sabato 18 maggio 2024

NOTTURNE CAREZZE

SERGIO   BISSOLI

 

NOTTURNE CAREZZE

 

 Copyright  by Bissoli  Sergio

 

 

 

 

INDICE

 

NOTTURNE CAREZZE

VARIAZIONI D’AMORE

TEMI  SURREALI

Ultimi Versi

Da: PRIMI VERSI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTTURNE  CAREZZE

Vita da bohemien, vita splendida e terribile

 

 

IN UN SUSSURRO

 

Ti dedico questa notte verlainiana,

densa di umidità e degli effluvi dei

fiori. Vieni, sogneremo insieme fra

i flutti di tenebre dei boschi.

Laggiù, nei campi, conosco padiglioni

violacei, laminati d’argento e di

silenzio. Vieni. Raccoglieremo le dolci

promesse della notte di luna, la

malinconica poesia; e, nel suo

incantesimo, celeremo i nostri segreti.

Insieme, fra le tende turchine

di velluto, dalla magica

opalescenza...

 

Venerdì 16 Marzo 1973

 

 

 

 

 

 

 

PREDILEZIONI

 

Il giallo e il nero, la lettera

“D”, le notti di luna, i lunghi

capelli... Oh, queste cose,

quanto mi sono care!

I libri di magia, i poeti

maledetti, un vecchio camino e

tutti i fiori bianchi.

 

Aprile 1973

 

 

BREZZA DI PRIMAVERA

 

Ricordi, ricordi. Lieve cortina tesa

su sensazioni delicate, su giochi

d’ombra. Corolle chiuse. Pensieri

intimi, e un sole quasi celeste

al tramonto. Nella quiete della sera

talvolta amo fermarmi per ricordare...

Gli istanti perduti. Le foglioline

preziose dal profumo dimenticato.

 

Strada rossa   Aprile 1973

 

 

 

FIORI DI MAGGIO

 

Fiori di maggio. Chi mai scriverà le vostre

segrete corrispondenze. Bianchi grappoli della

robinia, dal profumo lascivo. Languore

di coppe che traboccano, di essenze inutilmente

versate. Mistico papavero. Nella voluttà

c’è liberazione che porta alla trascendenza.

Capolini di camomilla bianchi e gialli.

Riposante frescura di un’erboristeria da

convento. Pace di un amore coniugale.

L’ombra dei pergolati nell’afa

pomeridiana. Vaghe ninfee. Fiore

dell’oblio, dei sentimenti perduti. Nei

paradisi di tenebre splende la tua astrale

bellezza. Fiore delle vertigini, o forse,

degli assurdi arabeschi del destino.

Gelsomino dal profumo notturno.

Il lusso. Le supplichevoli carezze di

amanti assenti. I lunghi attimi della

solitudine dopo le fantasie dell’amore.

Cara e dolce immagine, nella malinconia

della sera.

 

Maggio 1973

 

 

 

SERE DI GIUGNO

 

Vorrei piangere sul profumo di un

fiore. Vorrei piangere, nella brezza

di questo viale, fra le ombre che

accarezzano. In questo lungo

viale dei tigli, grigio e smorto nella

sera. Con una mezzaluna che sfuma

nel cielo del crepuscolo. E con

delle ragazze bionde che ridono in

lontananza, surreali, irraggiungibili.

Non serve chiedersi il perché.

Vorrei solo una musica dolce per

consolare il cuore che si è illuso,

per rendere meno acuto il bisogno

d’amore. Basta così poco. Basta

una sera come questa, nella quale

non si sa più dove finisce il passato

e incomincia il presente, dove incomincia

il sogno e finisce la realtà.

 

Minerbe - Giugno 1973

 

 

 

 

 

 

SERE DI LUGLIO

 

Strani accordi sulle tastiere della

bellezza. Celeste e rosa. E nero.

Silenzi come preludi. Alberi

color del fumo, all’orizzonte.

Una sensazione di vastità,

di purezza. Ecco la sera, dai vuoti

silenzi e dai colori dolcissimi.

Mistici acquerelli. I campi di

orzo e di grano scoloriscono.

Il posto delle lucciole, nella pianura,

attende me...

 

Via Guanti - Luglio 1973

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTTURNO

 

Una piazza deserta, di notte.

È come camminare in un sogno che

si ripete.... C’è il vento freddo

che sussurra parole proibite. E c’è

la presenza furtiva dei gatti e delle

ombre stregate. Gli edifici, con

le imposte chiuse e la loro architettura

bizzarra, appaiono distorti,

remoti. In uno di essi qualcuno

veglia perché crede in me. O forse

no. Chissà. Una lunga fila

di lumi giallastri che oscillano

sperduti tra le fronde degli alberi,

nei viali bui. Le pozzanghere

sul selciato, luccicano

tristemente.

 

Minerbe - Luglio 1973

 

 

 

 

 

 

 

 

DIPINTO

 

Un laghetto di campagna, poco profondo,

affollato di erbe. Il verde smeraldo

predomina: negli alti ciuffi di canne

e nella lente acquatica. Si liquefa

complicandosi nella superficie

scura dell’acqua. La scena ha

la fissità dell’irreale. Non c’è

vento. I piccoli fiori bianchi e gialli

lungo il pendio delle rive sono immobili.

E così è per i due carri senza sponde

lontano, sulla destra, per il sole

arancione oltre le fronde degli alberi

nel bosco vicino. Una cascatella

anima il paesaggio con un gorgoglio

sempre uguale. Intorno, la piatta

immobilità della campagna che tocca

il cielo di madreperla. Non sembra

esserci niente di vero. Proprio come

in un quadro sbiadito, appeso al

muro.

 

Ca’ del lago - Agosto 1973

 

 

 

 

MAYA

 

Lettere come stelle. Sillabe come nebbia

lieve o giochi di luna tra i rami.

Vorrei che le mie parole fossero carezze,

e sospiri, e baci.... In questa notte

che intreccia finzioni e profumi, cara,

dimmi solo bugie. A bassa voce ti

seguirò nel più labile di tutti i

paradisi, là dove ogni cosa è illusione,

dove gli ori e le gemme sono di cenere

e dove i sentimenti e le gioie non sono

altro che inganno e frode.

Sarò un capriccio segnato nella

linea del destino, sulla tua mano

bianca. Sarai l’amore, perché l’amore

è anche parole. Nelle chiuse

intimità della notte, a volte, solo

il vento accenna ai sogni degli

amanti smarriti.

 

Agosto-Settembre 1973

 

 

 

 

 

 

LUCE D’AUTUNNO

 

Il luppolo in archi pendenti, e il

rosso vermiglio delle bacche, nella

giornata chiara. La strana simmetria

dei funghi. Amo questo paesaggio lento,

settembrino, intriso d’acqua,

screziato di giallo. Ciuffi rossastri

di saggina fra le colture secche

del mais. Il perenne oscillare delle

tife, negli stagni quieti.

 

Colonnelli (Angiari) - Settembre 1973

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARABESCHI

 

I piccoli paesi di campagna sono

affascinanti nelle sere d’estate.

La brezza tiepida porta profumi,

e un nome fatidico di donna... Anna...

Le strade semideserte sono piene

di segreti. Ma a volte, una semplice

finestra illuminata basta per

rivelare l’agitarsi incessante

delle passioni, sotto la superficie

della routine.

Qui, i sentimenti si infrangono

in mille diverse verità.

Qui, uno sguardo nel buio o un

gesto, svelano complessi giochi

d’amore, o l’esistenza di sofferenze

e piaceri, soffocati dal silenzio.

 

Morubio - Maggio 1974

 

 

 

 

 
 
 
NOSTALGIA

 

I luccichii delle gemme.

Tintinnii. Un sorriso che

non so comprendere suscita ricordi

indistinti e nostalgici.

In lente oscillazioni va

componendosi e scomponendosi

un paesaggio troppo amato.

Il profumo dei gelsomini accresce

l’irrealtà della notte,

dilatandola in una sospensione

di attesa.

 

Luglio 1974

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BREVE INCONTRO

 

Annamaria, questo amore improvviso

d’autunno, non avrà risposta.

Domani si scioglierà nei cieli

grigi alla ricerca del calore

portato via dalla pioggia.

Nel silenzio di questo attimo

la tua bellezza si rivela languida.

Lo sguardo che fugge nella

campagna infinita rende più

misteriosi gli occhi. Le tue parole

nella brezza fredda, hanno

un tono sommesso, come di

un cuore che piange. E nei

colori evanescenti e fluidi si specchia

il tuo volto leggermente triste,

ma così, sembri ancora più pallida.

 

Settembre 1974

 

 

 

 

 

 

 

 

VISIONE

 

Dai campi di stoppie, soffia

un  vento gelido per disperdere

i sogni d’amore. E quegli

alberi, paiono lavori di traforo

sullo sfondo del cielo. Poi,

fra i cardi passa una donna

bionda. La sua bellezza è

assoluta, senza confini. Ha una

dolcezza fredda, il languore e

l’indifferenza di una dea.

I fiori del topinambo si piegano

sui lunghi steli, e la visione

si stempera nel giallo.

 

Strada rossa  Fine settembre 1974

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CREPUSCOLO

 

Là è la notte. La notte viola,

la notte immensa.

I colori tumultuosi del tramonto

a poco a poco sbiadiscono in una

trasparenza giallognola.

Ombre fuggono come sogni.

I rami degli alberi si distinguono

nudi e neri, controluce.

 

Via guanti - 19 Novembre 1974

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INVERNO

 

Vortici di bellezza discendo,

in questa sera fredda.

Il paese appare sognante nella luce

rossastra. Le vecchie mura merlate

ostentano lapidi e uno stemma

coronato.

Una ragazza sola, dalla sua finestra

contempla questo ristagno di quiete.

Io cammino lentamente, seguendo

i lampioni ancora spenti, verso la

grande distesa dei campi, in fondo

alla via.

 

Veronella - Dicembre 1974

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VARIAZIONI D’AMORE

 

 

 

SOGNO D’AMORE

Giorni di noia, giorni di sale,

giorni di inchiostro, giorni di sabbia...

Attimi, avvolti nella foschia

violetta versano, ad ogni tuo sospiro,

nel profumo del calicanto, questo

stupito piacere. Impalpabili

cortine di rugiada e cenere formano

cerchi chiusi. Il sapore di questi

momenti è quello dell’erba e

dell’acqua, a primavera, sotto un

cielo d’argento annerito.

È un inutile illudersi, è un

leggero fruscio di veli all’orizzonte,

prima della caduta della pioggia.

 

Ca’ del lago - 3 Marzo 1975

 

 

 

 

 

 

PASSEGGIANDO

Un filo di perle sulla lana

bianca sono la cantilena dei

tuoi “no”. Sotto la dolce

pioggia ogni tuo sorriso svela e

fa dimenticare la solitudine di

questo pomeriggio intorno a

noi. I lumi sussurrano, il cielo

si oscura di tende e si cinge di un

anello di fuoco. Dietro le persiane

chiuse, le carezze e gli sguardi.

Nella pioggia, in questa dolce

pioggia la ricerca di te non ha

mai fine.

 

Veronella - 20 Marzo 1975

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COLPO DI SOLE

Apparenze curvilinee.

Flessuosa promessa d’ambra e di

schiuma, bionda, bianca, viola.

La profondità della notte ritaglia

contorni luminosi, come una

nube di innumerevoli fiori. E dopo

i fiori, le confidenze.

La lieve ondulazione dei tuoi

gesti, che si scopre nel preziosismo

delle seduzioni e dei rimpianti.

 

Aprile 1975

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN ALTRO POCO

Fiotti di luce rosa.

Dopo di te, le immagini levitano

nell’irrealtà del ricordo.

Profumi vaghi e la lontananza

in questo indugio serale nella

dolcezza. Sospirati accenni e

sorrisi. Il silenzio ancora tremola

del vellutato fruscio dei tuoi

sogni.

 

Veronella - Maggio 1975

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DA SOLO

La sera che verrò da te

sarà una sera come questa. Con il

sole al tramonto mi metterò in

viaggio e nella bellezza indefinibile

l’aria avrà il tepore dei desideri.

I boschi, le messi. Dei fiori rosa

sull’acqua verde. Con il cielo color

perla ti cercherò. Per le strade

ingannevoli del crepuscolo; nei

volti che la poca luce fa travisare.

L’oscurità, sotto i vecchi

alberi del parco, sarà percorsa da

fremiti come di vita.

 

Ca’ del lago - Luglio 1975

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SENTIMENTI

Tendine bianche che il vento

solleva fuori dalle finestre nella

 notte d’estate. Tenerezza dei sensi.

Il tuo corpo di alabastro,

il suo lento ritrarsi in strisce d’afa

e di nebbia. Sguardi che all’improvviso

diventano maliziosi e la luna,

fioca nel cielo grigio.

 

Veronella - Luglio-Settembre 1975

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BALLERINA  NUDA

Solo Verlaine, solo Verlaine,

in questa sera con la luna in vestaglia,

densa di vapori e sfinimenti, e con il

cielo tutto a strisce.

Pallide lacrime - o sono gocce di

sperma? - fanno dimenticare la notte

e l’attesa.

Lasci piaceri di brina sulle corde

della vita. Tutto un mondo che danza

intorno ai riflessi di piccole luci

tremule.

 

Luglio 1977

 

 

SOLO IN LUNA CALANTE

In via Fontana c’è una chiesetta,

un vecchio pozzo diroccato, alcune

capre. Delle bambine che giocano

sugli alberi, i gigli dentro

le salette. Pentacoli e filtri delle

streghe in fondo agli orti in

salita; una gallina nera. E oltre

i campi di patate cresce la

cicuta.

 

Giugno 1978

TEMI SURREALI

 

A Renè Magritte

 

 

1

Forzieri di luce motteggiano le tue

spirali dentro coppe di ambrate

seduzioni. Una danza di spilli

ha stregato per sempre il mio

cuore. L’orologio della penitenza

graffia e ritorce altri amori.

Mi lasci stremato, sulla schiuma

del sole. E ti disperdi nella

traccia amara del rossetto.

 

Marzo 1980

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2

Fiaccole grigie si incontrano fluide

e senza meta. Gioielli dai tenui

luccichii d’astri. Non mi importa

di conoscere te. Nel vapore lascio

trascorrere i giorni. La noia distende

gli animi, inanellati di tristezza.

Non ho più voglia di uscire e

l’amore mi spaventa. La vita

è fatta di sogni ed io ho scelto

questo.

 

Marzo 1980

 

 

3

I fiori di luna rimangono sterili e

senza forma. Nelle luci spente,

i riflessi dello zinco, del ghiaccio

e dello zaffiro. Trecce

disciolte ricadono sul raso.

Guglie modellate da un tenue

suono di conchiglia. Ci sono

manciate di perle, bianche e

blu, finché un sorriso

cancella ogni cosa.

 

Marzo 1980

4

Candelieri rovesciati giacciono sul

marmo. Il lento ripetersi dei

giorni rinchiude celle piene di

stanchezza. Novità senza

fine, dai richiami freddi e dorati.

Il lavorio dei pensieri cesella

disegni dalle molte prospettive.

Lasciarsi andare, sul rotolio

degli attimi, dentro gusci di

madreperla.

 

Marzo 1980

 

 

 

5

Sulle onde del sogno ritrovo

i palpiti colorati. Lampioncini

di rugiada saltellano ritmici.

Le fronde, come capelli, scoprono

occhi da orchidea. Un olio

di luce bagna tutte le cose,

e la campagna rabbrividisce....

 

Marzo 1980

 

 

6

Le ciliegie celesti rincorrono

l’osservatore. Rapsodie della

brezza mettono in fuga cappotti

e vecchie civette. Il destino

adesso fluttua dai lampadari,

in scherzi color dell’orzo.

Braccialetti e profumo di

saponette. Mentre i bianchi

reggiseni di pizzo, stanno

ad asciugare.

 

Aprile 1980

 

 

 

7

Le foglie di melissa sussurrano

dolci cose. Fresche stagioni dal

profumo di mele. Albe come

limbi lucenti distese su risa

di donne. Specchi bagnati di

pioggia. Fra il cinguettio degli

uccelli passano sfilacci di

cotone, imbevuti di inchiostro.

 

Aprile 1980

 

8

Sono dei sempreverdi in un mare

di coriandoli. Sono catenelle

d’argento rivolte verso il sud...

Gli spiritelli dell’aria accendono

file di gomitoli. Reticelle d’oro

e di velluto racchiudono i

tuoi pensieri. Un millepiedi

d’avorio striscia fra i

rintocchi della mezzanotte.

 

Aprile 1980

 

 

 

9

I campanelli dell’aurora

risvegliano il desiderio. Gioie

e follie scivolano discinte.

La tua nudità ha il candore

di una preghiera. L’ambra

e la seta. Un tocco di

corallo.

 

Aprile 1980

 

 

 

10

È stato per magia che hai

dipinto le tue ciglia. Coroncine

di note corrono sullo zucchero.

Un bacio di lillà. Una gonna; una

piuma. Fiocchi e capricci profumati

alla menta.

 

Aprile 1980

 

 

 

 

 

11

I limoncini di gesso cantano

una ninna-nanna. Della biacca

si versa, punteggiata di distrazioni.

Di notte giocano l’ombra e la

cera. Una chitarra sugli alberi,

dimenticata fra i ventagli.

 

Aprile 1980

 

 

 

 

 

12

Vagina di lusso colorata col

rimmel. Ombretti di cipria.

Lune stanche di andare su e giù.

Seminuda sulla lana e sui

pettini ti fai bella. Passioni

al guinzaglio vanno in punta

dei piedi. Dentro bolle di

insincerità, tra frange di

stelle.

 

Aprile 1980

 

 

 

 

 

13

Un sole ovale fluttua nel

cielo, dolcemente, dolcemente...

Farfalle sono canzoni, rosse

e bianche. Un latte blu

scorre sui tetti dove si ode

un lontano miagolio.

 

Agosto 1980

 

 

 

14

Nubi d’oro e diademi di

cristallo. Stelle bianche

scintillano nel buio della

bellezza. A forma di anelli,

di raggi di luce ed acqua.

O di lunghe, rosee

infiorescenze.

 

Agosto 1981

 

 

 

 

 

15

Viale delle robinie.

Viale profondo di velluto

bianco e verde con cascate

di usignoli. Viale perduto

della vita. Viale di lumi

rossi nelle lanterne del

sole.

 

Maggio 1985

 

ULTIMI VERSI

 

GIRL

Ragazza con le lunghe trecce, che guarda la luna, stesa sull’erba, in gonna bianca. Ragazza che attinge l’acqua dal pozzo; o culla una bambola sotto le stelle. Ragazza che si pettina davanti allo specchio, si dà la cipria o il rossetto. Che legge la fortuna nelle carte o gioca con gli spilli, nascosta dietro le tendine. Ragazza che chiacchiera, ma racchiude i segreti. Ragazza bella e misteriosa.

2011 

 

BAMBINA SOLA

Bambina sempre in casa, che gioca da sola con le bambole; che nei giorni di pioggia sta dietro i vetri della finestra. Visetto smunto, capelli sciolti, a volte con le trecce. Vestitino bianco. In inverno sta seduta dietro la finestra a guardare il tramonto, i passanti, il tempo che fugge, la vita che va...

Giugno 2013

 

CERCO LE MIE DONNE

Nei momenti tristi cerco le mie donne, ma non le trovo più. Esse sono rimaste là, nei pomeriggi delle domeniche  degli anni ’60.

 

Ottobre 2013

 

VITA

 

Anni passati. Anni finiti. Riannodo i fili della vita, gli spezzoni di tempo, le anse morte, i giorni vuoti, le ore spente.

Ritrovo l’eco delle mie azioni, i frammenti dei sogni, i progetti irrealizzati, gli amori lontani.

 

Maggio 2014

 

 

TRAMONTO DI APRILE

 

Un tramonto così tenue, così allusivo. Tinte rosate, come il bocciolo della vita. Una ragazza quindicenne; un preludio all’amore; la vestizione di una sposa; le promesse di carezze e baci che sono ancora da venire...

 

Aprile 2015

 

 

.

 

 

 

PLENILUNIO D’ESTATE

 

Nove ragazze ballano nude attorno a un salice, in campagna. Cantano una nenia antica  e strana.

Una vecchia sta seduta lì vicino, sulla riva del fosso.

Nove ragazze nude ballano e cantano attorno a un salice, a mezzanotte, sotto la luna.

 

Giugno 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Primi   Versi

 

 

 

 

MARZO

 

Adesso che il cielo è

celeste e l’acqua rosa.

Adesso che i cani guaiscono.

Adesso che le luci  tremolano

lontano all’orizzonte.

Adesso che la sera ci giunge

cara. Adesso che le ragazze

fuggono verso il sole e

l’amore.

Adesso è marzo.

 

 Ca del lago marzo 1969

 

 

 
 

 

 

 

 
DICEMBRE

 

Cieli di dicembre: chiare e

nitide distese di gelo.

Terra di dicembre: arida,

arsa, gravida di nebbia.

Notti di dicembre: nere

ed eterne, trafitte dalle

stelle. Donne di dicembre:

vane e languide bellezze,

fasciate dal crepuscolo.

 

Dicembre 1969

 

 

 

 

 

 

DEDICATA  A  UNA  BAMBINA

Piccola Lucia,

prega,

affinché il mondo di dolci promesse,

nel quale ingenuamente confidi,

conosca anche un solo frammento

della tua gioia semplice e serena.

Prega,

affinché l’abisso di male e di iniquità,

non abbia mai a contaminarti.

Prega,

affinché l’amara infezione della

cattiveria, non  dilaghi

ulteriormente sulla terra.

Prega,

affinché non si espanda il dolore.

E,

prega per tutti coloro che soffrono,

per coloro che odiano e che non

sanno più amare.

Prega per gli illusi, per gli

sconfitti nella vita, per quelli

affranti dallo spettro della miseria,

dell’ignoranza, della malattia,

della vecchiaia.

Prega per tutti gli uomini, anche per

coloro che sono felici, o che ti

sembrano tali.

Piccola Lucia!

Prega

affinché il Dio buono e giusto,

che ora invochi, e che è in te,

non muoia, assieme alla tua

giovinezza.

 

Settembre 1969

 

 

 
 
 
APRILE

 

Bianca era la luna.

Bianca fu quella notte

d’aprile. Bianca era

la follia che ci prese.

Bianca era il tuo

nome.

 

Stradina Cabianca- cimitero aprile 1970

 

 
 
 
 
LA CASA ABBANDONATA

 

 

Casa fredda e deserta,

ammantata di funebri silenzi,

intristita dai ricordi di un passato

nebbioso e perduto...

Nei tuoi ovattati recessi,

nelle penombre sepolcrali

delle tue anfrattuosità,

scopro mille nascosti segreti,

sfuggenti, inafferrabili;

porto alla luce i resti di felicità inaudite!

Un sapore di cose amate e perdute,

una sfibrante carezza che evoca

diafani e vellutati chiari di luna,

angosciose vertigini,

languori mortali.

Gelide  penombre,

liquide sensazioni di calore

asfissiante e dolce; profumo

di talami inviolati; fuga di stanze

infinite e vuote.

Casa vuota e silenziosa, talvolta

sembri rabbrividire di

palpiti ineffabili, ma sai

custodire il tuo segreto,

sai sottrarre vita e calore

ai tuoi occasionali

visitatori, sai diffondere

una strana inquietudine.

Tu vivi e soffri, forse, ma

inoltrarsi in te significa

contrarre una segreta malattia,

una febbre incurabile.

Un vorticoso delirio

che spinge all’annientamento,

perché tu sei, avvolta nei veli,

il multiforme fantasma della

voluttà, dell’amore e della morte!

 

Ottobre 1970

 

 

 

 

 

 

 

FEBBRAIO

Bianchi coltelli, su

freddi seni di donna. L’azzurro

del ghiaccio è nei tuoi occhi, e il

funebre gioco di danzatrici nude in

un camposanto. Candore di croci

e di neve. Sussurri di spettri in un

convento: è la tua voce. Oh! Sognare

insieme, accanto al fuoco, guardando

le monachine salire su per la cappa.

Sui tetti, i neri e contorti

comignoli seguitano a fumare, nel

cielo quasi sereno.

 

Febbraio 1971

 

 

LE CASCATE DI LUGLIO

 

Follie! Follie! Follie!

Amo, negli indiavolati pomeriggi dell’estate,

ubriacarmi di sole, nudo, tra il fragore

insopportabile degli alberi, della luce,

del caldo. La natura pulsa ad un

ritmo forsennatamente veloce. L’animo

di distende… quasi non  si avverte

più. Ora c’è il corpo, stremato dalla

fatica e dal sudore, ci sono gli

infuocati orizzonti, i miraggi, gli

angeli e la tortura della sete.

Tutto brucia, tutto arde, si consuma,

si spreca, senza rimpianto, senza

gioia. Rimangono solo i deserti:

ma sono deserti di fiori, bianchi di

luce, e poi ci sono gli orizzonti di

cristallo, ci sono gli angeli, ci

sono…

Luglio 1971

 

L’ALCOVA

 

Incastonata fra i vecchi

stucchi, attorniata da specchi

immensi come cieli tempestosi,

celata nella penombra di damaschi
fruscianti e rigidi broccati, avvolta
nel tenebrore di profumi e di voluttà.

La vecchia stanza chiusa e dolce,

le pareti addobbate di arazzi e di sete,
di quadri osceni, il caminetto ricurvo,
tutto lì dentro è fragile e delicato,
vive e palpita di un respiro ardente.
Presenze vaghe e impalpabili,
popolano i tuoi recessi candidi, nel buio
delle notti. Candelieri sottili,
bruciaprofumi, cristalli di Boemia
e tappeti morbidi.
Le piccole grida, i risolini,
soffocati, i sussurri, i bisbiglii,
dell’amore, le languide carezze.
Tutto vedo e odo intorno a me.
Vecchia alcova!   I profumi
paradisiaci, le promesse, gli attimi
sfuggenti della voluttà. I piaceri supremi
di mille e mille giochi d’amore intessuti
di sofferenza, le lacrime…
Quanti baci, quante frenetiche carezze,

quali abissi di pazzia hai donato

ai tuoi visitatori. Desideri e passioni,

e risacche marine, e silenzi, e cupi laghi,

e ghibli arroventati…

Vecchia alcova ! Che cosa attendi ?

Lasciami fuggire lontano, nelle nebbie

perlacee,fammi provare i deliri

dell’amore, perdimi per sempre negli

angelici e tormentati giardini

della voluttà.

 

Ottobre 1971

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA RIVOLTA

 

Società: Re, Ciabattini,

Principi, Papi, Prostitute,

Tiranni, Despoti, Barbieri, Ladri,

Becchini, Dottori, Astronauti,

Soldati, Pederasti, Poeti, Alienati,

Dei, Innamorati, Giudici, Carnefici…

Società! Amo la società.

Amo il disordine, l’incoerenza, il

caos. Vedo il caos regnare ovunque,

nell’universo e nel mio cuore.

Amo la stupidità, la brutalità,

la pietra, il vuoto, il dolore,

la morte, il destino, il caso,

il nulla.

 

 Inverno 1971 1972

 

 

FRATELLANZA

 

Mi rivolgo a te, negro, carcerato,

disadattato, hippy. Non ti parlerò di

religione. So che soffri! Sono

impotente, debole, non posso fare niente

per te. Fratello! Le mie mani sono

vuote. Se sei malato, non ti guarirò,

se ti dibatti nella miseria, nell’ingiustizia…

Non ti parlerò d’amore, perché

l’amore non ha senso se non c’è qualcuno

che dona, ed io non ho nulla da darti.

Non ti parlerò di Dio. Troppi Dei

crudeli hanno preteso tributi

elevatissimi dall’umanità.

Non esiste la giustizia.

Uomo! Non credere alle promesse

degli uomini. Non credere alle

mie parole.

 

 Inverno  primavera 1971 1972 

 

 

 

LA  NOTTE  DEI  FANTASMI

 

Alberi scheletrici oscillano

nel vento, sotto la luna.

I rumori di un vecchio ciabattino al

lavoro, si odono distintamente  provenire

lontano, dai campi lugubri; e strane

grida di bambini che si rincorrono

giocando; e i sussurrati singhiozzi

di un’innamorata che soffre, in

compagnia dei ricordi.

Nessuno!  La notte è gelida.

Il vento cigola, ciangotta, spazza

i sentieri morti dei campi. Gli

uccelli tacciono. Solo gli alberi

scheletrici dondolano nel vento,

sotto la luna.

 

Cabianca     Inverno 1971 1972

 

 

 

 

NEL  BOUDOIR

 

Profumo  di femmina e di

sperma si spande in questa notte

cupa. Nel caldo riverbero di una

stanza, chiusa da cortine di densi

effluvi, nelle tue umide mollezze, nel

candore delle tue delicate sinuosità,

si spegne la mia sete, si sciolgono le

mie forze.

 

 Marzo 1972

 

 

 

 

LA CADUTA DEI PETALI

 

Lieve armonia di profumi,

nella dolcezza del mattino.

Ricordi che cadono: nivei splendori.

Lunghe carezze di amanti assenti,

i loro sospiri profondi ancora

una volta intorno a me. E gli

inganni, i giuramenti… i baci

spossanti. Il vento li porta con sé,

sull’erba, nell’acqua, più

lontano ancora. Bianchi petali.

Giovinezza che fuggi, lontano da me.

 

Aprile 1972

 

 

 

 

 

 

PAROLE  D’AMORE

 

Parole come perle, che

cadono nel latte. Nel giardino

abbandonato, fruscii di veli e

smorti luccichii rosa e verdastri.

Fantasmi lievi passano fuggenti e silenziosi,

come sfilacci di sogno che vanno alla

deriva. Le note flebili di violini

evanescenti, nella sera di aprile.

La seta di giuramenti insinceri.

Lo sfarfallio di mille e mille

promesse fatte di vuoto.

Su tutto, i chiaroscuri

del crepuscolo.

 

Aprile 1972

 

 

PRIMAVERA

 

Fata di luce.

Mistica filosofia dell’Oriente.

Scintillio di seta e di gemme.

Diafano indumento di una vergine.

Primavera. Coro di grazia.

Primavera. Frutto di giada.

Profumo di cristallo.

Primavera. Fulgida cornice,

per lo specchio dell’amore.

 

Maggio 1972

 

 

VAGABONDO

 

Oh! Lasciatemi la libertà

di queste sere di Maggio.

Il profumo di fiori e di baci

dei suoi lunghi crepuscoli.

La carezza tiepida e sognante

del vento. Le lacrime melodiose,

di una stella nel cielo.

 

Strada rossa Maggio 1972

 

 

 

 

TAM  TAM

 

Amo la mia Loretta, quando

piange, quando prega o dice parole

d’amore. L’amo mentre piscia,

caca e quando si masturba.

Tu puoi fingere, mentire, tradire.

Puoi maledire, bestemmiare.

Implorante perdono o ebbra di collera.

Pura o viziata. Loretta, Loretta.

Per te diventerò incantatore di

serpenti o poeta. Per te leggerò

le stelle, esorcizzerò i fantasmi,

darò vita alle chimere.

 

Giugno 1972

 

 

 

 

I RITI DELLA LUNA CALANTE

 

I pastori caldei,

gli astrologi medievali, gli amanti

furtivi, i poeti maledetti…

Quanti occhi, ora spenti, in un

punto dell’eternità si sono alzati

per contemplarvi, Astri, sprofondati
negli abissi del cielo notturno.

E in questo vi è tutto l’anelito

della Vita di comprendere se stessa,
lo stupore dinnanzi ai millenni,
il rimpianto dell’esistenza che fugge,
il ribrezzo della morte, il grido
del poeta per esprimere l’inesprimibile.

Bassa sui covoni di fieno sorge

la luna calante: una luce pesante,
apocalittica si diffonde sui campi
bui, si specchia nelle pozzanghere,
rivela i resti di un antico falò.

Nella notte estiva chiusa e

umida, vanno anche i miei pensieri,

i mille interrogativi sulla vita;

il rapimento di fronte al fluire

dei millenni; il timore di non

essere che un attimo, una nota,

nella turbinosa canzone dell’eternità;

il grido del poeta per esprimere

l’inesprimibile.

 

Luglio Agosto 1972

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ESPERIMENTO  ARTISTICO

 

Poter essere rondine,

roccia, astro o fiore. Poter

sperimentare il cosmo con

radici, tentacoli, orbite, ali.

Poter essere nebbia sospesa sui campi,

acqua vorticosa del fiume, o questa

bambola spezzata portata dalla

corrente. O questo sole morente

d’autunno, così scialbo, così triste.

O quel pescatore grigio sull’isolotto

di sabbia.

Poter essere campanile, profumo

di bosco, sospiro di donna,

lucignolo di candela, sera

settembrina…

 

6 Settembre 1972

 

 
 
 
 
QUADRI D’AUTUNNO

 

Nell’ansa di un corso d’acqua si

duplica la magica monotonia

dell’autunno. Scenari policromi,

in lente sequenze, sotto cieli grigi.

Una bruma vaga, nella lontananza,

sfuma e offusca i contorni delle

cose: alberi, selciati, comignoli,

fontane, licheni, fienili.

L’acqua ristagna sui campi scialbi,

dove i colori diluiscono…

 

0ttobre 1972

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sergio Bissoli scrittore bibliofilo regista

 

NOTTURNE CAREZZE.

VARIAZIONI D’AMORE.

TEMI SURREALI.

Da: PRIMI VERSI

Tre brevi raccolte di liriche: decadenti; simboliste; surreali. Il distillato di una vita dedicata alla Poesia.

 

Su Youtube 1000 video al canale Sergio Bissoli

 

Ultima revisione Settembre 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessun commento: