SERGIO BISSOLI
NOTTURNE CAREZZE
Copyright by Bissoli Sergio
INDICE
NOTTURNE CAREZZE
VARIAZIONI D’AMORE
TEMI SURREALI
Ultimi Versi
Da: PRIMI VERSI
NOTTURNE CAREZZE
Vita da bohemien, vita splendida e terribile
IN UN SUSSURRO
Ti dedico questa notte verlainiana,
densa di umidità e degli effluvi dei
fiori. Vieni, sogneremo insieme fra
i flutti di tenebre dei boschi.
Laggiù, nei campi, conosco padiglioni
violacei, laminati d’argento e di
silenzio. Vieni. Raccoglieremo le dolci
promesse della notte di luna, la
malinconica poesia; e, nel suo
incantesimo, celeremo i nostri segreti.
Insieme, fra le tende turchine
di velluto, dalla magica
opalescenza...
Venerdì 16 Marzo 1973
PREDILEZIONI
Il giallo e il nero, la lettera
“D”, le notti di luna, i lunghi
capelli... Oh, queste cose,
quanto mi sono care!
I libri di magia, i poeti
maledetti, un vecchio camino e
tutti i fiori bianchi.
Aprile 1973
BREZZA DI PRIMAVERA
Ricordi, ricordi. Lieve cortina tesa
su sensazioni delicate, su giochi
d’ombra. Corolle chiuse. Pensieri
intimi, e un sole quasi celeste
al tramonto. Nella quiete della sera
talvolta amo fermarmi per ricordare...
Gli istanti perduti. Le foglioline
preziose dal profumo dimenticato.
Strada rossa Aprile 1973
FIORI DI MAGGIO
Fiori di maggio. Chi mai scriverà le vostre
segrete corrispondenze. Bianchi grappoli della
robinia, dal profumo lascivo. Languore
di coppe che traboccano, di essenze inutilmente
versate. Mistico papavero. Nella voluttà
c’è liberazione che porta alla trascendenza.
Capolini di camomilla bianchi e gialli.
Riposante frescura di un’erboristeria da
convento. Pace di un amore coniugale.
L’ombra dei pergolati nell’afa
pomeridiana. Vaghe ninfee. Fiore
dell’oblio, dei sentimenti perduti. Nei
paradisi di tenebre splende la tua astrale
bellezza. Fiore delle vertigini, o forse,
degli assurdi arabeschi del destino.
Gelsomino dal profumo notturno.
Il lusso. Le supplichevoli carezze di
amanti assenti. I lunghi attimi della
solitudine dopo le fantasie dell’amore.
Cara e dolce immagine, nella malinconia
della sera.
Maggio 1973
SERE DI GIUGNO
Vorrei piangere sul profumo di un
fiore. Vorrei piangere, nella brezza
di questo viale, fra le ombre che
accarezzano. In questo lungo
viale dei tigli, grigio e smorto nella
sera. Con una mezzaluna che sfuma
nel cielo del crepuscolo. E con
delle ragazze bionde che ridono in
lontananza, surreali, irraggiungibili.
Non serve chiedersi il perché.
Vorrei solo una musica dolce per
consolare il cuore che si è illuso,
per rendere meno acuto il bisogno
d’amore. Basta così poco. Basta
una sera come questa, nella quale
non si sa più dove finisce il passato
e incomincia il presente, dove incomincia
il sogno e finisce la realtà.
Minerbe - Giugno 1973
SERE DI LUGLIO
Strani accordi sulle tastiere della
bellezza. Celeste e rosa. E nero.
Silenzi come preludi. Alberi
color del fumo, all’orizzonte.
Una sensazione di vastità,
di purezza. Ecco la sera, dai vuoti
silenzi e dai colori dolcissimi.
Mistici acquerelli. I campi di
orzo e di grano scoloriscono.
Il posto delle lucciole, nella pianura,
attende me...
Via Guanti - Luglio 1973
NOTTURNO
Una piazza deserta, di notte.
È come camminare in un sogno che
si ripete.... C’è il vento freddo
che sussurra parole proibite. E c’è
la presenza furtiva dei gatti e delle
ombre stregate. Gli edifici, con
le imposte chiuse e la loro architettura
bizzarra, appaiono distorti,
remoti. In uno di essi qualcuno
veglia perché crede in me. O forse
no. Chissà. Una lunga fila
di lumi giallastri che oscillano
sperduti tra le fronde degli alberi,
nei viali bui. Le pozzanghere
sul selciato, luccicano
tristemente.
Minerbe - Luglio 1973
DIPINTO
Un laghetto di campagna, poco profondo,
affollato di erbe. Il verde smeraldo
predomina: negli alti ciuffi di canne
e nella lente acquatica. Si liquefa
complicandosi nella superficie
scura dell’acqua. La scena ha
la fissità dell’irreale. Non c’è
vento. I piccoli fiori bianchi e gialli
lungo il pendio delle rive sono immobili.
E così è per i due carri senza sponde
lontano, sulla destra, per il sole
arancione oltre le fronde degli alberi
nel bosco vicino. Una cascatella
anima il paesaggio con un gorgoglio
sempre uguale. Intorno, la piatta
immobilità della campagna che tocca
il cielo di madreperla. Non sembra
esserci niente di vero. Proprio come
in un quadro sbiadito, appeso al
muro.
Ca’ del lago - Agosto 1973
MAYA
Lettere come stelle. Sillabe come nebbia
lieve o giochi di luna tra i rami.
Vorrei che le mie parole fossero carezze,
e sospiri, e baci.... In questa notte
che intreccia finzioni e profumi, cara,
dimmi solo bugie. A bassa voce ti
seguirò nel più labile di tutti i
paradisi, là dove ogni cosa è illusione,
dove gli ori e le gemme sono di cenere
e dove i sentimenti e le gioie non sono
altro che inganno e frode.
Sarò un capriccio segnato nella
linea del destino, sulla tua mano
bianca. Sarai l’amore, perché l’amore
è anche parole. Nelle chiuse
intimità della notte, a volte, solo
il vento accenna ai sogni degli
amanti smarriti.
Agosto-Settembre 1973
LUCE D’AUTUNNO
Il luppolo in archi pendenti, e il
rosso vermiglio delle bacche, nella
giornata chiara. La strana simmetria
dei funghi. Amo questo paesaggio lento,
settembrino, intriso d’acqua,
screziato di giallo. Ciuffi rossastri
di saggina fra le colture secche
del mais. Il perenne oscillare delle
tife, negli stagni quieti.
Colonnelli (Angiari) - Settembre 1973
ARABESCHI
I piccoli paesi di campagna sono
affascinanti nelle sere d’estate.
La brezza tiepida porta profumi,
e un nome fatidico di donna... Anna...
Le strade semideserte sono piene
di segreti. Ma a volte, una semplice
finestra illuminata basta per
rivelare l’agitarsi incessante
delle passioni, sotto la superficie
della routine.
Qui, i sentimenti si infrangono
in mille diverse verità.
Qui, uno sguardo nel buio o un
gesto, svelano complessi giochi
d’amore, o l’esistenza di sofferenze
e piaceri, soffocati dal silenzio.
Morubio - Maggio 1974
NOSTALGIA
I luccichii delle gemme.
Tintinnii. Un sorriso che
non so comprendere suscita ricordi
indistinti e nostalgici.
In lente oscillazioni va
componendosi e scomponendosi
un paesaggio troppo amato.
Il profumo dei gelsomini accresce
l’irrealtà della notte,
dilatandola in una sospensione
di attesa.
Luglio 1974
BREVE INCONTRO
Annamaria, questo amore improvviso
d’autunno, non avrà risposta.
Domani si scioglierà nei cieli
grigi alla ricerca del calore
portato via dalla pioggia.
Nel silenzio di questo attimo
la tua bellezza si rivela languida.
Lo sguardo che fugge nella
campagna infinita rende più
misteriosi gli occhi. Le tue parole
nella brezza fredda, hanno
un tono sommesso, come di
un cuore che piange. E nei
colori evanescenti e fluidi si specchia
il tuo volto leggermente triste,
ma così, sembri ancora più pallida.
Settembre 1974
VISIONE
Dai campi di stoppie, soffia
un vento gelido per disperdere
i sogni d’amore. E quegli
alberi, paiono lavori di traforo
sullo sfondo del cielo. Poi,
fra i cardi passa una donna
bionda. La sua bellezza è
assoluta, senza confini. Ha una
dolcezza fredda, il languore e
l’indifferenza di una dea.
I fiori del topinambo si piegano
sui lunghi steli, e la visione
si stempera nel giallo.
Strada rossa Fine settembre 1974
CREPUSCOLO
Là è la notte. La notte viola,
la notte immensa.
I colori tumultuosi del tramonto
a poco a poco sbiadiscono in una
trasparenza giallognola.
Ombre fuggono come sogni.
I rami degli alberi si distinguono
nudi e neri, controluce.
Via guanti - 19 Novembre 1974
INVERNO
Vortici di bellezza discendo,
in questa sera fredda.
Il paese appare sognante nella luce
rossastra. Le vecchie mura merlate
ostentano lapidi e uno stemma
coronato.
Una ragazza sola, dalla sua finestra
contempla questo ristagno di quiete.
Io cammino lentamente, seguendo
i lampioni ancora spenti, verso la
grande distesa dei campi, in fondo
alla via.
Veronella - Dicembre 1974
VARIAZIONI D’AMORE
SOGNO D’AMORE
Giorni di noia, giorni di sale,
giorni di inchiostro, giorni di sabbia...
Attimi, avvolti nella foschia
violetta versano, ad ogni tuo sospiro,
nel profumo del calicanto, questo
stupito piacere. Impalpabili
cortine di rugiada e cenere formano
cerchi chiusi. Il sapore di questi
momenti è quello dell’erba e
dell’acqua, a primavera, sotto un
cielo d’argento annerito.
È un inutile illudersi, è un
leggero fruscio di veli all’orizzonte,
prima della caduta della pioggia.
Ca’ del lago - 3 Marzo 1975
PASSEGGIANDO
Un filo di perle sulla lana
bianca sono la cantilena dei
tuoi “no”. Sotto la dolce
pioggia ogni tuo sorriso svela e
fa dimenticare la solitudine di
questo pomeriggio intorno a
noi. I lumi sussurrano, il cielo
si oscura di tende e si cinge di un
anello di fuoco. Dietro le persiane
chiuse, le carezze e gli sguardi.
Nella pioggia, in questa dolce
pioggia la ricerca di te non ha
mai fine.
Veronella - 20 Marzo 1975
COLPO DI SOLE
Apparenze curvilinee.
Flessuosa promessa d’ambra e di
schiuma, bionda, bianca, viola.
La profondità della notte ritaglia
contorni luminosi, come una
nube di innumerevoli fiori. E dopo
i fiori, le confidenze.
La lieve ondulazione dei tuoi
gesti, che si scopre nel preziosismo
delle seduzioni e dei rimpianti.
Aprile 1975
UN ALTRO POCO
Fiotti di luce rosa.
Dopo di te, le immagini levitano
nell’irrealtà del ricordo.
Profumi vaghi e la lontananza
in questo indugio serale nella
dolcezza. Sospirati accenni e
sorrisi. Il silenzio ancora tremola
del vellutato fruscio dei tuoi
sogni.
Veronella - Maggio 1975
DA SOLO
La sera che verrò da te
sarà una sera come questa. Con il
sole al tramonto mi metterò in
viaggio e nella bellezza indefinibile
l’aria avrà il tepore dei desideri.
I boschi, le messi. Dei fiori rosa
sull’acqua verde. Con il cielo color
perla ti cercherò. Per le strade
ingannevoli del crepuscolo; nei
volti che la poca luce fa travisare.
L’oscurità, sotto i vecchi
alberi del parco, sarà percorsa da
fremiti come di vita.
Ca’ del lago - Luglio 1975
SENTIMENTI
Tendine bianche che il vento
solleva fuori dalle finestre nella
notte d’estate. Tenerezza dei sensi.
Il tuo corpo di alabastro,
il suo lento ritrarsi in strisce d’afa
e di nebbia. Sguardi che all’improvviso
diventano maliziosi e la luna,
fioca nel cielo grigio.
Veronella - Luglio-Settembre 1975
BALLERINA NUDA
Solo Verlaine, solo Verlaine,
in questa sera con la luna in vestaglia,
densa di vapori e sfinimenti, e con il
cielo tutto a strisce.
Pallide lacrime - o sono gocce di
sperma? - fanno dimenticare la notte
e l’attesa.
Lasci piaceri di brina sulle corde
della vita. Tutto un mondo che danza
intorno ai riflessi di piccole luci
tremule.
Luglio 1977
SOLO IN LUNA CALANTE
In via Fontana c’è una chiesetta,
un vecchio pozzo diroccato, alcune
capre. Delle bambine che giocano
sugli alberi, i gigli dentro
le salette. Pentacoli e filtri delle
streghe in fondo agli orti in
salita; una gallina nera. E oltre
i campi di patate cresce la
cicuta.
Giugno 1978
TEMI SURREALI
A Renè Magritte
1
Forzieri di luce motteggiano le tue
spirali dentro coppe di ambrate
seduzioni. Una danza di spilli
ha stregato per sempre il mio
cuore. L’orologio della penitenza
graffia e ritorce altri amori.
Mi lasci stremato, sulla schiuma
del sole. E ti disperdi nella
traccia amara del rossetto.
Marzo 1980
2
Fiaccole grigie si incontrano fluide
e senza meta. Gioielli dai tenui
luccichii d’astri. Non mi importa
di conoscere te. Nel vapore lascio
trascorrere i giorni. La noia distende
gli animi, inanellati di tristezza.
Non ho più voglia di uscire e
l’amore mi spaventa. La vita
è fatta di sogni ed io ho scelto
questo.
Marzo 1980
3
I fiori di luna rimangono sterili e
senza forma. Nelle luci spente,
i riflessi dello zinco, del ghiaccio
e dello zaffiro. Trecce
disciolte ricadono sul raso.
Guglie modellate da un tenue
suono di conchiglia. Ci sono
manciate di perle, bianche e
blu, finché un sorriso
cancella ogni cosa.
Marzo 1980
4
Candelieri rovesciati giacciono sul
marmo. Il lento ripetersi dei
giorni rinchiude celle piene di
stanchezza. Novità senza
fine, dai richiami freddi e dorati.
Il lavorio dei pensieri cesella
disegni dalle molte prospettive.
Lasciarsi andare, sul rotolio
degli attimi, dentro gusci di
madreperla.
Marzo 1980
5
Sulle onde del sogno ritrovo
i palpiti colorati. Lampioncini
di rugiada saltellano ritmici.
Le fronde, come capelli, scoprono
occhi da orchidea. Un olio
di luce bagna tutte le cose,
e la campagna rabbrividisce....
Marzo 1980
6
Le ciliegie celesti rincorrono
l’osservatore. Rapsodie della
brezza mettono in fuga cappotti
e vecchie civette. Il destino
adesso fluttua dai lampadari,
in scherzi color dell’orzo.
Braccialetti e profumo di
saponette. Mentre i bianchi
reggiseni di pizzo, stanno
ad asciugare.
Aprile 1980
7
Le foglie di melissa sussurrano
dolci cose. Fresche stagioni dal
profumo di mele. Albe come
limbi lucenti distese su risa
di donne. Specchi bagnati di
pioggia. Fra il cinguettio degli
uccelli passano sfilacci di
cotone, imbevuti di inchiostro.
Aprile 1980
8
Sono dei sempreverdi in un mare
di coriandoli. Sono catenelle
d’argento rivolte verso il sud...
Gli spiritelli dell’aria accendono
file di gomitoli. Reticelle d’oro
e di velluto racchiudono i
tuoi pensieri. Un millepiedi
d’avorio striscia fra i
rintocchi della mezzanotte.
Aprile 1980
9
I campanelli dell’aurora
risvegliano il desiderio. Gioie
e follie scivolano discinte.
La tua nudità ha il candore
di una preghiera. L’ambra
e la seta. Un tocco di
corallo.
Aprile 1980
10
È stato per magia che hai
dipinto le tue ciglia. Coroncine
di note corrono sullo zucchero.
Un bacio di lillà. Una gonna; una
piuma. Fiocchi e capricci profumati
alla menta.
Aprile 1980
11
I limoncini di gesso cantano
una ninna-nanna. Della biacca
si versa, punteggiata di distrazioni.
Di notte giocano l’ombra e la
cera. Una chitarra sugli alberi,
dimenticata fra i ventagli.
Aprile 1980
12
Vagina di lusso colorata col
rimmel. Ombretti di cipria.
Lune stanche di andare su e giù.
Seminuda sulla lana e sui
pettini ti fai bella. Passioni
al guinzaglio vanno in punta
dei piedi. Dentro bolle di
insincerità, tra frange di
stelle.
Aprile 1980
13
Un sole ovale fluttua nel
cielo, dolcemente, dolcemente...
Farfalle sono canzoni, rosse
e bianche. Un latte blu
scorre sui tetti dove si ode
un lontano miagolio.
Agosto 1980
14
Nubi d’oro e diademi di
cristallo. Stelle bianche
scintillano nel buio della
bellezza. A forma di anelli,
di raggi di luce ed acqua.
O di lunghe, rosee
infiorescenze.
Agosto 1981
15
Viale delle robinie.
Viale profondo di velluto
bianco e verde con cascate
di usignoli. Viale perduto
della vita. Viale di lumi
rossi nelle lanterne del
sole.
Maggio 1985
ULTIMI VERSI
GIRL
Ragazza con le lunghe trecce, che guarda la luna, stesa sull’erba, in gonna bianca. Ragazza che attinge l’acqua dal pozzo; o culla una bambola sotto le stelle. Ragazza che si pettina davanti allo specchio, si dà la cipria o il rossetto. Che legge la fortuna nelle carte o gioca con gli spilli, nascosta dietro le tendine. Ragazza che chiacchiera, ma racchiude i segreti. Ragazza bella e misteriosa.
2011
BAMBINA SOLA
Bambina sempre in casa, che gioca da sola con le bambole; che nei giorni di pioggia sta dietro i vetri della finestra. Visetto smunto, capelli sciolti, a volte con le trecce. Vestitino bianco. In inverno sta seduta dietro la finestra a guardare il tramonto, i passanti, il tempo che fugge, la vita che va...
Giugno 2013
CERCO LE MIE DONNE
Nei momenti tristi cerco le mie donne, ma non le trovo più. Esse sono rimaste là, nei pomeriggi delle domeniche degli anni ’60.
Ottobre 2013
VITA
Anni passati. Anni finiti. Riannodo i fili della vita, gli spezzoni di tempo, le anse morte, i giorni vuoti, le ore spente.
Ritrovo l’eco delle mie azioni, i frammenti dei sogni, i progetti irrealizzati, gli amori lontani.
Maggio 2014
TRAMONTO DI APRILE
Un tramonto così tenue, così allusivo. Tinte rosate, come il bocciolo della vita. Una ragazza quindicenne; un preludio all’amore; la vestizione di una sposa; le promesse di carezze e baci che sono ancora da venire...
Aprile 2015
.
PLENILUNIO D’ESTATE
Nove ragazze ballano nude attorno a un salice, in campagna. Cantano una nenia antica e strana.
Una vecchia sta seduta lì vicino, sulla riva del fosso.
Nove ragazze nude ballano e cantano attorno a un salice, a mezzanotte, sotto la luna.
Giugno 2015
Da Primi Versi
MARZO
Adesso che il cielo è
celeste e l’acqua rosa.
Adesso che i cani guaiscono.
Adesso che le luci tremolano
lontano all’orizzonte.
Adesso che la sera ci giunge
cara. Adesso che le ragazze
fuggono verso il sole e
l’amore.
Adesso è marzo.
Ca del lago marzo 1969
DICEMBRE
Cieli di dicembre: chiare e
nitide distese di gelo.
Terra di dicembre: arida,
arsa, gravida di nebbia.
Notti di dicembre: nere
ed eterne, trafitte dalle
stelle. Donne di dicembre:
vane e languide bellezze,
fasciate dal crepuscolo.
Dicembre 1969
DEDICATA A UNA BAMBINA
Piccola Lucia,
prega,
affinché il mondo di dolci promesse,
nel quale ingenuamente confidi,
conosca anche un solo frammento
della tua gioia semplice e serena.
Prega,
affinché l’abisso di male e di iniquità,
non abbia mai a contaminarti.
Prega,
affinché l’amara infezione della
cattiveria, non dilaghi
ulteriormente sulla terra.
Prega,
affinché non si espanda il dolore.
E,
prega per tutti coloro che soffrono,
per coloro che odiano e che non
sanno più amare.
Prega per gli illusi, per gli
sconfitti nella vita, per quelli
affranti dallo spettro della miseria,
dell’ignoranza, della malattia,
della vecchiaia.
Prega per tutti gli uomini, anche per
coloro che sono felici, o che ti
sembrano tali.
Piccola Lucia!
Prega
affinché il Dio buono e giusto,
che ora invochi, e che è in te,
non muoia, assieme alla tua
giovinezza.
Settembre 1969
APRILE
Bianca era la luna.
Bianca fu quella notte
d’aprile. Bianca era
la follia che ci prese.
Bianca era il tuo
nome.
Stradina Cabianca- cimitero aprile 1970
LA CASA ABBANDONATA
Casa fredda e deserta,
ammantata di funebri silenzi,
intristita dai ricordi di un passato
nebbioso e perduto...
Nei tuoi ovattati recessi,
nelle penombre sepolcrali
delle tue anfrattuosità,
scopro mille nascosti segreti,
sfuggenti, inafferrabili;
porto alla luce i resti di felicità inaudite!
Un sapore di cose amate e perdute,
una sfibrante carezza che evoca
diafani e vellutati chiari di luna,
angosciose vertigini,
languori mortali.
Gelide penombre,
liquide sensazioni di calore
asfissiante e dolce; profumo
di talami inviolati; fuga di stanze
infinite e vuote.
Casa vuota e silenziosa, talvolta
sembri rabbrividire di
palpiti ineffabili, ma sai
custodire il tuo segreto,
sai sottrarre vita e calore
ai tuoi occasionali
visitatori, sai diffondere
una strana inquietudine.
Tu vivi e soffri, forse, ma
inoltrarsi in te significa
contrarre una segreta malattia,
una febbre incurabile.
Un vorticoso delirio
che spinge all’annientamento,
perché tu sei, avvolta nei veli,
il multiforme fantasma della
voluttà, dell’amore e della morte!
Ottobre 1970
FEBBRAIO
Bianchi coltelli, su
freddi seni di donna. L’azzurro
del ghiaccio è nei tuoi occhi, e il
funebre gioco di danzatrici nude in
un camposanto. Candore di croci
e di neve. Sussurri di spettri in un
convento: è la tua voce. Oh! Sognare
insieme, accanto al fuoco, guardando
le monachine salire su per la cappa.
Sui tetti, i neri e contorti
comignoli seguitano a fumare, nel
cielo quasi sereno.
Febbraio 1971
LE CASCATE DI LUGLIO
Follie! Follie! Follie!
Amo, negli indiavolati pomeriggi dell’estate,
ubriacarmi di sole, nudo, tra il fragore
insopportabile degli alberi, della luce,
del caldo. La natura pulsa ad un
ritmo forsennatamente veloce. L’animo
di distende… quasi non si avverte
più. Ora c’è il corpo, stremato dalla
fatica e dal sudore, ci sono gli
infuocati orizzonti, i miraggi, gli
angeli e la tortura della sete.
Tutto brucia, tutto arde, si consuma,
si spreca, senza rimpianto, senza
gioia. Rimangono solo i deserti:
ma sono deserti di fiori, bianchi di
luce, e poi ci sono gli orizzonti di
cristallo, ci sono gli angeli, ci
sono…
Luglio 1971
L’ALCOVA
Incastonata fra i vecchi
stucchi, attorniata da specchi
immensi come cieli tempestosi,
celata nella penombra di damaschi
fruscianti e rigidi broccati, avvolta
nel tenebrore di profumi e di voluttà.
La vecchia stanza chiusa e dolce,
le pareti addobbate di arazzi e di sete,
di quadri osceni, il caminetto ricurvo,
tutto lì dentro è fragile e delicato,
vive e palpita di un respiro ardente.
Presenze vaghe e impalpabili,
popolano i tuoi recessi candidi, nel buio
delle notti. Candelieri sottili,
bruciaprofumi, cristalli di Boemia
e tappeti morbidi.
Le piccole grida, i risolini,
soffocati, i sussurri, i bisbiglii,
dell’amore, le languide carezze.
Tutto vedo e odo intorno a me.
Vecchia alcova! I profumi
paradisiaci, le promesse, gli attimi
sfuggenti della voluttà. I piaceri supremi
di mille e mille giochi d’amore intessuti
di sofferenza, le lacrime…
Quanti baci, quante frenetiche carezze,
quali abissi di pazzia hai donato
ai tuoi visitatori. Desideri e passioni,
e risacche marine, e silenzi, e cupi laghi,
e ghibli arroventati…
Vecchia alcova ! Che cosa attendi ?
Lasciami fuggire lontano, nelle nebbie
perlacee,fammi provare i deliri
dell’amore, perdimi per sempre negli
angelici e tormentati giardini
della voluttà.
Ottobre 1971
LA RIVOLTA
Società: Re, Ciabattini,
Principi, Papi, Prostitute,
Tiranni, Despoti, Barbieri, Ladri,
Becchini, Dottori, Astronauti,
Soldati, Pederasti, Poeti, Alienati,
Dei, Innamorati, Giudici, Carnefici…
Società! Amo la società.
Amo il disordine, l’incoerenza, il
caos. Vedo il caos regnare ovunque,
nell’universo e nel mio cuore.
Amo la stupidità, la brutalità,
la pietra, il vuoto, il dolore,
la morte, il destino, il caso,
il nulla.
Inverno 1971 1972
FRATELLANZA
Mi rivolgo a te, negro, carcerato,
disadattato, hippy. Non ti parlerò di
religione. So che soffri! Sono
impotente, debole, non posso fare niente
per te. Fratello! Le mie mani sono
vuote. Se sei malato, non ti guarirò,
se ti dibatti nella miseria, nell’ingiustizia…
Non ti parlerò d’amore, perché
l’amore non ha senso se non c’è qualcuno
che dona, ed io non ho nulla da darti.
Non ti parlerò di Dio. Troppi Dei
crudeli hanno preteso tributi
elevatissimi dall’umanità.
Non esiste la giustizia.
Uomo! Non credere alle promesse
degli uomini. Non credere alle
mie parole.
Inverno primavera 1971 1972
LA NOTTE DEI FANTASMI
Alberi scheletrici oscillano
nel vento, sotto la luna.
I rumori di un vecchio ciabattino al
lavoro, si odono distintamente provenire
lontano, dai campi lugubri; e strane
grida di bambini che si rincorrono
giocando; e i sussurrati singhiozzi
di un’innamorata che soffre, in
compagnia dei ricordi.
Nessuno! La notte è gelida.
Il vento cigola, ciangotta, spazza
i sentieri morti dei campi. Gli
uccelli tacciono. Solo gli alberi
scheletrici dondolano nel vento,
sotto la luna.
Cabianca Inverno 1971 1972
NEL BOUDOIR
Profumo di femmina e di
sperma si spande in questa notte
cupa. Nel caldo riverbero di una
stanza, chiusa da cortine di densi
effluvi, nelle tue umide mollezze, nel
candore delle tue delicate sinuosità,
si spegne la mia sete, si sciolgono le
mie forze.
Marzo 1972
LA CADUTA DEI PETALI
Lieve armonia di profumi,
nella dolcezza del mattino.
Ricordi che cadono: nivei splendori.
Lunghe carezze di amanti assenti,
i loro sospiri profondi ancora
una volta intorno a me. E gli
inganni, i giuramenti… i baci
spossanti. Il vento li porta con sé,
sull’erba, nell’acqua, più
lontano ancora. Bianchi petali.
Giovinezza che fuggi, lontano da me.
Aprile 1972
PAROLE D’AMORE
Parole come perle, che
cadono nel latte. Nel giardino
abbandonato, fruscii di veli e
smorti luccichii rosa e verdastri.
Fantasmi lievi passano fuggenti e silenziosi,
come sfilacci di sogno che vanno alla
deriva. Le note flebili di violini
evanescenti, nella sera di aprile.
La seta di giuramenti insinceri.
Lo sfarfallio di mille e mille
promesse fatte di vuoto.
Su tutto, i chiaroscuri
del crepuscolo.
Aprile 1972
PRIMAVERA
Fata di luce.
Mistica filosofia dell’Oriente.
Scintillio di seta e di gemme.
Diafano indumento di una vergine.
Primavera. Coro di grazia.
Primavera. Frutto di giada.
Profumo di cristallo.
Primavera. Fulgida cornice,
per lo specchio dell’amore.
Maggio 1972
VAGABONDO
Oh! Lasciatemi la libertà
di queste sere di Maggio.
Il profumo di fiori e di baci
dei suoi lunghi crepuscoli.
La carezza tiepida e sognante
del vento. Le lacrime melodiose,
di una stella nel cielo.
Strada rossa Maggio 1972
TAM TAM
Amo la mia Loretta, quando
piange, quando prega o dice parole
d’amore. L’amo mentre piscia,
caca e quando si masturba.
Tu puoi fingere, mentire, tradire.
Puoi maledire, bestemmiare.
Implorante perdono o ebbra di collera.
Pura o viziata. Loretta, Loretta.
Per te diventerò incantatore di
serpenti o poeta. Per te leggerò
le stelle, esorcizzerò i fantasmi,
darò vita alle chimere.
Giugno 1972
I RITI DELLA LUNA CALANTE
I pastori caldei,
gli astrologi medievali, gli amanti
furtivi, i poeti maledetti…
Quanti occhi, ora spenti, in un
punto dell’eternità si sono alzati
per contemplarvi, Astri, sprofondati
negli abissi del cielo notturno.
E in questo vi è tutto l’anelito
della Vita di comprendere se stessa,
lo stupore dinnanzi ai millenni,
il rimpianto dell’esistenza che fugge,
il ribrezzo della morte, il grido
del poeta per esprimere l’inesprimibile.
Bassa sui covoni di fieno sorge
la luna calante: una luce pesante,
apocalittica si diffonde sui campi
bui, si specchia nelle pozzanghere,
rivela i resti di un antico falò.
Nella notte estiva chiusa e
umida, vanno anche i miei pensieri,
i mille interrogativi sulla vita;
il rapimento di fronte al fluire
dei millenni; il timore di non
essere che un attimo, una nota,
nella turbinosa canzone dell’eternità;
il grido del poeta per esprimere
l’inesprimibile.
Luglio Agosto 1972
ESPERIMENTO ARTISTICO
Poter essere rondine,
roccia, astro o fiore. Poter
sperimentare il cosmo con
radici, tentacoli, orbite, ali.
Poter essere nebbia sospesa sui campi,
acqua vorticosa del fiume, o questa
bambola spezzata portata dalla
corrente. O questo sole morente
d’autunno, così scialbo, così triste.
O quel pescatore grigio sull’isolotto
di sabbia.
Poter essere campanile, profumo
di bosco, sospiro di donna,
lucignolo di candela, sera
settembrina…
6 Settembre 1972
QUADRI D’AUTUNNO
Nell’ansa di un corso d’acqua si
duplica la magica monotonia
dell’autunno. Scenari policromi,
in lente sequenze, sotto cieli grigi.
Una bruma vaga, nella lontananza,
sfuma e offusca i contorni delle
cose: alberi, selciati, comignoli,
fontane, licheni, fienili.
L’acqua ristagna sui campi scialbi,
dove i colori diluiscono…
0ttobre 1972
Sergio Bissoli scrittore bibliofilo regista
NOTTURNE CAREZZE.
VARIAZIONI D’AMORE.
TEMI SURREALI.
Da: PRIMI VERSI
Tre brevi raccolte di liriche: decadenti; simboliste; surreali. Il distillato di una vita dedicata alla Poesia.
Su Youtube 1000 video al canale Sergio Bissoli
Ultima revisione Settembre 2021

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