basso muro di recinzione e saltai giù nel cortile. C’erano calcinacci, rifiuti, ma io restai là per ammirare quella casa. Purtroppo non avevo la macchina fotografica. Vedi Foto 32 Casa del mistero. +++++ L’ARENA xxxxxxxxxxx CASA STREGATA Mia mamma mi segnalò questo annuncio sul giornale. Scrissi alla redazione e dopo circa un mese arrivò la risposta con l’indirizzo: Signora Nina Via Scuderlando Verona. In una grigia domenica di Dicembre, con la mia Fiat 500 andai a Verona. Trovai la casa e rimasi tutto il pomeriggio seduto sul divano ad ascoltare i resoconti della signora: “Succedono fenomeni strani: correnti di aria fredda, brutti odori, insetti schifosi, il burro diventava nero, la cera rossa, i fiori avvizzivano, si sente l’elettricità negli oggetti.” Alcuni mesi dopo telefonai, mi rispose la sorella dicendomi che Nina era morta. Questo mi ispirò il racconto La casa stregata. Su RACCONTI MISYERY editore Lulu.com ++++ ++++ LE SFERE ROSSE Agosto 1978, dopo le 11 di notte. Ero stato a casa della fidanzata a Casaleone a guardare un film in televisione. Tornavo in bicicletta lungo la strada che costeggia il fiume Menago. Era una notte umida, afosa. Non c’era illuminazione e io avevo il fanale della bici. A sinistra (ovest) c’erano le paludi del Brusà. Prima di arrivare in via Pozza, vidi alcune sfere gassose, rossastre, provenivano dalla palude a ovest, attraversavano il fiume, la strada e proseguivano verso est. Le sfere erano come palle da tennis o come palloni da football, e passavano in silenzio, lentamente, all’altezza di circa 4 metri dal suolo. Il fenomeno durò alcuni minuti, poi cessò. (Non avevo la macchina fotografica). ++++ FOLKLORE IL SEGRETO DI VILLA CONCAMARISE La vecchia serva Erminia era l’unica a conoscere il segreto di Villa Concamarise. Erminia era una donna piccola, vecchia e curva. Si occupava di mansioni secondarie nella villa: in inverno badava che il fuoco non si spegnesse nel grande camino con la cappa sostenuta da due grifoni di tufo. In estate provvedeva a cercare erbe officinali nel grande parco, da usare per i decotti e gli impacchi. La villa era grande e servi e serve giovani si occupavano dei lavori pesanti. Preparavano i cibi nella grande cucina che aveva la parete occupata da pentole in rame. Accudivano i cavalli nelle scuderie, gli animali nella stalla; in estate falciavano le messi, in autunno facevano la vendemmia. Inoltre nelle dependance c’erano falegnami per aggiustare carri e botti; fabbri per la manutenzione di portoni, serrature e per forgiare alabarde e spade; maniscalchi per ferrare i cavalli. E poi ancora tessitori, lavandaie, cameriere... Erminia non aveva la forza per dedicarsi a queste attività. I suoi compiti erano di secondaria importanza, con una eccezione. Due volte al giorno, la vecchia saliva il grande scalone col soffitto affrescato per arrivare al piano superiore. Da lì seguiva una scala di servizio per arrivare ai granai. Attraverso alcune stanze oscure stipate di ferraglia e oggetti in disuso, arrivava a una scaletta di legno con in fondo una porticina chiusa che immetteva nella torre Est. Questa era una cameretta con il pavimento di mattoni e finestre a bifora su due pareti. In quel posto era custodito il segreto della villa e questo segreto si chiamava Isabella. Proprio così. Una fanciulla bella e bionda viveva rinchiusa lassù dove trascorreva le lunghe giornate da sola, senza nessuna compagnia. Fra la servitù, solamente la vecchia sapeva della sua esistenza e aveva ricevuto dal Conte Ottavio, il compito di accudirla. Portava gli avanzi dei cibi dalla cucina, peraltro abbondanti, cambiava l’acqua nel secchio di rame, portava dabbasso e svuotava i recipienti sporchi. Questa attività durava da anni e nessuno ne era a conoscenza, tranne due persone: il Conte e la vecchia che aveva allevato Isabella fin da bambina. Ella era figlia illegittima del Conte che l’aveva avuta da una nobildonna morta di tifo e il cui padre era diventato suo mortale nemico. Il Conte era impegnato a difendere i confini del feudo e questa figlia non voluta era destinata al Convento di Santa Caterina. Senonché nel frattempo orde di vandali avevano devastato il convento e massacrato alcune monache. La partenza di Isabella era stata rimandata e la fanciulla anziché monaca divenne prigioniera. Lontano dai fragori delle feste e dalle attività frenetiche di Villa Concamarise, la vita di Isabella si svolgeva con lenta e pacata monotonia. Dentro la sua stanzetta il tempo scorreva lento, quasi in punta dei piedi. Il primo mattino lo dedicava a pettinarsi i lunghi capelli biondi davanti allo specchio e ad accrescere la sua bellezza per un cavaliere tanto atteso, ma che non avrebbe mai incontrato. In veste di trina lunga e bianca, sedeva dietro la bifora a ricamare e ad ammirare il paesaggio. Visto da lassù il parco appariva una massa folta e compatta di fogliame frusciante. Non si vedevano le attività che si svolgevano là sotto. Le chiome ramose di querce, olmi, frassini e faggi formavano una distesa vibrante di cinguettii fino all’orizzonte. Anche il pomeriggio era dedicato al ricamo. Le piccole mani bianche di Isabella si muovevano sul telaio con abilità e grazia per tante ore, finché il crepuscolo illanguidiva i colori, la luce si abbassava e la ragazza proseguiva il lavoro alla luce di un lumino a olio. La notte poi, non sempre era dedicata al riposo. Quando la vecchia Erminia era andata via, a volte dimenticava (forse per pietà) di chiudere la porta. Allora, nelle ore più fonde della notte, Isabella apriva cautamente la porticina e a piedi scalzi scendeva la scala. La sua lunga veste bianca sfiorava i pavimenti polverosi dei granai, degli stanzoni dimenticati, dei ripostigli tetri. A volte, nelle notti di luna la fanciulla si faceva più ardita e tutta tremante osava scendere un’altra rampa di scale, fino al primo piano. Nessuno la aveva mai incontrata, nessuno l’aveva mai vista perché lei passava veloce davanti alle vetrate sbiancate dal chiaro di luna e indugiava per riprendere fiato negli angoli bui dei corridoi e dei saloni. Questa vita durò per anni, finché un giorno... Già quell’autunno si preannunciò freddo e molto piovoso. Nei rari pomeriggi di sole le chiome dei tigli erano mantelli di monete d’oro e di rame le chiome delle querce. Poi il vento scompigliava quella tavolozza di colori, finché la nebbia densa scendeva all’improvviso avvolgendo tutto con un sudario grigio. La stanzetta di Isabella diventava fredda e cupa e la fanciulla si avvolgeva nello scialle e si scaldava le mani sulla fiamma del lumino a olio. Nelle lunghe notti invernali la luna piccola e bianca faceva brillare i ricami di brina sui rami nudi del bosco. Isabella guardava questo spettacolo e rabbrividiva. Attendeva l’alba, attendeva il tepore e la luce del sole. Il vento ululava lassù, faceva sbattere le banderuole, fischiava sulle grondaie e sulle lance in cima ai pinnacoli. Il gelo faceva luccicare i tetti ed Isabella, alcune notti, osava scendere fino al grande salone del piano terra per scaldarsi con la cenere del camino spento. Poi tornava di corsa su per le scale fino alla sua stanzetta. Ma queste discese nel calore e nel mondo dei vivi si diradarono a causa di una debolezza improvvisa. Isabella, raggomitolata nel suo lettino, non sentiva quasi più il freddo.... La vecchia serva Erminia trovò così la fanciulla, distesa nel suo letto, una gelida mattina di febbraio. Il Conte Ottavio, subito avvertito, mise la figlia dentro un sacco e ordinò a due stallieri ubriachi di seppellire il corpo in fondo alla cripta di famiglia. Nessuna iscrizione fu apposta su quella sepoltura, e quando la terra smossa tornò a livellarsi, ogni traccia di Isabella scomparve definitivamente. La vecchia Erminia morì novantenne, il Conte Ottavio cadde in battaglia e Villa Concamarise si avviò a una lenta seppur inevitabile decadenza. Nei tempi moderni la villa è completamente abbandonata e in sfacelo. Quella sagoma imponente irta di pinnacoli, avvolta nell’edera, rimane una delle tante testimonianze di una nobiltà estinta e decaduta. Di notte si sente solo qualche gufo sulla sommità dei balconi. Eppure, non sempre si tratta di gufi, di civette o di altri uccelli notturni. Una figuretta bianca passa a volte davanti alle finestre. È la luna che si riflette sui vetri rotti, dicono i paesani. È la contessina Isabella, affermano altri, che vaga nei saloni di Villa Concamarise alla ricerca della vita che le è stata negata. ++++ Maggio 2020 Revisione Giugno 2021 Agosto 2024 19 DECEMBER 25